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	<title>Comments on: La Santa Sede non fa marcia indietro nel dialogo con il popolo ebraico</title>
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	<description>BIBLE PRESS REVIEW</description>
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		<title>By: Andrea P.</title>
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		<dc:creator>Andrea P.</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Apr 2008 06:38:34 +0000</pubDate>
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		<description>concordo con il prof. Mauro Pesce. Mi pare che tutte queste ulteriori esplicitazioni e dichiarazioni sul dialogo con il popolo ebraico in realtà sono un mettere una pezza ad una scelta molto discutibile e, comunque la si voglia girare, non certo in sintonia con il Vaticano II.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>concordo con il prof. Mauro Pesce. Mi pare che tutte queste ulteriori esplicitazioni e dichiarazioni sul dialogo con il popolo ebraico in realtà sono un mettere una pezza ad una scelta molto discutibile e, comunque la si voglia girare, non certo in sintonia con il Vaticano II.</p>
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		<title>By: Mauro Pesce</title>
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		<dc:creator>Mauro Pesce</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Apr 2008 21:52:14 +0000</pubDate>
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		<description>E’ stato comunicato che la Santa Sede ha dichiarato di non volere fare passi indietro sulla strada del dialogo con Gli Ebrei iniziato con la dichiarazione conciliare Nostra Aetate. E’ fatto molto positivo che va salutato con soddisfazione.
    La santa Sede riconosce - di fatto – che vi è contraddizione tra la nuova preghiera introdotta ne messale latino e quella post-conciliare e rassicura gli Ebrei che la preghiera letta dalla maggioranza dei fedeli è quella post-conciliare. Anche questo è sintomo di buone intenzioni. Tuttavia non c’è dubbio che tutto questo dimostri l’imbarazzo in cui la Santa Sede si trova. Un imbarazzo che sembra impedire di fare seguire alle buone intenzioni dei fatti.
    Ora bisogna eliminare la preghiera.
   Su questo, dopo le leggi razziali del 1938 e dopo la Shoah non si può tacere. Ogni passo indietro di una forza storica così influente come la Chiesa Cattolica va combattuto. La nuova preghiera va eliminata.E probabilmente non è neppure una cosa difficile. Infatti, c’è chi dice che essa è solo frutto di un contrasto interno alla Santa Sede. La Segreteria di Stato avrebbe voluto che nel messale latino fosse introdotta la preghiera post-conciliare (la soluzione più semplice e bella). Ma la congregazione responsabile della redazione dei testi liturgici, non volendosi far scavalcare dalla Segreteria di Stato, avrebbe deciso di provvedere in modo diverso operando una correzione del vecchio testo anti-ebraico preconciliare, con il triste risultato che ci è di fronte.

Mauro Pesce, 5 aprile 2008</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E’ stato comunicato che la Santa Sede ha dichiarato di non volere fare passi indietro sulla strada del dialogo con Gli Ebrei iniziato con la dichiarazione conciliare Nostra Aetate. E’ fatto molto positivo che va salutato con soddisfazione.<br />
    La santa Sede riconosce &#8211; di fatto – che vi è contraddizione tra la nuova preghiera introdotta ne messale latino e quella post-conciliare e rassicura gli Ebrei che la preghiera letta dalla maggioranza dei fedeli è quella post-conciliare. Anche questo è sintomo di buone intenzioni. Tuttavia non c’è dubbio che tutto questo dimostri l’imbarazzo in cui la Santa Sede si trova. Un imbarazzo che sembra impedire di fare seguire alle buone intenzioni dei fatti.<br />
    Ora bisogna eliminare la preghiera.<br />
   Su questo, dopo le leggi razziali del 1938 e dopo la Shoah non si può tacere. Ogni passo indietro di una forza storica così influente come la Chiesa Cattolica va combattuto. La nuova preghiera va eliminata.E probabilmente non è neppure una cosa difficile. Infatti, c’è chi dice che essa è solo frutto di un contrasto interno alla Santa Sede. La Segreteria di Stato avrebbe voluto che nel messale latino fosse introdotta la preghiera post-conciliare (la soluzione più semplice e bella). Ma la congregazione responsabile della redazione dei testi liturgici, non volendosi far scavalcare dalla Segreteria di Stato, avrebbe deciso di provvedere in modo diverso operando una correzione del vecchio testo anti-ebraico preconciliare, con il triste risultato che ci è di fronte.</p>
<p>Mauro Pesce, 5 aprile 2008</p>
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