A fine mese l’edizione italiana di Jerusalemer Nachtgespräche
« Cosa chiederebbe a Gesù, se avesse la possibilità di farlo?», chiede asciutto l’intervistatore. Risposta: «Gli chiederei se mi ama nonostante io sia così debole e abbia commesso tanti errori. Lo so che mi ama. Però vorrei sentirlo da lui, ancora una volta. Gli chiederei anche se mi verrà a prendere nell’ora della morte e se mi accoglierà. Gli chiederei di mandarmi, nelle ore difficili, dell’abbandono o della morte, degli angeli, dei santi o degli amici che mi aiutino a superare la paura».
È questo uno dei primi passaggi del colloquio tra il cardinale Carlo Maria Martini e il gesuita austriaco Georg Sporschill, che uscirà in Italia a fine ottobre per la Mondadori, ma che a Francoforte è già presente nell’edizione originale, quella in tedesco della Herder Verlag ( Jerusalemer Nachtgespräche, über das Risiko des Glaubens) e quella uscita in lingua spagnola per le edizioni San Pablo (Coloquios nocturnos en Jerusalén). Un libro intervista, spiega Martini nella prefazione, nato dall’incontro in Terra Santa con padre Sporschill, presentatogli da una comune amica austriaca, e dalla volontà di entrambi di mettere per iscritto una serie di riflessioni sull’universo giovanile. Così, inframmezzato da domande poste al cardinale dai ragazzi di padre Sporschill, il libro ha come destinatario ultimo e esplicito proprio loro, i cosiddetti «giovani d’oggi». Una sorta di testamento spirituale dell’arcivescovo emerito di Milano alle nuove generazioni.
«Testamento» intessuto di molti ricordi. Dalla fede ricevuta in famiglia, con le prime esperienze forti di preghiera – «Non posso dimenticare come pregavamo durante la guerra…» – all’incontro con la Compagnia di Gesù, all’Istituto Sociale a Torino, con i suoi professori e prefetti di alto livello umano e culturale – «Queste personalità e le loro doti colpirono profondamente» – fino ai ricordi degli «anni indimenticabili» trascorsi nella diocesi di Milano. Oltre a ciò, il colloquio è punteggiato di considerazioni a 360°, molte delle quali, comprensibilmente, faranno discutere.
Considerazioni sull’annoso rapporto con l’islam, per esempio. «Rifletto molto sull’islam. Spesso ne parlo con Rula Jebreal, la figlia di un imam della Moschea di Al-Aqsa a Gerusalemme», rivela Martini, che richiama la necessità del dialogo interreligioso e di un approccio pragmatico alla questione. E dice che sì, se fosse ancora vescovo in carica, appoggerebbe la costruzione di una moschea, in caso di reale necessità, e forse anche il permesso di portare il velo a scuola. Sull’importanza del confronto con il luteranesimo: «Martin Lutero è stato un grande riformatore… La Chiesa Cattolica si è fatta ispirare nel Concilio Vaticano II anche dalle idee di Lutero mettendo poi in atto un processo di rinnovamento». Processo di rinnovamento che, secondo il cardinale, starebbe invece conoscendo ora un’«involuzione». Infine – ma i temi toccati sono molti – considerazioni attinenti alla sfera della sessualità.
Dall’opportunità di rivedere in qualche modo il celibato sacerdotale, alla necessità di superare i divieti dell’Humanae Vitae. Come? «Il Papa probabilmente non ritirerà l’enciclica, tuttavia ne può scrivere una nuova e con ciò andare oltre», azzarda Martini. Andrea Galli












































venerdì, 21 novembre 2008 - 14:18
La aparición del libro Coloquios Nocturnos en Jerusalén seguramente no será suficiente para cambiar la posición de la Iglesia respecto, entre otros temas, a la situación de los católicos divorciados en nueva unión, pero es una muestra más de la vigencia universal que este tema tiene.
Su autor, que no puede ser tildado más que de elogios por su carrera sacerdotal, intelectual y teológica, según varias informaciones trascendidas hasta podría haber llegado a suceder a Juan Pablo II, por lo que su voz muy autorizada marca un hito para quienes vivimos con la ilusión que un día algunas cosas se revisen y podamos volver a sentirnos miembros plenos dentro de la Iglesia.
No es descartar, que desde algunos sectores se cuestione la publicación, situación que me llena de felicidad, ya que eso marca la importancia de las cosas que se dicen, en otros palabras cuanto mayores sean las críticas mejor, esa será la mayor promoción no de un ejemplar de librería sino de una problemática que tarde o temprano quizás deba debatirse abiertamente.
Desde La Barca (www.labarcaglobal.blogspot.com) blog global hecho por y para los católicos divorciados en nueva unión de todo el mundo, saludamos al autor y deseamos que su obra fructifique y llegue a cada rincón, como un mensaje de esperanza.
Mundy
labarca@ymail.com