Conversazioni notturne a Gerusalemme

Carlo Maria Martini, ex arcivescovo di Milano e studioso della Bibbia di fama mondiale, e Georg Sporschill, gesuita austriaco, che vive insieme ai bambini di strada in Romania e in Moldavia, si sono conosciuti durante un soggiorno a Gerusalemme e sono diventati amici. Ispirati da molti incontri con i giovani, si sono chiesti come concretamente gli uomini di fede possono rispondere alla crisi etica della contemporaneità : “Che cosa farebbe oggigiorno Gesù?”, “A quale meta conduce il cammino delle religioni in una società sempre più disorientata e priva di Dio?”. Nell’ultima stagione della sua vita, Carlo Maria Martini si offre al proprio interlocutore con franchezza e semplicità , senza reticenze, dando vita a quello che può essere interpretato come il suo testamento spirituale.
“Abbi profonda fiducia nei giovani”
Un libro audace e coraggioso, come lo sono i giovani con i quali dialoga il card. Carlo Maria Martini.
Atteso da mesi, è ora disponibile in tutte le librerie l’edizione italiana di Jerusalamer Nachtgespräche: “Conversazioni notturne a Gerusalemme. Sul rischio della fedeâ€.
Gli autori sono il Cardinal Carlo Maria Martini e il suo confratello gesuita p. Georg Sporschill. Si tratta di un libro-intervista scritto a quattro mani, che riflette l’esperienza dell’anziano cardinale gesuita e i numerosi contatti di p. George con il mondo del volontariato sociale.
Scrive il card. Martini nella prefazione: «nonostante io sia un tipo mattiniero, a Gerusalemme parlavamo spesso fino a tarda notte dei giovani di oggi. Ci siamo avvicinati ai sogni. Di notte le idee nascono più facilmente che nella razionalità del giorno. Quali sono le aspettative della gioventù? E cosa si aspetta dalla gioventù il mondo?» (p. 3).
Le domande dei giovani e degli autori
Il libro risponde ad alcune questioni che i giovani si pongono quali, per esempio, il futuro, la vita, la Chiesa, l’amore.
Le domande sono state individuate dai volontari provenienti dall’Austria, i quali condividono con p. Georg il lavoro di recupero dei bambini di strada: «Caro p. Georg, – scrivono i giovani – noi volontari ci siamo seduti a un tavolo per raccogliere domande da rivolgere al cardinale Martini. Deve essere un grande uomo. Dotato di molto coraggio e così aperto ai nostri interrogativi. Per favore, non chiedergli solo della religione, ma anche della sua vita. Siamo molto curiosi».
Così tra domande, risposte e aneddoti, “le conversazioni†si snodano secondo un tracciato molto interessante: la ricerca del senso della vita, il coraggio di decidere, il modo di trovare amici, l’intimità con Dio, l’apprendimento dell’amore, il sogno di una Chiesa aperta, la lotta contro l’ingiustizia.
Il Cardinale Martini risponde soppesando le parole, dosando sapienza e coraggio, marcando anche una certa distanza con alcune scelte passate e recenti operate dalla gerarchia ecclesiastica (per es. la questione dell’Humanae vitae pp. 91ss).
Le risposte non sono mai scontate, ed in controluce si intravede il cammino umano e spirituale di Martini, il quale fin dall’inizio proclama con riconoscenza: «la vita mi ha mostrato che Dio è buono e fa molto più di quanto potremmo aspettarci. Egli non smette mai di invitarci a collaborare per costruire un mondo più pacifico» (p.4).
Vi troviamo anche pennellate autobiografiche molto toccati e commuoventi come la risposta a «quale domanda rivolgerebbe a Gesù, se ne avesse la possibilità ?». Egli scrive: «Gli domanderei se mi ama, nonostante io sia così debole e abbia commesso tanti errori; io so che mi ama, eppure mi piacerebbe sentirlo ancora una volta da lui. Inoltre, gli chiederei se in punto di morte mi verrà a prendere, se mi accoglierà . In quei momenti difficili, nel distacco o in punto di morte, lo pregherei di inviarmi angeli, santi o amici che mi tengano la mano e mi aiutino a superare la mia paura. [...]. Oggi preferisco chiedere e pregare che mi accolga e che non mi lasci solo quando sarò in difficoltà » (p. 11-12).
Ma non vi sono solo le domande dei giovani. Si trova pure il desiderio degli autori di rispondere ad alcune questioni che ogni operatore pastorale si pone allorquando si mette a lavorare con essi: i giovani, si interrogano gli autori, «sono ancora interessati, oggi a criticare la Chiesa, noi, chi governa, l’establishment? Oppure si allontanano in silenzio? Io sono convinto che là dove esistono conflitti arde la fiamma, lo Spirito Santo è all’opera. L’ho sempre sentito nell’incontro con i giovani» (prefazione).
Rischiare la fede
I giovani non hanno bisogno di domande preconfezionate, ma stimoli per la fede assunta come investimento credile per tutta la vita. Conversazioni notturne a Gerusalemme è un libro che invita a percorre i sentieri della giustizia e della pace e soprattutto a parlare seriamente di Dio ponendosi seriamente dalla parte dei giovani.
Gli autori non si rivolgono solo ai giovani. Martini interpella anche gli adulti verso i quali si rivolge a conclusione del libro: «Consegna ai tuoi figli un mondo che non sia rovinato. Fa’ che siano radicati nella tradizione, soprattutto nella Bibbia. Leggila insieme a loro. Abbi profonda fiducia nei giovani, essi risolveranno i problemi. Non dimenticare di dare loro anche dei limiti. Impareranno a sopportare difficoltà e ingiurie se per loro la giustizia conta più di ogni altra cosa»(p. 124). Solo così rifiorirà il cristianesimo.













































































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