Hezbollah conquista la Beirut di Hariri

Beirut. Non conoscono tregua le violenze in Libano. Dopo tre giorni di combattimenti, ora Hezbollah controlla la parte occidentale di Beirut, quella a maggioranza sunnita, roccaforte delle forze filogovernative guidate da Saad Hariri. Questa mattina almeno sei persone sono rimaste uccise durante un funerale sunnita, riferisce una fonte medica. È invece di cinque morti il bilancio degli scontri esplosi a Halba, nella regione settentrionale di Akkar. Sale così a ventitré il numero complessivo delle vittime. In un messaggio alla nazione il premier Fouad Siniora ha detto che l’esercito interverrà a Beirut per restituire al controllo statale i quartieri conquistati da Hezbollah.
Nella notte scorsa sette persone sarebbero morte in combattimenti avvenuti all’alba ad Aley, circa 20 chilometri a est della capitale, tra i miliziani di Hezbollah e i seguaci del Partito socialista progressista (Psp). Altri scontri sono stati registrati nella notte a Sidone (40 chilometri a sud di Beirut), dove due persone sarebbero rimaste uccise, e nel porto settentrionale di Tripoli (90 chilometri a nord della capitale), dove seguaci dell’opposizione guidata da Hezbollah si sono scontrati con attivisti della maggioranza. Al momento, mentre i blindati dell’esercito mantengono la posizione senza intervenire, nei quartieri occidentali della capitale gli scontri sono molto diminuiti. Ma non si attenua la tensione politica. “È un vero e proprio colpo di Stato”, ha detto il premier Siniora. In serata un responsabile dell’opposizione coperto dall’anonimato ha fatto sapere che i miliziani sciiti non toglieranno i blocchi stradali, compresi quelli attorno all’aeroporto, fino a quando il Governo non avrà revocato le sue disposizioni che hanno suscitato l’ira dei miliziani di Hezbollah.
“Ciò che è accaduto è un colpo di Stato armato compiuto da Hezbollah contro la Costituzione, l’accordo di Taif e le risoluzioni dell’Onu, allo scopo di assoggettare lo Stato libanese”, ha risposto subito dopo uno dei leader della maggioranza parlamentare, il cristiano Samir Geagea, leggendo un comunicato congiunto dei partiti che sostengono il Governo Siniora. Ieri, il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon ha chiesto ai leader politici del Libano di “fare di tutto per evitare che la situazione nel Paese possa deteriorarsi ulteriormente”. Gli Stati Uniti stanno valutando con gli altri membri del Consiglio di sicurezza dell’Onu possibili misure da prendere contro Hezbollah. Condoleezza Rice ha accusato Hezbollah di cercare di “proteggere il suo Stato nello Stato” e confermato l’appoggio di Washington all’Esecutivo di Siniora.








































