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pubblicato:
mercoledì, 29 settembre 2010

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Dio non esiste! Gli argomenti del nuovo ateismo

di Gerhard Lohfink, fonte: paolinitalia.it

Gerhard Lohfink

Dio non esiste! Gli argomenti del nuovo ateismo

Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo (MI)

ISBN-10: 8821568679

ISBN-13: 978-8821568671

€ 14,00

Una difesa appassionata della religione dagli attacchi – gratuiti – delle nuove forme di ateismo.

Il volume di Lohfink si propone di compiere una disamina dei principali asserti dell’ateismo e di confutare tra gli altri, partendo dalle loro citazioni: Feuerbach, Nietzsche, Schopenhauer, Darwin e Richard Dawkins.

«Chi ha in mano la risposta migliore ai grandi interrogativi della vita, colui che crede in Gesù Cristo o colui che si rifiuta di aderire a ogni fede in Dio? Per quanti sono rimasti cristiani può essere soltanto un bene questo dover rendere nuovamente conto della propria fede a sé e agli altri. Nei primi secoli della Chiesa ciò veniva ancora considerato un fatto normale. Nel XXI secolo occorre riprendere l’abitudine e farlo in modo nuovo».

Gerhard Lohfink, teologo tedesco, è stato professore di esegesi neotestamentaria all’Università di Tubinga. Per le Edizioni San Paolo ha pubblicato Dio ha bisogno della Chiesa? Sulla teologia del popolo di Dio (1999) e Gesù come voleva la sua comunità? La Chiesa quale dovrebbe essere oggi (2002).

di Gerhard Lohfink, fonte: paolinitalia.it

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130 commenti


cerquini
mercoledì, 29 settembre 2010 - 19:00

La divina commedia
Immaginare, ipotizzare, pensare, credere, che possa esistere un essere tanto malefico, malvagio, tragico, che, oltre a tutte le altre malefatte ( infinite sofferenze per gli esseri viventi, umani ed animali ) abbia creato anche la tortura eterna, è una idiozia colossale.
Dante che l’ ha scritta e Benigni che la decanta, sono due inconsapevoli terroristi idioti.
( iddioti e credini, detto alla maniera di Odifreddi )
Purtroppo anche alcune persone geniali, essendo inculcati di religione sin dall’infanzia, non si rendono conto delle stupidaggini che gli hanno propinato.
La scuola deve essere assolutamente liberata da insegnamenti religiosi. Ai nostri figli si deve insegnare l’ uso della ragione, e tanto, tantissimo allenamento al tale uso.
Amen

Vincenzo
giovedì, 30 settembre 2010 - 10:18

ciao Cerquini, rispondo qui anche a Ivan Ilic.
c’è una bella canzone dei Bluvertigo che dice “se non ci fossero i fiori, riusciresti a immaginarli?” http://www.youtube.com/watch?v=CLPfdL9JyUg

Voi volete risolvere i problemi alla maniera dei leghisti, eliminandoli dalla vostra vista, come polvere sotto il tappeto, come l’occhio che non vede e il cuore poi non duole.

ciao
Vincenzo

Francesco
giovedì, 30 settembre 2010 - 21:11

Il fatto che si pensi che chi crede non faccia una reale esperienza di incontro (e in conseguenza a questo una scelta consapevole e libera di sequela) ma venga ritenuto un pollo manipolato da un ideologia sovrastante è già di per sé un atteggiamento poco riflessivo, rimanendo pur liberissimi (ed è fondamentale e prezioso) di credere o non credere.

Amico ti consiglio di cambiare letture, Oddifreddi è un talebano non un ricercatore (e so che il suo credito a livello accademico come logico e matematico è prossimo allo zero); sono atterrito dalle sue letture fondamentaliste della Parola date nel suo volume “perchè non possiamo dirci….”
Il nostro più grande matematico italiano, Ennio De Giorgi, solutore di un problema di Hilbert,
era cristiano e diceva che la matematica è un mezzo per contemplare il volto di Dio……non dico che sia una prova ma ti sentiresti di dire che era un povero gonzo al quale avevano inculcato a forza una dottrina? E come lui quanti altri uomini liberi e geniali, liberamente hanno fatto esperienza di Dio. Da qui inizia l’emozionante avventura del dialogo tra credenti e non.
http://it.wikipedia.org/wiki/Ennio_De_Giorgi

gianni
venerdì, 1 ottobre 2010 - 21:21

Mi permetto di aggiungere una breve considerazione paradossale (ma non troppo!):
se Dio (o dio, come si preferisce) è così cattivo, allora significa che gli uomini, capaci di riconoscere questa cattiveria, si sentono anche capaci di essere migliori di lui. Ottimo, allora cominciamo con un pò di umiltà, e un po’ di accoglienza: se tu, vittima, credi di essere migliore del tuo presunto carnefice, dimostralo. Dismetti i panni del giustiziere e la supponenza di colui che comprende tutto e diventa davvero migliore di quel Dio (o dio) che ti suscita tanto raccapriccio. Voltaire era certamente supponente e superficiale in molte sue riflessioni, ma vedeva giusto quando pensava che ciò che ci rende veramente umani è la partecipazione piena di tolleranza e compassione alla vita degli altri. Dunque, pensare all’altro come ad un cretino perché non la pensa come te e desiderare di estrometterlo per questo dal consesso civile non fa parte di quei comportamenti che ci renderebbero migliori di un dio carnefice, anzi in questo modo gli assomiglieremmo molto da vicino (talis pater, talis filius…), oltre ad assomigliare ancora di più ad un inquisitore medioevale…

Gabriella
martedì, 19 ottobre 2010 - 12:20

Cari ATEI e nemici di Atei
Io da ex atea comprendo gli atei, per questo non trovo edificante che vengano citati Voltaire, Ennio De Giorgi ecc ecc. Questo vuol dire che per credere dobbiamo essere tutti “dotti”, mentre Gesù si servi semplicemente di persone illetterate e comuni. Se è vero che credete in Dio, perchè perchè insultate gli atei e non vi servite della parola stessa di Dio? Pensate che Dio non si sappia difendere? Non sia mai disse S: Paolo e sempre lui fu ispirato da Dio a dire in (Ebrei 3:4)” Naturalmente, ogni casa è costruita da qualcuno, ma chi ha costruito tutte le cose è Dio.” Gesù faceva sempre delle illustrazioni per far comprendere meglio, ci provo anche io in base a questascrittura. Se in un deserto vedete una casa, ma non vedete colui che l’ha costruita, direste mai che nessuno l’ha costruita solo perchè non l’avete vista costruire? Se mettete tutti i pezzi di un semplice puzzle in una scatola, poi la sbattete per migliardi d’anni, ragionevolmente, pensereste che senza una mano che ricomponga il puzzle, il tutto si ricomponga da solo? Questo, x dimostrare che il caso non produce niente, per ogni causa c’è l’effetto. Questo è tutto…..senza offendere nessuno. A proposito…. non è leggendo migliardi di libri che si diventa preparati, educati e intelligenti in questo mondo, ma come dice Dio in (2 Timoteo 3:16) “Tutta la Scrittura è ispirata da Dio e utile per insegnare, per riprendere, per correggere, per disciplinare nella giustizia” Quindi all’ateo dico” Hai ragione, se credi senza aver avuto le basi x credere saresti un CREDULONE, se non credi perchè ti hanno insegnato che Dio manda all’inferno di fuoco le persone …hai ragione, perchè Lui stesso dice che non manda al rogo a nessuno, anzi ha distrutto un popolo perchè bruciavano i figli a un idolo, ec ecc . Cercalo se vuoi trovarlo, ma solo tramite la sua Parola ” La Bibbia” , vanno bene tutte, di qualsiasi confessione religiosa e non è vero che si interpreta, perchè Lui dice che la sua Parola non l’ha data ai nobili o ai “dotti” ma a tutti. Puoi anche non cercarlo, non ti punirà perchè ci ha dato il libero arbitrio, l’unica punizione l’avrai da te stesso qual’ora fai delle cose che Dio (in qualità di Padre) ti avrebbe avvisato di non fare. Perdonatemi la lungaggine, ma non potete pensare che una cosa così importante la si possa dire solo in 2 parole. Gabriella

,

gianni
mercoledì, 20 ottobre 2010 - 19:22

Cara Gabriella
grazie per il tuo bel contributo: ogni voce che ci fa riflettere è certamente significativa, e tu lo fai con competenza e condividendo con noi anche la tua esperienza umana e cristiana.
Vorrei solo fare alcune precisazioni alla cose che hai scritto, quelle soprattutto nelle quali mi sento implicato personalmente.
1) Tu ci inserisci tutti in 2 categorie, atei e nemici di atei: scusami, ma io non mi sento nemico di nessuno, la mia risposta un po’ tagliente chiedeva solo a chi pretende coerenza negli altri di saperla vivere per primo.
2) Anch’io penso che la grandezza della Scrittura sta nella sua capacità di parlare a tutti soprattutto agli umili, ma questo non significa che si debba spregiare gli spunti interessanti che si trovano anche nei filosofi e nei “dotti”.
Permettini di aggiungere una considerazione finale. Tu dici “non è vero che si interpreta”, però poi dai delle intepretazioni dei testi, quando cerchi di rileggere alla luce della rivelazione piena dell’amore di Dio nella vita di Gesù i passi dell’Antico Testamento che parlano di vendetta e di punizioni. Confesso che condivido quello che dici, ma devi ammettere con me che una frase come questa (“puoi anche non cercarlo, non ti punirà perchè ci ha dato il libero arbitrio, l’unica punizione l’avrai da te stesso qual’ora fai delle cose che Dio (in qualità di Padre) ti avrebbe avvisato di non fare”) così come suona non si trova nella Scrittura e si tratta di una condivisibilissima intepretazione di alcuni passi di Giovanni, che oltrepassa e supera molti testi soprattutto dell’Antico Testamento che espongono un pensiero abbastanza diverso.
Un grazie ancora per le tue belle parole e buon cammino!
don Gianni

Gabriella
domenica, 24 ottobre 2010 - 23:37

Caro don Gianni, veramente ti chiedo scusa per aver detto ” nemici di atei”. Il punto è che non mi sono soffermata a ragionare, ho pensato, in senso lato, che chi la pensa diversamente da te e si difende con fermezza e giudizio, si potesse definire in qualche misura “nemico” e sono sicura anche io che tu non lo sei, sopratutto perchè sei un sacerdote ed io questo neppure lo immaginavo, anche perchè in questo blog ci sono entrata per caso. Dal momento che ormai ci sono, ti ringrazio che mi hai risposto, vorrei tanto sapere cosa intendi dire con—- “Tu dici “non è vero che si interpreta”, però poi dai delle intepretazioni dei testi, quando cerchi di rileggere alla luce della rivelazione piena dell’amore di Dio nella vita di Gesù i passi dell’Antico Testamento che parlano di vendetta e di punizioni”—Se mi metti le scritture a cui fai riferimento mi rimarrebbe più facile capire a cosa ti riferisci.Anche la parte finale della tua lettera dove dici——”così come suona non si trova nella Scrittura e si tratta di una condivisibilissima intepretazione di alcuni passi di Giovanni, che oltrepassa e supera molti testi soprattutto dell’Antico Testamento che espongono un pensiero abbastanza diverso.
Anche quì non ho capito di che scritture parli, per comprendere vorrei mi spiegassi meglio se possibile, solo così posso capire come e dove ho sbagliato. In attesa di una risposta, chiedo scusa di nuovo. Gabriella

gianni
giovedì, 28 ottobre 2010 - 00:06

Cara Gabriella
niente di sbagliato (nella lettura della Bibbia non ci sono sbagli, ma approssimazioni sempre maggiori ad una comprensione migliore del testo), solo alcune precisazioni.
1) Ogni volta che noi leggiamo un testo facciamo anche solo implicitamente un’opera di intepretazione, perché cerchiamo di capire, in un contesto diverso da quello in cui l’autore scrisse, il senso delle sue parole. E questo vale anche per la Scrittura: Dio ci parla in un testo che è insieme umano e divino, opera dell’uomo e opera sua, e per questo non ci è risparmiata la fatica ma anche la bellezza di cercare di capire le parole dell’autore sacro e di ascoltare la voce dello Spirito che parla attraverso di esse.
2) Il passo di Giovanni a cui mi riferivo è quello di Gv 3,17-19: “Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio. E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. ” Da questo testo si comprende la visione della giustizia di Dio secondo Giovanni: Dio non condanna nessuno, ma lascia che gli uomini subiscano le conseguenze delle loro azioni secondo la scelta della loro libertà. Un passo come questo, però, supera e fa leggere in una chiave nuova molti passi dell’antico Testamento nei quali la giustizia di Dio è vista agire in maniera diretta: vedi ad esempio il passo di Amos 9,4: “Io volgerò il mio sguardo su di loro in male e non in bene” (anche se nello stesso capitolo 9 ci sono altri passi che parlano di un resto di Israele che verrà salvato).
Cara Gabriella, grazie per la fiducia e continua con il tuo cammino di fede e di approfondimento della Parola di Dio, e continua a seguire anche il nostro blog che vuol essere uno strumento per far conoscere il variegato e ricco mondo culturale e religioso che si abbevera quitidianamente alle ricchezze della Scrittura.
Spero di essere stato abbastanza chiaro (e non troppo lungo!). Un saluto cordiale e a presto! Che il Signore ti benedica!
Don Gianni

Gabriella
giovedì, 28 ottobre 2010 - 14:43

Caro Gianni,
Quanto sembra complessa la Parola di Dio,!!! Io ho risolto in parte il problema cercando di essere semplice come mi ha insegnato Gesù, perchè io ho 65 anni e non ho studiato se non la Parola di Dio. Riguardo l’interpretazione ho pensato che se un padre lascia una lettera ad un figlio sicuramente deve essere compresa, quì non dovrebbe fare acqua, tanto più che Dio stesso ispirò S: Paolo in 2 Tim vers16 a dire “Tutta la Scrittura è ispirata da Dio è utile per insegnare, convincere, correggere e formare alla giustizia, perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona. ” se non la comprendo come faccio ad ubbidire questo comando? ….Quello che dici tu è giusto…….vuoi o non vuoi chi legge da la sua interpretazione, ma non ci possono essere 10-20 interpretazioni altrimenti lo scopo per cui Il Nostro Creatore ci ha lasciato la sua Parola viene meno……e se nella sua Parola ci sono poi le vie della Salvezza che ci servirà? Allora ho pensato che l’interpretazione giusta si possa avere, ………basta guardare i risultati della nostra interpretazione. Es: se Gesù dice ama il prossimo come se stesso ……colui che non interpreta questo passo sarà colui che non ruba,non bestemmia, non commette immoralità, non fuma, non va in guerra ad uccidere un suo fratello, non calunnierà il prossimo, non abortirà, non sarà bugiardo ecc ecc e non si permetterà di giustificarsi o minimizzare la cosa cercando di interpretare la Parola di Dio per fare quello che vuole, ecco come la penso………. Gesù il mio Grande insegnante mi ha anche tranquillizzato dicendomi che la responsabilità di essere cristiana è, si, un peso gravoso ma Lui stesso lo allegerirà Matteo 11:29,30, perchè dice ” Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. [30] Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero”. Perchè devo complicarmi la vita pensando che in tutto questo ci sia un’altro significato?
Riguardo al fatto che Dio non ci prova coi mali l’ho preso in Giacomo1:13] Nessuno, quando è tentato, dica: “Sono tentato da Dio”; perché Dio non può essere tentato dal male e non tenta nessuno al male. [14] Ciascuno piuttosto è tentato dalla propria concupiscenza che lo attrae e lo seduce; Anche Galati al cap 6 vers 7 ” Non vi fate illusioni; non ci si può prendere gioco di Dio. Ciascuno raccoglierà quello che avrà seminato” Per quanto riguarda i giudizi di Dio già eseguiti,…. quelli,…. sono stati giudicati da Lui per giusti motivi. comunque non prima di averli ripetutamente avvisati e solo dopo aver visto la loro perseveranza nel fare cose TERRIBILI. All’ateo, penso che questo non lo si possa
ancora imputare o applicare a lui. quanto mi fa bene parlare di queste cose……Gesù disse chi cerca trova, io continuerò sempre a cercare, e grazie a te spero di trovare ancora di più. Gabriella

gianni
mercoledì, 3 novembre 2010 - 21:23

Cara Gabriella
scusa per il tempo trascorso dalla tua ultima mail, ma le feste passate sono state molto impegnative. Innanzitutto confesso che mi sono meravigliato quando hai indicato la tua età: hai una mente ancora giovane e vivace e questo ti fa onore (la Parola di Dio mantiene giovani dentro, facendoti accettare con gioia ogni fase della tua vita!). Per il resto non posso che condividere sinceramente le belle parole che hai scritto: si vede vengono dal cuore e da una consuetudine non superficiale con la Parola che Dio ci ha donato per guidare la nostra vita.
Non trovo molto da aggiungere a quello che hai scritto se non sottolineare insieme a te come la Parola si interpreta soprattutto vivendola: questa penso sia la vera chiave per comprendere a fondo la Scrittura e scoprirne tutta la sovrabbondante ricchezza e forza di vita.
Buon cammino e che il Signore ti benedica!
Don Gianni

Gabriella
domenica, 7 novembre 2010 - 20:11

Caro Gianni,
Infinitamente grazie per la tua risposta
Gabriella

Pia Georgio
domenica, 14 novembre 2010 - 17:45

Caro Don Gianni ,scusa se mi servo del tuo scambio di opinioni con Gabriella per inserire la mia : proprio oggi mi lambicavo il cervello per trovare un nesso tra ermeneutica ,esegesi ,fillologia, semiologia ,ecc, con la preghiera di Gesu’ : ” Ti ringrazio ,o Padre perchè hai nascosto queste cose ai sapienti e ai saggi e le hai rivelate ai piccoli” Allora si deduce che il vero e l’unico rivelatore della Parola, è il Padre. E, che ne facciamo del mare di nero su bianco che è stato versato ,soprattutto in questi ultimi tempi, dai saggi e dotti del momento ?
grazie e scusa, Pia.

Gabriella
mercoledì, 17 novembre 2010 - 13:29

Cara Pia Georgio,
Se vuoi posso provare di risponderti io, perchè penso di aver trovato, sempre nella Parola stessa del Creatore, la risposta……ma non so se posso….non conosco le regole dei blog o di questo blog, come ho gia detto ci sono entrata per caso. Gabriella

Pia Georgio
venerdì, 19 novembre 2010 - 15:52

Certo che puoi e ti ringrazio…..ma io vivo il tuo stesso problema …..per caso giro sempre e, senza conoscere regole : vediamo se possiamo interdeci da “imbranate” ( spero di non offenderti) ! Pia

Gabriella
sabato, 20 novembre 2010 - 10:35

Cara Pia, ho trovato delle scritture nella Bibbia dove S. Paolo dice quanto segue:”
[17] Cristo infatti non mi ha mandato a battezzare, ma a predicare il vangelo; non però con un discorso sapiente, [18] La parola di Dio infatti è stoltezza per quelli cha vanno in perdizione, ma per quelli che si salvano, per noi, è potenza di Dio. [19] Sta scritto infatti: Distruggerò la sapienza dei sapienti
e annullerò l’intelligenza degli intelligenti.
[20] Dov’è il sapiente? Dov’è il dotto? Dove mai il sottile ragionatore di questo mondo? Non ha forse Dio dimostrato stolta la sapienza di questo mondo?
[21] Poiché, infatti, nel disegno sapiente di Dio il mondo, con tutta la sua sapienza, non ha conosciuto Dio, è piaciuto a Dio di salvare i credenti con la stoltezza della predicazione.
[[25] Perché ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini.
[26] Considerate infatti la vostra chiamata, fratelli: non ci sono tra voi molti sapienti secondo la carne, non molti potenti, non molti nobili.
[27] Ma Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti,
[28] Dio ha scelto ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato e ciò che è nulla per ridurre a nulla le cose che sono, [29] perché nessun uomo possa gloriarsi davanti a Dio.

Da quanto si legge, il creatore non vuole che facciamo sfoggio della ns conoscenza ma vuole che ricerchiamo la sapienza sempre da ciò che Lui stesso dice nella sua Parola Scritta…….. I seguaci di Gesù seguirono lo stesso metodo di Gesù usando riferimenti scritturali per far luce su un dato versetto. Quando insegnava agli abitanti di Tessalonica, l’apostolo Paolo “ragionò con loro attingendo sempre dalle Scritture, spiegando e provando con riferimenti come era necessario che il Cristo soffrisse e sorgesse dai morti”.vedi in (Atti 17:2, 3) Anche nelle sue lettere ispirate, Paolo lasciò che la Bibbia si interpretasse da sé. Scrivendo la lettera agli Ebrei, per esempio, citò un versetto dopo l’altro per dimostrare che ‘la Legge era un’ombra delle buone cose avvenire’. vedi in  Ebrei 10:1-18. Se poi teniamo conto di ciò che ho detto nella mia lettera del 28-Ottobre mi viene da pensare che non ci sia tanta incoerenza…non credo che il Creatore indichi da nessuna parte che dobbiamo servirci di .ermeneutica ,esegesi ,fillologia, semiologia ,ec ma dice in maniera esplicita il contrario, infatti in Colossesi 2:8 dice:” Badate che nessuno vi inganni con la sua filosofia e con vuoti raggiri ispirati alla tradizione umana, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo. ” Perdonami se l’ho fatta lunga……ma senza prove è difficile spiegarsi……attendo un tuo commento …Gabriella

gianni
sabato, 20 novembre 2010 - 17:53

Carissime Pia e Gabriella
questa volta non mi trovate del tutto d’accordo. Una frase come questa: “non credo che il Creatore indichi da nessuna parte che dobbiamo servirci di .ermeneutica ,esegesi ,filologia, semiologia ,ec ma dice in maniera esplicita il contrario”, deve essere ben compresa altrimenti può essere ambigua perché può cadere nel fondamentalismo.
Mi spiego: premesso che leggere la Scrittura con la Scrittura, come avete notato voi, è il metodo migliore in assoluto, e quello certamente inteso dalla Scrittura stessa, rimane vero che le scienze ausiliarie non sono né da demonizzare né da sostituire ad una lettura credente della Parola. Possono essere un ausilio utile per evitare di cadere in cantonate e svarioni: vi faccio un solo esempio, il racconto della creazione in 6 giorni che si trova in Genesi 1,1-2,4a. Come dobbiamo leggerlo? In contrappoosizione alla scienza? Queste scienze ausiliarie sono di aiuto perché ci fanno capire che non dobbiamo intepretare il testo così come suona, ma come una potente e bellisima proclamazione della fede dei credenti in Dio come Creatore. COME questo sia avvenuto non riguarda la Scrittura, ma la nostra libera ricerca (la quale, naturalmente, se è corretta e non fondamentalista da un altro punto di vista, non dovrebbe dirci niente né pro né contro Dio, ma dovrebbe lasciarci liberi di giudicare confrontando i dati attraverso la nostra intelligenza, la nostra sensibilità e la nostra esperienza di Dio). Ma voi direte: ma la Scrittura che cosa dice? Basta riprendere i primi versetti della Lettera agli Ebrei in cui si dice: “Egli (Gesù Cristo) è irradiazione della sua gloria e impronta della sua sostanza” (Eb 1,3). Queste espressioni usano un linguaggio filosofico per cercare di spiegare qualcosa della natura di Gesù. Dunque, l’autore sacro non ha spregiato la filosofia, ma l’ha usata senza paura, ma anche senza ridurre la Parola a elucubrazione umana. Dunque, un sano equilibrio che non confonde l’assoluto con l’accessorio, ma che sa usare tutto quello che trova se questo può aiutarlo a comprendere meglio la Parola.
Una cosa posso e devo condividere di quello che avete detto: non raramente queste scienze ausiliarie che voi avete evocato si sono lasciate prendere la mano e hanno sostituito una lettura credente della Scrittura. Dunque è giusto ristabilire le priorità, ed è giusto ricordare che la Scrittura si legge e si interpreta con se stessa, ma senza dimenticare che anche le discipline umane possono essere di aiuto e di sostegno e possono aiutarci in molti modi per una migliore comprensione, senza paure, ma anche senza sopravvalutazioni. Il testo che avete evocato di Paolo ai Corinzi ci mette in guardia proprio da questo: non farsi travolgere dall’apparente chiarezza e coerenza delle scienze umane per sostituirle alla Sapienza di Dio, ma senza escluderle del tutto dal proprio orizzonte, utilizzandole come strumenti (come la lettera agli Ebrei si mostra).
Spero di non essere stato ne troppo lungo né troppo difficile, soprattutto spero che continuiate sempre la vostra ricerca di Dio e della sua Sapienza nella sua Parola, quella sapienza che il mondo non conosce e nella quale ci è stato donato di credere.
Che il Signore vi benedica!
Don Gianni

Gabriella
sabato, 20 novembre 2010 - 22:12

Caro don Gianni, riguardo il racconto della Creazione in 6 gg non c’è bisogno della scienza per spiegarlo, ma ci sono altre scritture che lo spiegano benissimo. Mi meraviglio della tua paura di cadere in cantonate e svarioni senza l’ausilio di questa scienza, ho l’impressione che non hai letto bene le scritture nelle mie lettere precedenti. Non sono io che avverto di stare attenti alla filosofia e alle tradizioni umane, ma viene detto dal Creatore in Colossesi 2:8 e non mi sento fondamentalista, per il semplice fatto che non mi nuoce se stò attenta ai tanti libri ( Scienza o filosfia) che sono in commercio, non mi dirai che tutti parlano della stessa cosa in maniera corretta. Non crederai che Dio voglia che noi facciamo questa immane fatica per capire ciò che Lui richiede da noi? Anzi in Ecclesiaste 12:12,13 dice che a fare molti libri non c’è fine e leggerli è faticoso ma la conclusione del discorso è di temere Lui e seguire i suoi comandamenti” . Geremia dice che l’uomo non sa dirigere neppure i suoi passi e che il suo cuore è ingannevole, pensa che la sua via è diritta ma porta alla via della morte se non tiene conto dei suoi Detti. Mentre Gesù ci da un avvertimento riguardo le tradizioni in Matteo 15: [8] Questo popolo mi onora con le labbra ma il suo cuore è lontano da me. [9] Invano essi mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini……. Io mi avvalgo di ciò che dice la parola di Dio per non deviare, ma uso anche altri ausili (libri) per dare più credibilità alla Bibbia, non per interpretarla. Infatti ogni tanto trovo un libro dove si è scoperto cose che nella Bibbia era già scritto, si, ma messo in discussione. Ora invece vedo titoli come -ANCHE QUESTA VOLTA LA BIBBIA HA RAGIONE- Ripeto la Bibbia è un libro scritta da un padre al proprio figlio, per facilitare il suo cammino nella sua vita…. Gabriella

Gabriella
martedì, 30 novembre 2010 - 19:36

Don Gianni, quì dice che la mail non viene visualizzata, come mai mi hai scritto privatamente nella mia posta elettronica? Vorrei capire come funzionano questi blog.
Gabriella

Gabriella
martedì, 30 novembre 2010 - 19:40

Don Gianni, …vicino al mio indirizzo email dice che non verrà visualizzato. Come mai tu mi hai scritto nella mia posta elettronica privatamente? Non è un problema, ma vorrei capire come funzinano questi BLOG e se posso fidarmi…..grazie…..Gabriella

Gabriella
martedì, 30 novembre 2010 - 19:42

Scusami se ho scritto due volte, ma alla prima non mi segnalava L’INVIO

Bibbiablog Team
martedì, 30 novembre 2010 - 20:24

cara Gabriella,
stai tranquilla per la tua mail! Don Gianni è uno degli amministratori di questo blog (vedi alla voce “chi siamo”) e per questo motivo può vedere le email di chi commenta i suoi articoli.

shalom
Bibbiablog Team

gianni
mercoledì, 1 dicembre 2010 - 13:10

Cara Gabriella
mi dispiace di averti fatto arrivare la mia ultima risposta direttamente sul tuo indirizzo: come vedi anch’io non sono molto pratico e, involontariamente, ho fatto un piccolo casino (ho risposto direttamente senza passare dal Blog). Comunque, la cosa è stata del tutto fortuita e ti assicuro che questo non mette minimamente in dubbio la tua privacy, ci mancherebbe. Un saluto e che il Signore ti benedica!
Don Gianni

Gabriella
giovedì, 2 dicembre 2010 - 02:44

Grazie per avermi tanquillizzata. Voglio rispondere alla tua lettera Don Gianni, ma lo farò con tranquillità perchè ci sono ancora molte cose che non comprendo. Anticipatamente però desiderei che tu mi rispondessi con la Parola di Dio, come fece S. Paolo in Atti [2] dove dice: “Come era sua consuetudine Paolo vi andò e per tre sabati discusse con loro sulla base delle Scritture, [3] spiegandole e dimostrando che il Cristo doveva morire e risuscitare dai morti;”…. Quì S. Paolo dice che discuteva con le scritture e spiegandole dimostrava ciò che voleva dire……… Ai Bereani Paolo li ha lodati in Atti 17:10] dove dice: ” Ma i fratelli subito, durante la notte, fecero partire Paolo e Sila verso Berèa. Giunti colà entrarono nella sinagoga dei Giudei. [11] Questi erano di sentimenti più nobili di quelli di Tessalonica ed accolsero la parola con grande entusiasmo, esaminando ogni giorno le Scritture per vedere se le cose stavano davvero così. “…… Senza interpretare, quì è chiaro che l’atteggiamento approvato dal Creatore era quello di andare ad esaminare nella Sua Parola per vedere se le cose stavano così……..Cos’è cambiato oggi? Non può essere che le cose che non si comprendono siano le stesse cose che un alunno delle elementari non può comprendere ciò che studia un laureato? Il fatto che uno non comprenda una cosa non vuol dire che abbia un altro siglificato ma semplicemente dovrà iniziare a studiare le cose più semplici per arrivare a capire quelle più complicate senza aver bisogno di ausili . Incominciamo a insegnare intanto le cose semplici e basilari come comportarsi in famiglia, a scuola, verso gli adulti, al lavoro, col marito, fgli ecc ecc la Bibbia è piena di questi consigli, sopratutto riguardo l’immoralita. Nel mondo di oggi crede che sapere in quanti gg si sia fatta la terra serva per vivere bene? Sinceramente non ho mai sentito, se non raramente, citare ciò che dice Dio o Gesù riguardo a come risolvere i più comuni problemi di questo mondo, eppure essendo una assidua lettrice della Bibbia debbo dire che di consigli ne è piena. Io sono Cristiana, ma mi rendo conto che spesso coloro che si ritengono cristiani, i miei parenti, vicini di casa e famigliari compresi, non credono assolutamente nella Parola di Dio, si aggrappano all’interpretazione, all’evoluzione e anche grazie alla filosofia umana ognuno interpreta da se. Oggi va di moda il FAI DA TE anche nella religione …..mentre Dio stesso dice che ERA
ED E’ E SARA’ SEMPRE LO STESSO- perdonatemi, ma sono confusa ancora ……..alla prossima ———————–Gabriella

gianni
venerdì, 10 dicembre 2010 - 21:02

Carissima Gabriella
scusa se ti rispondo con gran ritardo, ma questi giorni dell’Avvento sono molto intensi. Cercherò di rispondere con delle citazioni della Scrittura, come mi chidei, ricordandoti solo una cosa: non bisogna aver paura di cercare e trovare aiuti; nelle prime comunità, come ricorda Luca (Lc 1,2: “I primi a raccontarli [i fatti che riguardano la vita di Gesù] sono stati i testimoni di quei fatti che avevano visto e udito: essi hanno ricevuto da Gesù l’incarico di annunziare la parola di Dio”.) c’erano fratelli più esperti e capaci, collaboratori degli apostoli e da questi investiti del compito di trasmettere la Parola (2Tim 2,2: Paolo parla a Timoteo: “Ciò che io ho detto alla presenza di molti testimoni affidalo a persone fidate che siano in grado a loro volta di insegnarlo anche ad altre persone”), i quali erano di ausilio con la loro competenza agli altri della comunità.
Non ti scoraggiare davanti all’incredulità di tante persone anche a te care, che non accolgono la Parola, ricorda la reazione degli ateniesi alla predicazione di Paolo: At 17,32: “Appena sentirono parlare di risurrezione dei morti, alcuni dei presenti cominciarono a deridere Paolo. Altri invece dissero: “Su questo punto ti sentiremo un’altra volta”. Ma poi continua: 17,34: “Alcuni però lo seguirono e credettero. Fa questi vi era anche un certo Dionigi, uno del consiglio dell’Areòpago, una donna di nome Dàmaris e alcuni altri.” Paolo non si scoraggia nonostante senta disgusto per alcuni aspetti di quella cultura (17,1: “Paolo, che aspettava Sila e Timòteo ad Atene, fremeva dentro di sé nel vedere quella città piena di idoli.”), ma, pazientemente, raccoglie il meglio di quella cultura e lo utilizza per far vedere che la Parola viene incontro ai bisogni più profondi del cuore umano (17,22-31:
“Cittadini ateniesi, io vedo che voi siete persone molto religiose da tutti i punti di vista. Ho percorso la vostra città e ho osservato i vostri monumenti sacri; ho trovato anche un altare con questa dedica: al dio sconosciuto. Ebbene, io vengo ad annunziarvi quel Dio che voi adorate ma non conoscete. Egli è colui che ha fatto il mondo e tutto quello che esso contiene. Egli è il Signore del cielo e della terra, e non abita in templi costruiti dagli uomini. Non si fa servire dagli uomini come se avesse bisogno di qualche cosa: anzi è lui che dà a tutti la vita, il respiro e tutto il resto. Da un solo uomo Dio ha fatto discendere tutti i popoli, e li ha fatti abitare su tutta la terra. Ha stabilito per loro i periodi delle stagioni e i confini dei territori da loro abitati. Dio ha fatto tutto questo perché gli uomini lo cerchino e si sforzino di trovarlo, anche a tentoni, per poterlo incontrare. In realtà Dio non è lontano da ciascuno di noi. [Questa frase è una citazione del poeta Epimenide]. In lui infatti noi viviamo, ci muoviamo ed esistiamo. Anche alcuni vostri poeti l’hanno detto: “Noi siamo figli di Dio”. [Questa invece è una citazione del poeta Arato]. Se dunque noi veniamo da Dio non possiamo pensare che Dio sia simile a statue d’oro, d’argento o di pietra scolpite dall’arte e create dalla fantasia degli uomini. [Questa era anche la dottrina del filosofo Senofane, che Paolo riprende implicitamente]. Ebbene: Dio, ora, non tiene più conto del tempo passato, quando gli uomini vivevano nell’ignoranza. Ora, egli rivolge un ordine agli uomini: tutti dappertutto devono convertirsi. Dio infatti ha fissato un giorno nel quale giudicherà il mondo con giustizia. E lo farà per mezzo di un uomo, che egli ha stabilito e ha approvato davanti a tutti, facendolo risorgere dai morti”.)

Non esiste il modo immediatamente efficace per far innamorare gli uomini della Parola così che possano trovare in essa tutta la Verità e la pienezza di Dio, ma certo la semplicità di cui tu parli è un atteggiamento del cuore del tutto necessario. Per la mia esperienza (permettimi questa parentesi personale), smontare ogni tanto le false certezze contro Dio e la Scrittura (e anche la Chiesa…) di qualcuno non è poi male: certo, sapere in quanti giorni è stato creato il mondo non aiuta a vivere meglio, ma far capire alle persone che incontriamo che della Scrittura ci si può fidare anche su queste cose (perché scienza e fede non sono in contraddizione, ma si interessano di piani diversi della realtà), aiuta a eliminare molte obiezioni certamente stupide, ma tenaci che alcuni mantengono contro la fede, così che siano posti davanti alla chiarezza di sapere che se non vogliono ascoltare i consigli che Essa ci dona non sono autorizzati a farlo perché la Bibbia è superata, ma perché decidono liberamente di farlo perché: “gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie” (Gv 3,19). Questo mio atteggiamento mi sembra corrispondere bene a quanto indicato da questo passo: “Siate sempre pronti a rispondere a quelli che vi chiedono spiegazioni sulla speranza che avete in voi, ma rispondete con gentilezza e rispetto, con la coscienza pulita. In tal modo quelli che parlano male del vostro comportamento cristiano dovranno vergognarsi delle loro parole” (1Pt 3,15-17).
Speriamo di poterlo sempre fare!!!
Buon cammino di Avvento e che il Signore ti benedica!
Don Gianni

Gabriella
sabato, 18 dicembre 2010 - 18:48

Caro don Gianni,
sapessi quante volte ho riletto questa tua risposta!!!….Non mi sembra di averti detto che ho paura di cercare e trovare aiuti, la mia paura il mio timore sta nel sentire risposte più confuse delle domande, risposte complicate non inerenti alla domanda….vaghe……non pratiche. Se vado da un medico pretendo una cura che mi faccia stare bene o star almeno meglio ……..non mi aspetto che mi parli della mia malattia in termini scentifici. …………
Non mi scoraggio della gente che attorno a me non crede nella Bibbia, infatti lo so bene che Gesù stesso disse in Matteo [ 7,1413] “Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano ; [14] quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano! ” …… Mi scoraggio invece di coloro che si definiscono credenti e praticanti ma non credono nella Parola di Dio per il motivo che ho scritto nella lettera del 2 Dicembre. …..Che la scienza e la fede non si contraddicono sono d’accordo anche io, anzi una aiuta all’altra, la scienza dà credibilità alla Parola di Dio quando questa scopre cose che Dio aveva già detto e quì posso fare un’esempio: Dio aveva detto che la terra era sospesa in aria, vedi Giobbe 26,[7] ” Egli stende il settentrione sopra il vuoto, tiene sospesa la terra sopra il nulla.” …. La Bibbia non manca di accuratezza scientifica, anche in Isa 40:22 dice che la terra è rotonda (sferica) …inoltre classifica la lepre tra i ruminanti (Le 11:6) ….ecc ecc . tutto questo è stato contestato dalla scienza per decenni ma poi ha fatto un passo indietro riconoscendo la Bibbia scientificamente valida.
Questo vorrei che i Credenti Cristiani capissero ……(non tanto gli atei)….che la Bibbia fa asserzioni veramente accurate a dispetto delle convinzioni che apparentemente sembrano sensate, ma sono dell’epoca, del momento. È saggio, quindi, non lasciarsi influenzare da insegnamenti o teorie che contraddicono la Parola di Dio. Come la storia ha dimostrato più volte, le filosofie umane, anche quelle promosse da intellettuali di spicco, sono passeggere, mentre “la parola del Creatore dura per sempre”. — 1 Pietro 1:25.
Scusami don Gianni, non avercela con me, in fondo io desidero avere l’approvazione di Dio, e siccome Dio dice che a causa delle tradizioni degli uomini e della filosofia umana la nostra adorazione è nulla io sono preoccupata, non conosco queste tradizioni nel particolare.
Con rispetto Gabriella

gabriella
venerdì, 28 gennaio 2011 - 10:57

Caro don Gianni
Ho un’altra necessità di sapere che riguarda la trinità, per quanti parroci ho chiesto ognuno mi ha dato la sua versione che sembrano uguali ma con lo stesso sistema che a me confonde sempre. Mi spiego…mi dicono una cosa e poi mi aggiungono anche il contrario che poi ti spiegherò. Intanto vorrei sapere da te cos’è la trinità.
Ti ringrazio anticipatamente

gianni
venerdì, 28 gennaio 2011 - 12:46

Carissima Gabriella
innanzitutto scusa per il terribile ritardo con cui ti rispondo (la tua ultima bellissima lettera è di più di un mese fa…). Diciamo solo che sono state settimane davvero piene, e non volevo risponderti in maniera vaga.
Riprendendo anche la tua mail di oggi (28 gennaio), dividerò le mie parole in 2 parti:

1) hai ragione quando dici che se sono malato voglio chi mi guarisce e non solo chi mi spiega la malattia, ma rimane vero, anche per esperienza personale, che molte volte sapere qualcosa della malattia che si ha è utile anche per la guarigione, perché aiuta ad affrontare meglio le cure e a fare la propria parte in esse. Dunque, niente come la Parola è la soluzione alla mia malattia spirituale di uomo: in questo hai perfettamente ragione, noi (talvolta mi accorgo di farlo anch’io) ne parliamo tanto, ma non abbiamo il coraggio, o la forza, o, forse, siamo solo troppo legati al nostro male, per decidere di seguirla e di metterla in pratica…

Mt 7,24-27
Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande”.

Nell’originale non si dice “mettere in pratica” ma “fare”: hai perfettamente ragione, la Parola non diventa la guida del nostro agire, il Signore Gesù non è davvero il nostro Maestro, ci scegliamo mille maestri che riteniamo più interessanti o affascinanti (il denaro, il successo, il piacere, qualche politico o personaggio famoso, magari la mentalità comune…). In tutto questo, si tratta di raggiungere un equilibrio prezioso e importante: Paolo ci ricorda che dobbiamo “vagliate ogni cosa e tenere ciò che è buono” (1 Ts 5,21), nella certezza che ciò che vale è quello che è conforme a Cristo o a Lui mi avvicina. “Ritengo che tutto sia una perdita a motivo della sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore. Per lui ho lasciato perdere tutte queste cose e le considero spazzatura, per guadagnare Cristo ed essere trovato in lui, avendo come mia giustizia non quella derivante dalla Legge, ma quella che viene dalla fede in Cristo, la giustizia che viene da Dio, basata sulla fede: perché io possa conoscere lui, la potenza della sua risurrezione, la comunione alle sue sofferenze, facendomi conforme alla sua morte, nella speranza di giungere alla risurrezione dai morti.” (Fil 3,8-11) Dunque, ogni cosa può essere utile se mi aiuta a crescere in Cristo, o mi permette di conoscerlo meglio, in maniera più precisa, e magari più consapevole e attenta, meno istintiva: anche la ragione è un dono di Dio e siamo chiamati ad utilizzarla per il bene e non solamente a oltrepassarla come un possibile inciampo. Non ti scoraggiare, abbiamo sensibilità diverse, ma penso che queste possano convivere nella misura in cui non si chiudono in se stesse, ma decidono di mettersi in discussione per avvicinarsi sempre di più a quello che ci è chiesto.

2) anche tu, immagino del tutto inconsciamente, hai parlato della Trinità come di una “cosa”. Forse la formulazione giusta della domanda è “chi è la Trinità?”. La Trinità è il nome cristiano di Dio: se Dio è amore (1Gv 4,8.16), allora non può essere che comunione totale di persone che si amano. Se fosse unitario in se, sarebbe solo uno sterminato egoista, perché amerebbe solo se stesso: in Dio, in realtà, ci sono l’io, il tu e il noi. Dio è, sussiste, per definizione, e non ci sono più dei; ma è Amore, non sussiste come monade, ma è unità nella relazione tra le persone, unità generata dall’amore del Padre per il Figlio, dalla risposta del Figlio al Padre, dalla unione di questo amore che è la persona dello Spirito. Non è mai facile parlare del Dio Trinità come rivelato da Gesù, ma certo è stato proprio lui a rivelarci questo mistero.

Spero di non averti stancato. Comunque ancora scusa per aver atteso così tanto a risponderti. Un saluto e a presto!!!
Don Gianni

Alessandro Moreira
venerdì, 28 gennaio 2011 - 18:11

Carissimo Don Gianni,

Lei é stato al solito, preciso come un chirurgo!

La storia prende il via da un episodio cosi semplice, stolto ed insignificante. Noi abbiamo creato Dio perche non possiamo sopportare la nostra finitezza! Dai! Come possono avere tanti persone con un argomento cosi torto?
Lei é sempre bravo nelle loro spiegazioni.

Che Dio vi benedica e custodica sempre.

gianni
domenica, 30 gennaio 2011 - 23:47

Carissimo
non so se sono davvero bravo, ma spero di far riflettere… Grazie per la tua invocazione di benedizione al Signore per me: la ricambio con tutto il cuore!
Don Gianni

gabriella
lunedì, 31 gennaio 2011 - 11:52

Carissimi,

scusate, ma io questa precisione chirurgica non l’ho proprio percepita……Scusa Alessandro ,tu dici :……….Qual’è la storia che prende il via da un episodio cosi semplice, stolto ed insignificante? Chi è che ha creato Dio perche non possiamo sopportare la nostra finitezza!.”Come possono esserci tanti persone con un argomento cosi torto?” …………Mi son chiesta, qual’è questo argomento storto? Quì vedo solo polemica e non chiarimenti. Non ho fatto una domanda ad un alunno ma al professore, e come tale mi aspetto delle risposte chiare.
Per quanto riguarda la TRINITA’ visto che in un dizionario online leggo ” Trinità s. f. Nella teologia cristiana, l’unione delle tre persone divine, Padre, Figlio e Spirito Santo, in una sola sostanza, e in una Enciclopedia Cattolica riguardo la Trinità dice che ci sono tre Persone – Padre Figlio e Spirito Santo – nessuna è maggiore o minore delle altre, ciascuna d’esse sono Dio, ma non formano che un solo Dio. Altri invece credono che queste tre Persone non sono separate e distinte bensì un unica Persona Divina. Da questo ho capito che comunque Padre Figlio e Spirito Santo sono tutte e tre uguali, (com’è possibile?) ….Non vorrei altre polemiche ma semplicemente prove scritturali di questo insegnamento visto che come hai detto tu, don Gianni, è stato proprio Gesù a rivelarci questo mistero, rivelare significa -trasmettere la verità- dunque qual’è questa verità riguardo alla TRINITA’?
Inoltre ti riporto la tua lettera dove mi dici:

2) anche tu, immagino del tutto inconsciamente, hai parlato della Trinità come di una “cosa”. Forse la formulazione giusta della domanda è “chi è la Trinità?”……..Questa delucidazione non serviva………… poi dici :….La Trinità è il nome cristiano di Dio…….. Anche questo serve per confondere, perchè ho chiesto ai miei amici cattolici e sono tutti caduti dal (pero) come si suol dire………. : se Dio è amore (1Gv 4,8.16), allora non può essere che comunione totale di persone che si amano………….anche questo non ho capito cosa c’entra con la TRINITA’………..poi dici:” Se fosse unitario in se, sarebbe solo uno sterminato egoista, perché amerebbe solo se stesso…………….Perchè Dio da solo , il Creatore e Sovrano dell’Universo Re dei Re essendo anche AMORE debba essere egoista e amare se stesso quando è stato disposto a dare suo figlio come riscatto per i ns peccati? ………….. : in Dio, in realtà, ci sono l’io, il tu e il noi. ……………dico io……..questo che c’entra!!!! Nè io nè tu nè noi siamo parte della Trinità se non poeticamente o filosoficamente, il che non è pratico ed è in contrasto comunque con le scritture che ho citato nelle lettere precedenti che riguardano la lettera di S: Paolo in 2 tim 3,16 e 1cor 1.17,29 della lettera 28 ottobre, del 20-novembre e anche Colos 2.8 . In attesa di altre delucidazioni con affetto vi saluto

gianni
lunedì, 31 gennaio 2011 - 13:14

Carissima Gabriella
non vorrei fare il difensore di ufficio di nessuno, ma mi sa che Alessandro non si riferiva alle nostre ultime riflessioni, ma all’inizio di tutta la discussione. Quindi, penso che se ti sei sentita offesa, non si riferiva a te.
Per il resto, non capisco dove vuoi andare a parare: cosa cerchi, un’espressione della Scrittura che dica esplicitamente il mistero trinitario come espresso dalla fede cristiana? Se cerchi quello, non c’è, ma c’è molto di più: ci sono i fondamenti di quella riflessione. Basta andare a Giovanni 1,1-2: ; e a Giovanni 16,13-15: ; a Matteo 28,19 (si battezza nel nome che è unico, e nella Scrittura il nome indica la realtà della persona, ma che è il nome di 3 persone); oppure Paolo, 1Cor 8,6 (dove, secondo il linguaggio biblico, Signore è l’altro nome di Dio [era il termine con il quale si traduceva il tetragramma sacro, JHWH], e, quindi, si sottolinea l’identità di realtà tra il Padre il Figlio). Come vedi si tratta di testi che non usano il nostro linguaggio, ma che danno il senso della fede cristiana.
Ma a questo punto, chiedo a te di dirmi cosa pensi della trinità? Le tue obiezioni mi sembrano un pò preconcette: non è la stessa cosa definire una realtà una cosa o una persona (la differenza tra e ), nè dire che in Dio ci sono l’io, il tu e il noi, significa dire che ci siamo io, tu e noi (qui si tratta proprio dell’italiano), può darsi che sia linguaggio troppo filosofico, ma non si può fraintenderlo così superficialmente. E ? E allora chi è questo figlio che ci avrebbe dato? Se è figlio è della stessa natura del Padre, come lo è per definizione per i figli, altrimenti la Scrittura avrebbe utilizzato un’altro termine per definirlo. Comunque, la Scrittura non ci dice solo come dobbiamo vivere, ma anche ci rivela qualcosa del mistero di Dio, qualcosa di parziale e non definitivo, ma certo non di contraddittorio o incomprensibile. Inoltre, nella tradizione viva di tutte le chiese, il mistero della Trinità è considerato indispensabile: puoi avere tutte le idee che vuoi sulle singole realtà della vita cristiana, ma se non credi ai misteri della Trinità e dell’incarnazione del Verbo non ti puoi considerare cristiano (e questo minimo è accettato tuttora e considerato indispensabile anche per il dialogo ecumenico). Questo non è un argomento di autorità, ma serve solo per chiarire le idee: a me farebbe piacere chiaccherare anche con chi non è pienamente cristiano, ma vorrei capirlo.
Un saluto e a presto!
Don Gianni

Alessandro Moreira
lunedì, 31 gennaio 2011 - 15:44

Carissima Gabriela!

Dom Gianni, come ho già detto, é un chirurgo. Cara, mi dispiace pero, non parlava di lei.

Gabriela, non la conosco e devo anzitutto, presentarmi. Mi chiamo Alessandro, sono braziliano, laureato in filosofia e teologia. Ho anche formazione in Psicoanalise. Soppratutto, sono Cristiano ed anche Catolico. Mi piace moltissimo il tuo discorso e la dirò il perche. Aveva un tempo nella mia vitta che ero perso nella filosofia i nei pensirei dei teologi che credevono di sapere tutto. Questi tue domande, io stesso, giá avuto un giorno e vi dico con la forza del mio cuore che crede in Gesu il nostro maestro: tu devi avere pazienza, studiare troppo e cercare la compresione e le rispote a tutti nel signore con umiltà, che sono sicuro che un bel giorno arriveranno.

gabriella
lunedì, 31 gennaio 2011 - 19:54

Carissimi Filosofi,
a questo punto devo dire che grazie a voi, visto che nessuno riesce a capire ciò che dite…..trannne voi stessi, e siccome Dio dice di stare attenti alla filosofia umana, mi prendo ancora una volta le distanze. Ho risposte solo di filosofi vorrei avere dei riscontri con dei miei amici di chiesa ma purtroppo ….sono passati mesi ma nessuno è intervenuto in questo blog…..forse si tengono lontani perchè siete troppo dotti.
Con dispiacere vi lascio e vi ringrazio per le mie petulanze

gabriella
lunedì, 31 gennaio 2011 - 20:38

Scusate intendevo filosofi e teologi insieme

gabriella
martedì, 1 febbraio 2011 - 12:05

Carissimi,
scusate ma questo non è un blog? le risposte non sono il risultato delle domande?….In questo blog dal 19 ottobre ci sono solo io a dialogare con don Gianni. Fatemi capire perchè don Gianni dice che Moreira non si riferiva a me e Moreira a sua volta dice che don Gianni non si si riferiva a me, allora a chi vi riferivate……forse parlate fra di voi?
Ho capito se voglio delucidazioni non devo certo ricorrere a filosofi e teologi, altrimenti vado in confusione totale, perchè siete troppo dotti e illuminati, ed io assieme a molti miei amici di chiesa ci sentiamo spersi e ignoranti e sempre più lontani da Dio. Come mai in questo blog non interagiscono altre persone se non teologi e flosofi? Forse dovrò riflettere su alcune scritture di S. Paolo dove dice in Colossesi 2.8] ” Badate che nessuno vi inganni con la sua filosofia e con vuoti raggiri ispirati alla tradizione umana, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo ” e Matteo 11, [25] In quel tempo Gesù disse: “Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. ” Il confronto fra le parole semplici di Gesù e le vostre prolisse elucubrazioni sono troppo evidenti e per questo per ora mi astengo dal chiedervi altre spiegazioni. Comunque vi saluto con rispetto

Alessandro Moreira
martedì, 1 febbraio 2011 - 21:49

Carissima Gabriella!

Scusate se in miei parole hanno dimonstrato qualcosa che ha fatto a lei pensare che penso che sono illuminato, saggio e so tutto. Per Dio, Mi dispiace! forse che mio italiano é ancora troppo povvero e non ho trovato la parola giusta per dirti cosa che volevo. Quando parlavo con D Gianni in quelo preciso momento non era proprio sul di te carina.

Io non so di nulla sul i misteri di Dio; sono una formica!; e cosa voglio dire cosi? studiavo e studio troppo; pregavo e sempre prego, perche pensavo che un giorno potrei portare via tutte le miei dubbi, Ero come te! interessato a conoscere tutti i misteri da Dio. Ma pensavo di poter trovare le rispote in filosofia e teologia; ero sbagliato! e basta! Cosa ha cambiato? Oggigiorno lo so che sempre sarano risposte per me, ma, como dice san Antonio una volta : Ci sono molte domande ma, la risposta é solo una: Gesu Cristo Nostro Signore.

Oggi, sono ora sul un’altra ricerca: cercare ogni giorno a essere un cristiano vero.

Grazie e Pace per te ed anche per tutti .

gianni
mercoledì, 2 febbraio 2011 - 09:12

Carissmia Gabriella
spero che se anche non vorrai rispondere tu legga questa mail.
Mi dispiace molto che tu abbia pensato ad un giochino tra di noi, e che tu non ti ricordi che all’inizio della discussione non eravamo solo io e te, ma c’erano altri che si presentarono come atei dichiarati e proposero i loro argomenti contro la fede e contro Dio. A questi ragionamenti si riferiva Alessandro quando parlava del fatto che tutto era nato in maniera risibile.
Per quanto riguarda il merito delle tue risposte, che tu hai mandato l’una dietro l’altra e che quindi devo pensare siano il prodotto di una riflessione lunga e a più fasi, dirò solo questo:
NIENTE FILOSOFIA SOLO SCRITTURA!!! IO TI HO CITATO ALCUNI PASSI DELLA SCRITTURA E TU MI RISPONDI DICENDO CHE SONO UN FILOSOFO!!! Non è la prima volta che mi accade questo, le altre volte mi è accaduto con credenti Testimoni di Geova, per i quali ho sommo rispetto, ma con i quali non c’è verso dialogare. RIPETO: TU MI HAI CHIESTO DELLA TRINITA’, e, dopo una sintesi mia che hai avuto tutto il diritto di considerare solo poetica e, quindi, del tutto insufficiente per te, TI HO RISPOSTO CON DEI TESTI DELLA BIBBIA (che potrebbero essere anche di più, tra l’altro…). Li ho citati solo con i riferimenti, non per esteso per non allungare troppo la mail, ma non è difficile trovarli. Certo ho parlato anche di Trinità e di incarnazione, ma questa non è né filosofia né teologia, è fede, fede in ciò che la Scrittura presuppone e indica. Ti cito solo un altro passo: Rom 10,9: “se con la tua bocca proclamerai: “Gesù è il Signore!”, e con il tuo cuore crederai che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo.” Dio è il Padre; Gesù è il Figlio, uguale al Padre perché anch’Egli “Signore”, ovvero, nel linguaggio biblico, Dio.
Ringrazio Alessandro per la bella risposta, del tutto condivisibile, ma che non sposta la questione: in che cosa credi a partire dalla Scrittura? Questa non è elucubrazione umana, ma semplice comprensione di ciò che si fa. Io, a partire dalla Scrittura, credo che Dio sia Trinità e che il Verbo, seconda persona della Trinità, si sia incarnato per darci la vita e la salvezza di Dio. Per me questa non è filosofia ma fede, la mia fede, la stessa di San Antonio, caro Alessandro. Tante sono le mie domande e Gesù è la loro risposta, ma non smetto di farmi nuove domande perché spero (e so) di trovare in Gesù una risposta sempre nuova e sempre attuale.
Spero che vorrai tornare indietro con la tua decisione, perché discutere con te era sempre molto interessante e stimolante. Per il resto, rispetterò la tua decisione qualunque essa sia. Buon cammino e che il Signore ti benedica!
Don Gianni

Alessandro Moreira
mercoledì, 2 febbraio 2011 - 15:26

Carissimo Dom Gianni,

Lei come al solito: BRAVISSIMO! Vi ringrazio per le tue parole cristiane di amicizia. Sei un vero discepolo di Gesu.

Chiedo a Dio di portare più sacerdote come te tra la gente.

Pace e Bene e che Dio sia sempre con te!

Alessandro

Rosa
giovedì, 3 febbraio 2011 - 23:07

Caro don Gianni,

ho seguito la comunicazione tra lei e la signora Gabriella e devo dire che ammiro non poco la sua pazienza nel rispondere :-) …complimenti…

Se non l´avesse detto lei, glielo avrei suggerito io….leggendo gli scritti di Gabriella mi era sembrato di riconoscere nel suo modo di esporre le domande, nel suo modo di interpretare la Scrittura (usare all lettera i versetti) una certa somiglianza ai Testimoni di Geova…un modo di vedere le cose molto ristrette…

Mi scuso con la signora Gabriella…

Un saluto ammirevole

Rosa

gianni
sabato, 5 febbraio 2011 - 20:58

Cara Rosa
mi dispiace solo che forse Gabriella non parteciperà più alle nostre discussioni: penso che sia sempre un errore abbandonare il confronto, anche se posso capire una certa difficoltà a calarsi nei panni dell’altro (cosa che spero di aver fatto senza pregiudizi). Grazie per l’interesse e che il Signore la benedica!!!
Don Gianni

gabriella
lunedì, 7 febbraio 2011 - 13:47

Caro don Gianni,

A me non interessa nessuna religione visto che sono migliaia e tutti credono di avere ragione e voi ne siete la conferma. Io cercavo e cerco il modo di essere piu vicina a Dio ma sopratutto di essere amata da Dio e di avere la sua benedizione.
Non fate che lodarvi l’uno con l’altro ma nessuno mi ha risposto a quello che cercavo.
Un Pastore del gregge deve avere pazienza non solo quando si dice quello che vuole lui, e la signora Rosa se è una cristiana doveva aiutarmi a capire e non avere pregiudizi su un’altra religione che andrò a conoscere per vedere se forse la penso come loro.
Ho studiato la trinità ……ho chiesto aiuto ad un parroco Siciliano che mi ha invitato di andare su Google in -Trinità Divina – Ma ancora ho delle perplesstà. Visto che tu mi hai detto che chi non crede nella Trinità non è Cristiana permetti che mi preoccupo di sapere cos’è questa Trinità!!! Ora sulle Bibbia online della CEI ho trovato questi versetti che citerò Dice in S. Giovanni 8, [17] Nella vostra Legge sta scritto che la testimonianza di due persone è vera: [18] orbene, sono io che do testimonianza di me stesso, ma anche il Padre, che mi ha mandato, mi dà testimonianza”.
Quì mi sembra che Gesù e Dio siano 2 persone direrse
Nel Vangelo di S Marco 13, [32] ” Quanto poi a quel giorno o a quell’ora, nessuno li conosce, neanche gli angeli nel cielo, e neppure il Figlio, ma solo il Padre. ”
Quì dimostra che uno è diverso dall’altro in quanto a conoscenza, Gesù in qualità di figlio di Dio è minore in conoscenza
S. Matteo 12, [31] ” Perciò io vi dico: Qualunque peccato e bestemmia sarà perdonata agli uomini, ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonata. [31 ] A chiunque parlerà male del Figlio dell’uomo sarà perdonato; ma la bestemmia contro lo Spirito, non gli sarà perdonata né in questo secolo, né in quello futuro.”
Quì mi sembra chiaro che lo Spirito Santo sia maggiore di Gesù.
S. Giovanni 14, [28] ” Avete udito che vi ho detto: Vado e tornerò a voi; se mi amaste, vi rallegrereste che io vado dal Padre, perché il Padre è più grande di me. ”
Con queste parole mi sembra ininterpretabile il fatto che si tratta di Padre e Figlio inoltre dice anche che uno è più grande dell’altro.
! Corinzi 11, [3] “Voglio però che sappiate che di ogni uomo il capo è Cristo, e capo della donna è l’uomo, e capo di Cristo è Dio.”
Anche quì si evidenzia che Dio è superiore, Capo di Cristo
S. Giovanni 17, [1] ” Così parlò Gesù. Quindi, alzati gli occhi al cielo, disse: “Padre, è giunta l’ora, glorifica il Figlio tuo, perché il Figlio glorifichi te. [2] Poiché tu gli hai dato potere sopra ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato.
[3] Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. ”
Come fa’ uno essere l’unico vero Dio se anche Gesù è un Dio? debbo pensare che Dio ha sbagliato a scrivere questo verso?
S. Giovanni 20, [17] ” Gesù le disse: “Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma và dai miei fratelli e dì loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”.
Gesù stesso chiamò il Padre suo ” Dio mio”
Quando avrò letto i versetti che riguardano lo Spirito santo, mi premurerò di scriverli .
Per ora vorrei sapere da questi versi come si può dire che Dio e Gesù siano la stessa cosa.
Gabriella

paolo
lunedì, 7 febbraio 2011 - 23:35

Salve,
Cara Gabriella,
devo ammettere che il tuo comportamento è un pò, diciamo, “strano”. Allora:

1 veramente le persone che seguono questo blog sono abbastanza numerose
2 Il fatto che non si intervenga dipende da vari motivi tra i quali prima di tutto la preparazione/capacità/tempo etc. (del resto Paolo dice che nella Chiesa ognuno ha un proprio carisma, non tutti sono portati a insegnare il testo biblico)
3 Bisognerebbe mantenere, visto l’argomento, anzi, Argomento, un atteggiamento più aperto e di dialogo.
Secondo me quando di parla di Dio e di ciò che a lui si riferisce, nella bibbia, bisognerebbe mantenere una apertura di cuore totale, per sforzarsi di riuscire a capire/sentire/vedere quello che cerchiamo. O Chi cerchiamo.
4 Sembra che, dato il tono dei tuoi posts, in questo discorso solo tu sai come stiano le cose…
Cara Gabriella, se si tronca il dialogo di netto – e senza motivo – vuol dire che hai già trovato le risposte che cerchi. E sembri metterti su un livello superiore al tuo interlocutore.
Tu fai tante citazioni bibliche, a me sembra una maniera un po intellettualista e meccanica di trattare il testo biblico, il quale serve più a essere messo in pratica che non a essere citato…. Ahimè.

… Potrei continuare ancora ma mi fermo qui.

Parafrasando il Paolo dei Corinzi (l’inno alla carità), ti voglio dire che puoi fare mille citazioni della bibbia anche a memoria, ma se non ami…. (E amare in questo contesro significa anche saper ascoltare ed essere aperti alle parole del nostro interlocutore).

I miei più fraterni e vivi saluti,
paolo

gabriella
martedì, 8 febbraio 2011 - 01:03

Ho trovato, don Gianni la scrittura che mi hai consigliato , cioè S. Giovanni 1,1 dove dice:
[1] In principio era il Verbo,
il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.

Se dice che il Verbo cioè “Gesù” era presso Dio, una persona che è presso un’altra non dimostra che sono in 2? ….Sempre nello stesso capitolo al verso 18 dice:
[18] Dio nessuno l’ha mai visto:
proprio il Figlio unigenito,
che è nel seno del Padre,
lui lo ha rivelato.

Se Dio nessuno l’ha visto, non mi risulta che a Gesù nessuno l’ha visto, questo per dire che Gesù non può essere considerato Dio. Ancora ……sempre nel Vangelo di S. Giovanni capitolo 20, [31] dice” Questi sono stati scritti, perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.”

Se in 50 versi si trova la chiara conferma che Gesù e Dio non sono la stessa cosa, nè in potenza nè in sapienza nè in parentela,……. non può essere che in quei versi che non sono di chiara lettura si sia data una libera interpretazione?
In attesa Gabriella

gianni
martedì, 8 febbraio 2011 - 14:36

Cara Gabriella
innanzitutto grazie per non aver interrotto il tuo dialogo con me, anzi, ora forse dovrei dire, con noi, visto che altri si sono inseriti per dare il loro contributo (e di questo li ringrazio!).
Riguardo il nostro tema, riprendo solo Gv 1,1 che è abbastanza illuminante:
Il Verbo era presso Dio: dunque, come dici benissimo te, una persona presso un’altra dimostra che sono 2 persone.
Ma poi aggiunge: Il Verbo era Dio: qui c’è identificazione, anche il Verbo è Dio.
Come è possibile? Ecco, proprio qui sta il mistero della Trinità!
Tu, giustamente, vedi come negativo ogni eccessivo appoggio alla filosofia umana, ma è proprio di una mentalità filosofica ragionare come ragioni tu: questo testo non mi torna perché mi sembra contraddittorio, dunque, lo interpreto secondo il buon senso della mia logica! Ma la logica di Dio non è la nostra, e il mistero di Dio è così grande che non possiamo ritenere che possa essere contenuto nelle regole della logica umana o della grammatica!
Il mistero della Trinità sta proprio qui (come evidenziato in maniera chiarissima in Gv 1,1): la Scrittura è la testimonianza di coloro che hanno incontrato Gesù e hanno fatto esperienza di come Dio sia uno, ma nella comunione delle diverse persone del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Finisco citando un’altro testo: Gv 8,28: “Disse allora Gesù: “Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato.” Anche qui Gesù dice di sé di essere “Io sono”, ovvero di avere lo stesso nome di Dio come rivelato al Sinai a Mosè (Es 3), e, dunque, di essere anch’egli Dio; ma, allo stesso tempo, egli rivela che ciò che compie è rivelazione di ciò che il Padre gli ha donato, ovvero viene da colui che, Dio come lui, è diverso nella relazione tra persone. Come vedi, non è facile parlare di un tale mistero, ma, per quanto balbettando, mi sforzo di chiarire i testi senza sottometterli alla mia logica umana (facendomi guidare in questo dalla tradizione millenaria dei credenti di tutte le chiese che hanno vissuto e compreso questi testi).
Prima di lasciarci, un piccolo chiarimento: le chiese cristiane non sempre sono state testimoni credibili del Vangelo (compresa la mia amata Chiesa Cattolica), è vero, ma, ricordati, è grazie a loro se puoi leggere la Parola di Dio, perché sono stati credenti della chiesa a scrivere i testi (guidati dalla potenza dello Spirito) e sono stati altri credenti a trasmetterci ed a far arrivare queste parole fino a noi.
Che il Signore ti benedica!
Don Gianni

gabriella
giovedì, 10 febbraio 2011 - 14:03

Caro Gianni,
hai detto proprio bene, nello stesso versetto di Gv 1,1 tu dici che sono in due, poi dici che Gesù (il Verbo) è Dio com’è possibile? Alla luce di tutte le scritture della lettera del 7 febbraio è più facile pensare che il Verbo sia come Dio e non un Dio.
Parlando degli scritti dell’apostolo Giovanni, Newton disse: “Ho tale stima di lui da ritenere che scrisse cose sensate; per cui il senso migliore è quanto intendeva dire lui”. Quindi, citando la seconda ragione per cui respingeva l’insegnamento della Trinità, Newton disse: “ [la dottrina secondo cui il Figlio è della stessa sostanza del Padre] è incomprensibile. Non fu compresa al Concilio di Nicea, né da allora in poi. Ciò che non si può comprendere non è oggetto di fede”. Se vuoi ti dico in che libro l’ha scritto. Quindi non meravigliarti così tanto se una semplice persona come me, è in confusione. Sono semplice non dottorata, ma sono un’autodidatta ed ho letto tanto nella mia vita, per cui non sono così a digiuno di conoscenza.
Gabriella

Rosa
giovedì, 10 febbraio 2011 - 21:02

Salve a tutti,

un saluto particolare a Gabriella…. Condivido in pieno ció che dice Paolo. La fede bisogna viverla..la si sente dentro. È questa la grandezza…voler spiegare con parole umane cos´é la Trinitá per punto e virgola Gabriella cara non é possibile… potrai leggere anche tutti i libri di questo mondo..penso proprio che non la capirai… non capirai la Santissima Trinitá se non la senti dentro e sopratutto non ti serviranno tutti i versetti della Bibbia a fartelo capire. Chiedi al Signore il dono della fede..la preghiera ti aiuterá…é tutto compreso lí…nella fede

Non é un mio pregiudizio la mia opinione sui testimoni di geova, anzi non é un opinione…é un dato di fatto che i testimoni di geova non sono cristiani ma solo una setta…e purtroppo la ritengo pericolosa per l´equilibrio mentale della gente…

Un saluto caloroso a tutti

Rosa

gianni
giovedì, 10 febbraio 2011 - 23:34

Cara Gabriella
lungi da me il pensare che le tue obiezioni fossero frutto di mancanza di conoscenza, anzi. Certo non ti sei scelta un buon compagno (parlo di Newton): era sicuramente una delle più grandi menti scientifiche della storia, ma come lettore della Bibbia era abbastanza sprovveduto, tanto da scrivere un sacco di testi in cui cercava di interpretare l’Apocalisse di Giovanni come una specie di cronaca cifrata della storia dei suoi tempi! Nella storia (e penso che molti li conoscerai) ci sono stati ben altri critici della fede cristiana (e anche più taglienti…)!
Comunque, oltre le battute, lasciando perdere una domanda che mi viene leggendo la tua interpretazione di Gv 1,1 (che differenza c’è tra “essere come Dio” ed “essere un Dio”?), andrò a qualcosa di più essenziale: ma perché credi nella Bibbia? Chi o che cosa ti dimostrano che è veramente Parola di Dio? Anche altri testi religiosi contengono l’affermazione che quello che si sta leggendo è parola di Dio, ma questo non è stato sufficiente perché tu credessi loro (lo fa più volte in maniera esplicita, ad esempio, il Corano!). Qualunque sia la tua risposta, essa non si basa solo sulla lettera del testo, ma anche sulla tua esperienza di vita. Ecco, la stessa cosa vale, più o meno, con la Trinità (come Rosa ha detto già con altre parole): si parte dalla propria esperienza, per arrivare al testo, e dal testo si torna alla propria esperienza. Dalla fede viva della comunità dei credenti è nata la Bibbia e con la fede e nella fede della comunità dei credenti essa non solo si comprende, ma diventa veramente signifcativa e si penetra nel suo significato più vero.
Termino ringraziandoti (come ringrazio gli altri che stanno dando il loro contributo): è veramente stimolante mettersi in gioco e riflettere sulla propria fede, con intelligenza e con apertura alla voce dello Spirito, e tutto questo lo devo a te (a voi). Grazie!!!
Don Gianni

alessandro moreira
venerdì, 11 febbraio 2011 - 12:15

Cara Gabriela,

Pace e Bene per tutti,

Vorrei aiutarvi per capire la trinità con un pensiero teologico. Devo dirci che alcune volte, é troppo dificile comprendere sostiene teologico leggendo soltanto la bibbia. Quindi, per aiutarvi, cercate di capire la ampiezza di questo passaggio scritto da un famoso teologo.

Spero che lei no si diventi arrabbiata con la mia intrusione. Soltanto voglio aiutarvi.

“La dottrina della Trinità non sostiene l’assurdità di tale logica è un tre e uno è tre. Esso descrive, in termini dialettici, il movimento interno della vita divina, come una separazione eterna da se stessa e tornare a se stesso ”

Alessandro

Paul Tillich

Rosa
venerdì, 11 febbraio 2011 - 13:37

Ciao Gabriella,

ho rabbrividito rileggendo la tua lettera del 7 febbraio.

Parli di capo o non capo, sempre citando versetti :-(

Senti Gabriella Dio non é nostro capo..Dio é nostro Padre, capisci? Padre! Che é una cosa ben diversa! Padre = Amore. Dio é nostro Padre e ci ama come un padre ama i suoi figli… (sicuramente c´é anche qui qualche versetto in proposito, che purtroppo non so indicarti)

Poi ancora: L´uomo capo della donna! Brbrbrbrbrbr …. ma in che mondo vivi… sarebbe molto triste, ma molto molto triste se cosí fosse, se l´insegnamento della Chiesa fosse questo!

Un abbraccio

Rosa

gabriella
sabato, 12 febbraio 2011 - 09:46

Cara Rosa,
mi chiedo cosa e dove hai letto ciò che hai scritto. Devo dedurre che ami così tanto il Padre da metterti nei panni suoi e stabilire tu la legge? Perchè ti da tanto fastidio il fatto che cito le scritture? Lo faccio per non far perdere tempo nel ricercarle e per correttezza affinchè si capisca perchè dico alcune cose.
Riguardo 1 Corinzi 11, [3] dove dice: “Voglio però che sappiate che di ogni uomo il capo è Cristo, e capo della donna è l’uomo, e capo di Cristo è Dio.”
l’ha scritto S. Paolo e non io, e quando si parla di capo non dice che il capo della donna deve essere dispotico e cattivo ma deve seguire il modello di Cristo, siamo noi, gli uomini che non seguono questo modello. In pratica è come una macchina che ha un solo guidatore o una nave che ha un solo comandante ecc questo per evitare che ognuno tiri dalla sua parte fino a dividersi ed è ciò che stà avvenendo cioè ognuno segue la sua strada e ognuno vuole dirigere oggi perchè non rispetta nessuno l’autorità. E’ un consiglio che ci viene dato, non vedo niente di tragico in questo. Tu hai detto che la fede bisogna viverla dentro, ma Dio non dice così, dice di esercitare fede in Cristo e in Dio, esercitare significa agire, fare, allenarsi, amarsi e dimostrarlo, certo non avendo pregiudizi riguardo ad altre persone che credono (penso) anche loro come te di avere ragione. Non vedo la differenza fra te e loro.
Se hai letto bene le mie lettere, ho detto che a me non interessa le religioni perchè mi confonderei visto che sono tante e Dio è uno Solo, io chiedo confronti per approfondire ciò che sò. Che Dio è nostro Padre, è Amore ecc ecc pensi che ne avessi dei dubbi? Riguardo i TG se è vero che sono una setta, perchè sono riconosciuti dallo Stato? Prima di scrivere ho l’abitudine di accertarmi di ciò che scrivo. Devo anche quì dedurre che tu ne sai più dello Stato. Vedo tanta cattiveria in questa tua posizione scusami.
Tutte queste lettere sono partite dal fatto che ho saputo che se non credi nella Trinità non si è Cristiani, io ci tengo ad essere Cristiana, quindi volevo capirla, soprattutto alla luce di ciò che disse Gesù in Matteo 11, [25] ” In quel tempo Gesù disse: “Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. ” Da quì pensavo che le scitture dovessero essere comprensibili a tutti, sopratutto quando c’è di mezzo la salvezza. Tutto quì.

Gabriella

Rosa
sabato, 12 febbraio 2011 - 22:22

Ciao Gabriella,

non mi da affatto fastidio che tu cita versetti! Cosa te l´ha fatto pensare? :-)

Dal mio scritto hai dedotto che io voglia stabilire la legge? Errore!

Penso solo che questo tuo modo di leggere la Bibbia a versetti non possa far altro che confonderti ancora di piú. Leggere la Bibbia da autodidatta, leggerla alla lettera come fai tu puó essere molto pericoloso. Infatti nella Bibbia si trovano anche contraddizioni che non sapendo interpretare a dovere possono renderti ancora piú confusa. Senza una preparazione teologica non é possibile interpretare correttamente la Scrittura.

In alcune comunitá (intendo cristiane, cattoliche) vengono offerti corsi biblici, diretti da persone preparate che possono aiutarti ad approfondire la conoscenza della Bibbia. Questo solo se tu ti fidi di qualcuno… ho infatti la sensazione che tu sia un pó diffidente.

Nel mio corto scritto non ho detto che la fede bisogna viverla dentro.. ho detto che la fede bisogna sentirla dentro e viverla…quando dico viverla intendo nella vita di tutti i giorni, nelle piccole cose, nella vita di famiglia, nel mondo del lavoro, nel confronto con gli altri, con il piú piccolo, il piú debole …tutto questo in coerenza alla fede, in coerenza ai principi della fede cristiana..

Un ultima domanda: Pensi che lo Stato sia infallibile?

Un abbraccio cara Gabriella

Rosa

gabriella
martedì, 15 febbraio 2011 - 09:47

Cara Rosa o don Gianni
Visto che per la Trinità ci vuole una preparazione teologica, non solo io ma saremo in parecchi a non essere cristiani, per cui mi rassegno. Gabriella

gabriella
martedì, 15 febbraio 2011 - 10:51

Caro Paolo,
mi è sfuggito il tuo commento, perciò ti rispondo subito. Visto che tu dici che le persone che seguono questo blog sono abbastanza numerose, mi sono incuriosita e mi sono detta: “Come fa’ a saperlo che sono numerose? Hai la cabala? Scherzi a parte. Tu dici che non tutti sono portati ad insegnare il testo biblico, perchè non tutti sono preparati e capaci………devo dedurre che io sono preparata e capace? Non sia mai.!!!…..Se come dice S. Paolo ognuno ha il suo carisma, ognuno potrebbe usare il suo. Vedo che non hai letto bene i miei commenti. Lo deduco dal fatto che io mi sono solo permessa di chiedere chiarimenti visto che alcuni versi sembrano andare contro altri. In risposta ho solo visto pregiudizi, rabbrividimenti, mi sono sentita dire che il mio comportamento è strano e che non sono aperta al dialogo.
Tu dici che citare la bibbia è una maniera intelletualistica e meccanica, ti prego di rileggere il commento fatto giovedì 28 Ottobre 2010 per capirmi quali sono i miei sentimenti, se vuoi puoi anche leggere la risposta di don Gianni.
Con rispetto Gabriella
Con rispetto Gabriella

Paolo
martedì, 15 febbraio 2011 - 17:37

Cara Gabriella,
innanzitutto ti ringrazio per aver letto la mia e per voler continuare il dialogo.

Allora, iniziamo con alcuni preamboli:
1 trovo molti ragionamenti filosofici nelle tue argomentazioni. Se noi facciamo filosofia, mi sembra che anche tu non sia da meno. E poi mi citi anche Newton…. “l’ultimo mago”, come disse un suo famoso biografo. Mah! Fai un pò un miscuglio tra filosofie varie e presunta teologia cristiana, a quanto pare. E’ perciò che dico che il tuo argomentare è strano (e non solo per questo).
Mi sembra così pretestuoso… Accusi noi di fare gli stessi passi che fai tu.

2 Prenderò in considerazione le Tue ultime due emails

INIZIO

considerazioni sull’ email nr.1, cito:
– “gabriella martedì, 15 febbraio 2011 – 09:47
Cara Rosa o don Gianni Visto che per la Trinità ci vuole una preparazione teologica, non solo io ma saremo in parecchi a non essere cristiani, per cui mi rassegno. Gabriella” – fine citazione.

Io credo che per “preparazione teologica” si intenda conoscenza della rivelazione e di ciò che la chiesa ha pensato/vissuto, sulla rivelazione durante 2000 anni e fino a oggi (nella rivelazione noi cristiani crediamo che ci sia anche la autorivelazione di Dio come trinità).
La “preparazione teologica” consta del resto solo nell’approfondire i contenuti della nostra fede,
per quanto possono essere approfonditi. E non tutti nella Comunità/Chiesa di Dio sono deputati a questo. Del resto bisogna sempre tenere presente che approfondire non sempre coincide con comprendere.
Quindi: preparazione teologica, in questo caso, significa conoscenza dei dati fondamentali della rivelazione. Potrebbe essere vero che chi non ha preparazione teologica (cioè conoscenza della rivelazione), non può essere cristiano! Del resto se non ti hanno mai parlato di Gesù come puoi essere cristiano? No?
Ci vorrebbe un buona preparazione teologica per poter parlare, il meglio possibile, dei misteri della fede (Trinità compresa). Non bisogna prendere ciò come un offesa. E’ solo una questione di divisione dei compiti all’interno della chiesa. Di carismi, come dice S.Paolo. Non tutti possono far tutto.
Direi che siamo in molti allora ad essere cristiani… (senza dare patenti a nessuno). Tutti quelli che hanno accettato di seguirlo, tra mille cadute e riprese. E lungi da noi la rassegnazione! Secondo me non esiste nulla di più diabolico della rassegnazione e della malinconia. E’ l’opposto della “buona notizia” del Cristo. Magari anche tu, come molti, sei cristiana e non lo sai :)

considerazioni sull’ email nr.2, cito:
– “gabriella martedì, 15 febbraio 2011 – 10:51
Caro Paolo, mi è sfuggito il tuo commento, perciò ti rispondo subito. Visto che tu dici che le persone che seguono questo blog sono abbastanza numerose, mi sono incuriosita e mi sono detta: “Come fa’ a saperlo che sono numerose? Hai la cabala? Scherzi a parte. Tu dici che non tutti sono portati ad insegnare il testo biblico, perchè non tutti sono preparati e capaci………devo dedurre che io sono preparata e capace? Non sia mai.!!!…..Se come dice S. Paolo ognuno ha il suo carisma, ognuno potrebbe usare il suo. Vedo che non hai letto bene i miei commenti. Lo deduco dal fatto che io mi sono solo permessa di chiedere chiarimenti visto che alcuni versi sembrano andare contro altri. In risposta ho solo visto pregiudizi, rabbrividimenti, mi sono sentita dire che il mio comportamento è strano e che non sono aperta al dialogo.
Tu dici che citare la bibbia è una maniera intelletualistica e meccanica, ti prego di rileggere il commento fatto giovedì 28 Ottobre 2010 per capirmi quali sono i miei sentimenti, se vuoi puoi anche leggere la risposta di don Gianni. Con rispetto Gabriella” – fine citazione

Cara Gabriella so che sono numerose, da parte mia, perche alcuni miei conoscenti seguono questo blog. E mi hanno detto, amici di amici, che conoscono questo blog. Tutto qui. Semplice!

Non tutti sono “portati” a insegnare e approfondire la bibbia perche a volte non si ha il tempo o per mille altre ragioni. Del resto, come Ti dicevo, non è richiesto al cristiano di conoscere la bibbia a memoria. Ma è richiesto viverla. E questo basta e avanza. E quà Ti posso fare le citazioni bibliche che vuoi. Ma noi tutti sappiamo quali sarebbero, perciò salto.

Tu dici “Se come dice S. Paolo ognuno ha il suo carisma, ognuno potrebbe usare il suo” e infatti nella Chiesa usiamo fare così. Con mille errori e insuccessi, ma questa è “l’organizzazione del lavoro” voluta dalla sua costituzione. Il fatto che cadiamo mille volte, non significa che non siamo “biblici”, che non siamo cristiani.

Non preoccuparti ho letto i Tuoi posts dall’inizio. Ed è proprio la Tua, diciamo, ostinatezza preordinata che mi ha convinto a parteciapare a questo dialogo.
Poi se dici pure che abbandoni la discussione per motivazioni francamente infondate. Uno può anche pensare che quelli che non vogliono dialogare non siamo di certo noi…

Tu parli di pregiudizi e “rabbrividimenti” in risposta al tuo “mi sono solo permessa di chiederti chiarimenti”. Il Tuo comportamento sembra strano perche sembri in balia di mille luoghi comuni anticristiani. E’ per questo che mi sembra strano. Pare essere molto artificioso e pregiudiziale il Tuo chiedere chiarimenti. Appunto non sembra proprio essere una richiesta ma una controversia, la Tua.
Dovresti cercare di capire che Rivelazione del Cristo, non è la matematica o la medicina o la fisica o la biologia, dove si utilizza un linguaggio in cui si danno definizioni appropriate e “finite” di ciò di cui si tratta. Il linguaggio biblico non fornisce definizioni precise di ciò che tratta. Non è così riduttivo. Tu puoi chiedere a tutti i preti che vuoi, è certo che ognuno cercherà di farti capire il Mistero cristiano, con la sua esperienza di vita. E ogni risposta sarà diversa (nei limiti, ovviamente. Cerca di capire).
Ma perchè questo? Perchè tutto ciò va oltre le nostre possibilità cognitive e comunicative.
Guarda, da questo punto di vista resterai tutta la vita insoddisfatta. :)
Noi cristiani possiamo sono fermarci al testo biblico per parlare delle “cose” che riguardano Dio. E i dati della fede sono pochi e non sempre semplici da comunicare! Ma ci sono. E ciò ci basta. E li ci dobbiamo fermare, a ciò che la Chiesa (cioè noi cristiani) ci dice di credere.

Per quanto riguarda la Tua maniera di citare la bibbia… guarda, :) ci sarebbe tutta una bibliografia dietro… Volevo sono farTi notare, per concludere che non si possono prendere i vv. che servono ed estrapolarli dal contesto costruendoci sopra le cose che ci paiono. Non è questo un corretto utilizzo del testo biblico (anzi di nessun testo!). Ogni singola proposizione scritta nella bibbia viene da noi cristiani letta alla luce del contesto (libro o insieme di libri biblici) in cui è inserita.

Io penso che dovresti approfondire seriamente cosa diciamo e crediamo noi cristiani, prima di venirci a dire che “quel vv sono significa questo…” o “quell’altro vv. in realtà non vuol dire così” etc. etc. Perche non frequenti qualche corso serio di “studi biblici”. Se proprio sei interessata a tutto ciò che dici, io Ti suggerisco di scavare a fondo… Però con i mezzi giusti…. :) Cara Gabriella

Scusa se a volte nelle emails uno ti può sembrare un po troppo indelicato, ma la questione è talmente importante che scalda gli animi!
Ok. Mi sa che sono stato un po troppo lungo. Chiedo scusa.
Con rispetto fraterno e sincero
Saluti a tutti.

Ops, mi presento: Paolo, sassari, trentenne

gabriella
mercoledì, 16 febbraio 2011 - 14:46

C ARISSIMI a dire la verità ho detto dall’inizio alla fine che sono Cristiana e credo in Cristo non a parole ma a fatti, come si vede dalla prima parte del mio commento del 28-10-10. Avevo scritto una lunga lettera per spiegandovi i vari perchè di questi miei commenti, ma ho cancellato tutto per paura che mi rigirate la frittata, quindi affinche non si vada in polemica vi ringrazio e vi saluto con rispetto.
Gabriella
PS: non siamo noi che dobbiamo decidere chi ha ragione, chi legge questo blog lo stabilirà da solo dove trova più chiarezza nei commenti, a me non torna niente di vantaggio, visto che è una cosa personale e non di religione.

Rosa
giovedì, 17 febbraio 2011 - 08:18

Ciao Gabriella,

scusa ma devo risponderti!

Se c´é qualcuno che rigira le frittate (uso lo stesso tuo termine)…quella sei tu!

Ho l´impressione che parliamo lingue diverse….o non capisci o non vuoi capire di cosa parliamo…

Prendi tutto come un attacco personale e questo non é sicuramente intenzione di noi altri (parlo al plurare perché é cosí che tu definisci noi!). Forse usando i tuoi stessi termini interpreti correttamente ció che dico.
Come vedi giá tra noi c´é difficoltá di interpretazione…
Penso che per nessuno (di noi) questa discussione sia calata sul lato personale..

Sul serio mi interesserebbe cosa ne pensa chi legge, chi ha letto questo blog, chi ha seguito finora ció che si é scritto e detto!

È anche vero che tramite Email é piú difficile comunicare (come dice Paolo), non avendo l´interlocutore di fronte…specialmente quando si tratta di un argomento cosí importante.

Comunque cara Gabriella mai rassegnarsi… Rassegnazione é proprio una bruttissima parola…

Un abbraccio

Rosa

gianni
lunedì, 28 febbraio 2011 - 20:59

Carissimi tutti,
un grazie ancora rinnovato per il vostro impegno nella discussione, e una richiesta di scuse: aggiungo le mie considerazioni con molto ritardo perché ho avuto impegni previsti e imprevisti (la settimana degli esercizi spirituali, un problema di spam nel computer, i ladri in chiesa…).
Eviterò di aggiungere di commentare quello che avete scritto, che mi sembra molto interessante e utile per la riflessione, e vorrei semplicemnete aggiungere solo qualcosa di semplice valido per tutti:
1) la mail talvolta può dare l’impressione, per il suo genere letterario, – non mostrandoci il volto dell’interlocutore – che colui che ci sta davanti ce l’abbia con noi. Vorrei che tutti cercassimo di scrivere i nostri commenti pensando di avere davanti una persona che possiamo aiutare con le nostre riflessioni e che dobbiamo amare, nonostante le sue idee, con lo stesso amore di Cristo per noi! Quindi, grande rispetto e gentilezza (e devo riconoscere che tutti gli interlocutori hanno cercato di mantenere, seppur con sfumature diverse, queste caratteristiche nelle loro risposte).
2) NON ESISTE UNA LETTURA NEUTRA DEL TESTO! Perché non esistono i fatti o i testi nel vuoto pneumatico del mondo delle idee, ma i fatti e i testi sempre uniti alle interpretazioni con le quali ce ne appropriamo. In fondo, Dio stesso agisce così con noi: nella Dei Verbum (la costituzione del Concilio Vaticano II sulla rivelazione) si dice, con mirabile sintesi, che Egli si rivela a noi “con parole e opere” (nell’originale, “gestis verbisque”), con gli avvenimenti della storia della salvezza e con le parole che li intepretano. Dunque, siamo qui per cercare insieme, per scoprire, aprendo il nostro cuore all’azione dello Spirito Santo, che cosa Dio ci dice, cercando di capire che cosa intendono dire i testi della Scrittura.
3) metodo fondamentale per questa lettura è leggere ogni singolo passo nel contesto più ampio di tutta la Scrittura e della stessa vivente storia e tradizione di coloro che ci hanno preceduto nella fede.
Mi sembrano 3 considerazioni assolutamente essenziali e credo che ci possano aiutare, se vogliamo, a continuare con rispetto e con interesse, le nostre discussioni.
Un saluto cordiale a tutti e buon cammino! Che il Signore vi benedica tutti!!!
Don Gianni

gabriella
martedì, 19 aprile 2011 - 10:52

Ciao a tutti,
Mi hanno inviato questa mail, a me ha fatto tanto riflettere, per questo volevo condividerla con qualcuno, mi ha toccato il cuore ed ho pianto tanto……La mail dice:

E’ il pomeriggio di un venerdì e stai guidando fino alla tua casa.
Sintonizzi la radio. Il notiziario racconta un evento di poca importanza:
in un paese lontano sono morte 3 persone di una qualche influenza che mai prima si era vista, non presti molta attenzione a questa notizia…
IL lunedì quando ti svegli, senti che non sono più 3 le persone morte ma 30000 persone sono morte tra le colline remote dell’India.
Persone del controllo della sanità degli Stati Uniti, sono andate a investigare.
Il Martedì diventa la notizia più importante della prima pagina del giornale, perché ormai non è solo l’India ma anche il Pakistan, Irán e Afganistán e velocemente la notizia esce in tutti i notiziari. La stanno chiamando
“L’influenza misteriosa” e tutti si domandano: Come la controlleremo?
Entonces una notizia sorprende a todos:
Europa cierra sus fronteras, no habrá vuelos a Francia desde la India, ní de ningún otro país donde se haya visto la enfermedad. Por lo del cierre de fronteras estás viendo el noticiero cuando escuchas la traducción de una mujer, en Francia, qué dice qué hay un hombre en el hospital muriendo de la “Influencia Misteriosa”.
C’è panico in Europa e si chiudono le frontiere. Senti al telegiornale la traduzione di una donna che racconta di un uomo trovato morto nell’ospedale a causa dell’influenza misteriosa.
I telegiornali dicono, che quando hai il virus, per una settimana non ti rendi conto di averla. Dopo hai 4 giorni di dolori terribili e alla fine muori.
L’Inghilterra anche chiude le frontiere, però è tardi. L’indomani il presidente degli Stati Uniti, chiude le frontiere, per evitare il contagio nel paese, fino a quando non avranno trovato la cura…
Il giorno seguente la gente si riunisce nelle chiese per pregare per una cura, ad un tratto entra qualcuno dicendo “Prendete la radio e ascoltate la notizia!!”:
Due donne sono morte a New York, ormai sembra che l’influenza abbia contagiato il mondo.
Gli scienziati continuano cercando l’antidoto, però niente sembra funzionare. Presto arriva la notizia tanto aspettata: Si è decifrato il codice del DNA del virus. Si può elaborare l’antidoto.
C’è bisogno del sangue di qualcuno che non sia stato infettato e subito si espande la notizia che tutti devono correre all’ospedale più vicino per fare degli esami del sangue.
Vai di tua volontà e porti la tua famiglia, insieme ai tuoi vicini, domandandoti: che succederà? Sarà così che finirà il mondo?…
All’ospedale, dopo gli esami, esce un dottore gridando un nome. Il più piccolo dei tuoi figli è vicino a te, ti afferra per la giacchetta e dice: Papà? è il mio nome. Prima che tu possa reagire ti tolgono tuo figlio e tu gridi: ASPETTA!… E loro rispondono: tutto andrà bene, il suo sangue è pulito, il suo sangue è puro.
Dopo 5 minuti i dottori escono gridando e ridendo. E’ la prima volta che vedi ridere qualcuno dopo una settimana. Il dottore più anziano si avvicina a te e dice: Grazie, signore!, il sangue di suo figlio è puro, si può fare l’antidoto…
La notizia si espande dappertutto, la gente piange e grida di felicità.
Allora il dottore si avvicina a te e a tua moglie e dice: Potremmo parlarvi per un momento? Il punto è che non sapevamo che il donatore è un bambino e abbiamo bisogno che firmi queste carte per dare il sangue. Mentre leggi il foglio, ti rendi conto che non è specificata la quantità di sangue e chiedi: Quanto sangue?…
Il sorriso del dottore sparisce e risponde: Non pensavamo che sarebbe stato un bambino. Non eravamo preparati. Lo dobbiamo usare tutto!…
Non ci credi e cerchi di reclamare:
Però, però… Il dottore, continua insistendo, “Non capisci, stiamo parlando della cura che può salvare tutto il mondo”. Per favore firmi, abbiamo bisogno di tutto il sangue, tu chiedi: però non potete fare una trasfusione? E la risposta è: se troveremo sangue puro, lo faremo…
Firmerai? Per favore!…Firma!!….
In silenzio e senza sentire più le dita della mano che stringevano la penna, FIRMI. Ti domandano “Vuoi vedere a tuo figlio?”
Cammini fino alla sala di emergenza, dove sta tuo figlio seduto dicendo: Papà!, Mamma! Che succede? Prendi la sua mano e gli dici: Figlio, tua madre ed io ti amiamo tantissimo, ti amiamo e mai permetteremo che ti avvenga qualcosa che non sia necessario, capisci questo? E quando il dottore ritorna e dice: “Mi dispiace ma dobbiamo incominciare, persone in tutto il mondo stanno morendo”…
Tu te ne saresti andato? Avresti potuto voltare le spalle e lasciare tuo figlio lì?… Mentre lui ti dice Papà?, Mamma? perché mi abbandonate?..
La settimana dopo, mentre stai facendo una cerimonia per onorare tuo figlio, c’è qualcuno che dorme a casa sua, altri non sono venuti perché preferivano andare a passeggiare o vedere una partita di calcio e altri vengono alla cerimonia, con un sorriso falso facendo finta di importargli.
Vorresti fermare tutto e gridare: Mio figlio è morto per voi!!!! Per caso non vi importa?…
A volte è questo, quello che Dio ci vuole dire: “Mio figlio è morto per voi, e non riuscite a capire quanto vi amò?”
E’ curioso vedere com’è semplice per le persone rifiutare Dio, e dopo chiedersi perché il mondo va di male in peggio.
E’ curioso vedere come crediamo a quello che è scritto sul giornale, però contestiamo quello che è scritto sulla Bibbia.
E’ curioso come ci sforziamo giorno dopo giorno accumulando beni terreni e non ci dedichiamo neanche un minuto a fare tesoro delle cose spirituali. E’ curioso come qualcuno dice: “Io credo in Dio”, però con le sue azioni dimostra che segue altri scopi.
E’ curioso come inviamo migliaia di “scherzi” attraverso un e-mail, le stesse che si spandono come un fuoco…, però quando inviamo messaggi che riguardano Dio, la gente ci pensa prima di condividerli con altri!.
E’ curioso, come la lussuria, cruda, volgare e oscena passa liberamente attraverso lo Ciber-Spazio, però la discussione su Gesù è soffocata nelle scuole e nei posti di lavoro.
E’ CURIOSO, VERO??
Più curioso è vedere un cristiano così fervente la domenica, però essere un cristiano invisibile, il resto della settimana.
E’ curioso che quando finisci di leggere questo messaggio, non senti la necessità di inviarlo a molti di quelli che stanno nella lista d’e-mail; semplicemente perché non sei sicuro(a) di quello che loro credono o andranno a pensare di te?
E’ curioso che noi ci preoccupiamo di quello che la gente pensi, piuttosto di quello che DIO pensi di noi.

Salutoni e abbracci fraterni, in primis a Gianni, sperando e augurando che tu stia bene.

gianni
venerdì, 29 aprile 2011 - 20:35

Cara Gabriella
grazie per i saluti che ricambio con gioia: forse un pò in ritardo (come al solito…), visti i molti impegni della settimana santa e della Pasqua e poi le urgenze da sbrigare subito dopo. Il messaggio era molto intrigante e faceva riflettere: ogni sferzata alla nostra indifferenza è sempre utile.
Un augurio sincero a te e a tutti perché questo tempo pasquale ci faccia incontrare il Signore Gesù, il Vivente nella nostra vita!!!
Don Gianni

alessandro moreira
sabato, 30 aprile 2011 - 22:35

Carissimo Don Gianni!

Desiderio una felice Pasqua a Lei e che Dio vi benedica e custodica sempre.

Alessandro

gabriella
mercoledì, 25 maggio 2011 - 01:11

Caro don Gianni, potrei avere delle delucidazioni riguardo un verso.
Sto guardando MATRIX riguardo i pedofili,……….. non mi interessa particolarmente il caso, vorrei solo sapere se ciò che viene detto in 1 Corinzi 5:11,12,13 si può applicare ai sacerdoti pedofili.
grazie in anticipo

alessandro moreira
mercoledì, 25 maggio 2011 - 11:42

Carissima Gabriela

Pace e Bene,

Mamma Mia!

Lo so che il argomento non é proprio con me, mi dispiace,ma, sono veramente curioso con te ragazzina. Che cosa c’é nella tua testa? che rabbia e questa contro la Chiesa ed anche contro i sacerdoti? Mi pare che lei é proprio con il demonio or anche c’é quancun problema psicologico. I sacerdoti sono umani come te; loro alcune momenti, possano fare sbaglio come te adesso con questa persecuzione inutili e senza senso contro La Santa Chiesa; loro come te,bisogno di aiuto spirituale.

Andate a pregare ragazza!

Alessandro

gabriella
giovedì, 26 maggio 2011 - 00:05

Innanzi tutto non ho chiesta a te il parere, caro Alessandro, ho fatto una domanda non mi sembra che questa possa essere una risposta…….hai forse la coda di paglia? Tu sei il tipo che vuole solo rispondere a ciò che ti fa comodo, il pensiero degli altri è solo un opzional. Addiritura mi dai della pazza? Lo chiami sbaglio? Sicuramente non hai figli, quindi guardati bene di parlare di sbagli, anzi impara la lingua prima di rispondere. A questo punto rileggiti anche questo verso, un po’ di ripasso ti farà bene:
1 Timoteo [1] Lo Spirito dichiara apertamente che negli ultimi tempi alcuni si allontaneranno dalla fede, dando retta a spiriti menzogneri e a dottrine diaboliche,
[2] sedotti dall’ipocrisia di impostori, già bollati a fuoco nella loro coscienza.
[3] Costoro vieteranno il matrimonio, imporranno di astenersi da alcuni cibi che Dio ha creato per essere mangiati con rendimento di grazie dai fedeli e da quanti conoscono la verità.
S. Paolo diede questo consiglio, che se messo in pratica ci sarebbero meno problemi di questo genere
1 Corinzi 7: 8] Ai non sposati e alle vedove dico: è cosa buona per loro rimanere come sono io;
[9] ma se non sanno vivere in continenza, si sposino; è meglio sposarsi che ardere.
Proprio perchè siete umani come tutti il divieto di sposarvi non è umano. Ognuno dovrebbe avere la libertà di scegliere se rimanere celibe o no….non ti pare?
La prossima volta stà attento a come parli non per me, ma per la brutta figura che fai come cristiano.

alessandro moreira
giovedì, 26 maggio 2011 - 11:41

Cara Gabriella!

Non avuto la intenzione di offenderti,ma anzitutto, farti vedere che tu non sei nel camino giusto dicendo parole brutte sulla Chiesa di Dio. La Chiesa non c’é nulla con il demonio ma tu invece, mi pare che sta sulla influenza periculosa e non conosce la veritá, perche forse, non hai studiato e pensi che puoi capire la Bibbia per se stessa, vero? La pedofilia é una malattia che colpisce non
solo i sacerdoti, ma invece un numero molto elevato di persone in tutto il mondo, vero? or non lo sai?

Alessandro

gabriella
giovedì, 26 maggio 2011 - 13:32

Mi fai sbellicare dal ridere da quando sei assurdo….tu, tu non hai dubbio vero?
Questo secondo te, dovrebbe bastare perchè tutti devono pensarla come te. Non ti dicono niente le Crociate? Le guerre combattute tra cattolici e protestanti…….guerre decennali ecc ecc non posso continuare, tante sono state le schifezze che ha fatto la tua chiesa…….ed io mi devo sentire in colpa? Se la vs conoscenza è servita a questo, io ringrazio Dio di non averla abbastanza. Fin ora non avevo mai detto cose brutte contro la chiesa, ho solo chiesto l’interpretazione di alcuni versi, proprio perchè mi dite che io interpreto male, speravo di aggiungere qualcosa alla mia conoscenza ma ora è diverso ora mi stai insultando. Il mio cammino non è pericoloso, perchè seguo il modello di Cristo e non dell’uomo. Riguardo la pedofilia rileggiti
ROMANI 1:[24] Perciò Dio li ha abbandonati all’impurità secondo i desideri del loro cuore, sì da disonorare fra di loro i propri corpi,
[25] poiché essi hanno cambiato la verità di Dio con la menzogna e hanno venerato e adorato la creatura al posto del creatore, che è benedetto nei secoli. Amen.
[26] Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura.
[27] Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che s’addiceva al loro traviamento.

Nella chiesa purtroppo non c’è solo pedofilia, ma anche pervertiti….lo so’ perchè ho amici parocchiani che si vantano di esserlo quindi……….statte zitto
Non è dare dei pazzi ad altri che ci si pulisce ricordalo e neanche chiedere scusa ripetutamente serve a niente, Dio punisce i recidivi, visto che sei più sapiente di me dovresti saperlo……

alessandro moreira
giovedì, 26 maggio 2011 - 16:23

Carissima Gabriella!
Pace e Bene!

Tu sei molto divertente, carina mia.

Ti voglio benissimo come sorella nella fede e per cui e solo percui, che ti parlo cosi. Non sia arrabbiata con me, voglio che tu possa vedere che tutte queste malattie non sono soltanto nella Chiesa, carina mia. Al dire il vero qua in Brasile, ho veduto già in insegnanti, medici, dentisti,
giudici,avvocati ecc, ecc. Doviamo come cristiani, amare quelli che sono perduti e con il aiuto della Santa Chiesa Cattolica, possiamo trovare la strada per il paradiso celeste.

Questa Chiesa é l’unica fondata da Gesù in persona; vi prego, non lo dimenticare mai.

Il Dio che parliamo nella Chiesa Cattolica é il Dio del Amore ed anche, della misericordia.

Tuo fratello nella fede

Alessandro

gabriella
venerdì, 27 maggio 2011 - 13:40

Caro Alessandro,
tu dici a me di non conoscere bene le cose, allora ti chiederò ancora il significato di altri versetti che non capisco.
Per es. S. Paolo in Ebrei 10:[26] dice “Infatti, se pecchiamo volontariamente dopo aver ricevuto la conoscenza della verità, non rimane più alcun sacrificio per i peccati,
[27] ma soltanto una terribile attesa del giudizio e la vampa di un fuoco che dovrà divorare i ribelli. ”
Come vedi è Dio stesso a condannare, non sono io.
Tu dici che la chiesa ha la verità, che tutti sbagliamo e paragoni i medici, giudici, dentisti ecc ecc ad un prete? Quelli possono essere anche atei per quanto ne so’ io e possono fare quello che vogliono e pagarne le conseguenze, spero, ma il prete è quello che insegna la verità riguardo a Dio lui non se lo può permettereeee!!!!!!!…………….visto che tutti sbagliamo perchè non essere anche assassini ladri adulteri ecc …..ti rendi conto di quello che hai detto? Dio fa una bella distinzione fra sbagliare a causa dell’imperfezione o a causa della recidività di un porco vizio.
Rifletti

alessandro moreira
venerdì, 27 maggio 2011 - 23:33

Cara Gabriella!

Pace e Bene!

Carissima sorella, non si può dimenticare che i preti sono umane come io e te e quindi, soggetti a sbagliare come tutti gli altri; le persone dimenticano questo particolare.
Non dico qui che con questi preti non possono or anche non devono fare qualcosa; non é questo il ponto.

Credo che il sistema che é ancora utilizzato per la selezione dei futuri sacerdoti, lascia ancora molto a desiderare e per questo, che mi pare che Il Santo Padre ha chiesto nel corso dei seminari per loro fare una scelta ed una preparazione, più rigorosa.

Non pensate che sono d’accordo con i sbagli carina mia, ma bisogniamo notare che questi – sto essendo ripetitivo, ma lo fa nescessario – sono umani e quindi, rilevante a tutti noi.

A presto,

Alessandro

gianni
sabato, 28 maggio 2011 - 22:01

Carissima Gabriella e Alessandro
vi prego di mantenere un profilo rispettoso verso l’altro, altrimenti sarò costretto a togliere alcuni posts. Capisco che sia un tema caldissimo, ma il rispetto deve rimanere il primo punto in questo blog.
Il peccato della pedofilia non può essere giustificato mai, soprattutto alla luce della rivelazione di Dio in Gesù che da immenso valore all’infanzia non solo come momento di preparazione a qualcos’altro (l’età adulta) ma come età preziosa della vita: quindi, nessuna giustificazione mai!!!
Il nostro primo interesse in questi casi, però, deve essere verso le vittime: non si deve mettere nessuno al di sopra del vero bene delle persone e della loro protezione. Per cui, nessuno sconto a nessuno: né ai preti, che ingannano con il loro ruolo, né alla Chiesa, né agli altri, che, siccome non sono preti, sembrano lasciare meno danni nelle loro vittime: basti pensare a quello che nonostante il nostro sano orrore per queste cose continua ad essere perpetuato dai rispettabilissimi occidentali, magari talvolta anche preti, nel paesi dell’indocina, Thailandia e Myanmar, e altrove. Il turismo sessuale ha come elemento ancora centrale proprio la pedofilia: qualche settimana fa è stato arrestato in Thailandia une dei più famosi musicisti del mondo classico con una accusa di questo genere, Mikhail Pletnev.
Ma, per un cristiano, dal momento che Dio è venuto a salvare ogni peccato, è venuto a perdonare, purificare e guarire anche la pedofilia; altrimenti si potrebbe pensare che c’è qualche peccato irredimibile. Certamente, il perdono non è mai a sconto, per accoglierlo l’uomo è chiamato a convertirsi, e, in questo caso, più che in altri, in maniera radicale, ma anche sperando nella forza trasformatrice e rinnovatrice dello Spirito.
I passi che tu citi, Gabriella, ad essere precisi non parlano della pedofilia, colpa che nel mondo antico non era neppure considerata, ma all’omossessualità in genere, mentre 1 Cor 5 parla di incesto (non sappiamo bene a che tipo Paolo si riferisca) ed è da sempre considerato come punto di appoggio, nella Chiesa cosiddetta cattolica, per l’istituto giuridico della scomunica: normalmente una colpa riconosciuta e sanzionata di questo genere porta con se anche una pena canonica molto dura (dimissione allo stato laicale, obbligo di domicilio coatto e altro).
Termino con una curiosità: non è da molto tempo che il peccato di pedofilia è considerato così gravemente, soprattutto nella società laica, ancora negli anni 70 durante i congressi dei radicali italiani tra i vari tipi di amore libero che si voleva “liberalizzare” oltre all’omosessualità c’erano l’incesto e la pedofilia (tutto mescolato in uno strano calderone..).
Un saluto, ricordando di mantenere sempre un profilo rispettoso, da parte di OGNI interlocutore. E che il Signore vi benedica!!!
Don Gianni

gabriella
domenica, 29 maggio 2011 - 00:10

Mi piaci come ti difendi Gianni, sei più rispettoso e coerente di Moreira, ma noto che non ho risposte o attenzione a ciò che scrivo. Mi riferisco alla seconda metà della mia ultima lettera. Comunque, vedo una difesa senza risposte alle mie osservazioni. Continuate a paragonare gli errori di facoltosi con coloro che insegnano la verità in chiesa. Paragonate gli errori gravi con l’imperfezione……I passi che ho citato parlano chiaro, si parla di peccati, non è necessario specificare quali, nessuno metterebbe in dubbio che un pedofilo commette peccato.
Io non ho offeso nessuno, mi sono solo difesa……è diverso.
Comunque grazie della risposta
Gabriella

gabriella
domenica, 29 maggio 2011 - 00:47

Moreira, ……tu dici nella lettera del 26-5-11 ( Doviamo come cristiani, amare quelli che sono perduti e con il aiuto della Santa Chiesa Cattolica, possiamo trovare la strada per il paradiso celeste.)
Alla luce di ciò che viene detto in Proverbi 8,[13] ” Temere il Signore è odiare il male: io detesto la superbia, l’arroganza, la cattiva condotta e la bocca perversa. ”
Dio odia chi è arrogante (cioè lo ama di meno) e noi dovremmo fare altrettanto sopratutto quando non si parla di arroganza, ma di grave condotta a danno di altri.
Non credi che a queste persone sia piuttosto necessario riprenderli e disciplinarli nella giustizia come dice S. Paolo in 2 Timoteo 3,16 e odiare quello che fanno?
Il vero Cristiano deve “amare il bene e odiare il male” altrimenti si potrebbe fare la fine del sacerdote Eli che è stato poco severo coi figli a causa della loro immoralità, ma alla fine Dio li ha puniti. Il buonismo non aiuta a disciplinare i figli ….vedi Proverbi22,15

Gabriella

alessandro moreira
domenica, 29 maggio 2011 - 13:22

Caro Don Gianni,
Pace e Bene!

Mi dispiace, per qualcosa ma ho solo un atteggiamento di difesa della nostra Chiesa contro qualcosa o qualcuno che viene ad attaccare lei in modo irrispettoso. So di esagerare con Gabriella, ma ho giá chiesto scusa. La pedofilia è una malattia ed è cosi che dovremmo vederla. Non si può dire del punto della salute mentale, che un pedofilo è un criminale, è soprattutto una persona che soffre e ha quindi, bisogno di aiuto, sia spirituale come psicologico.

Alessandro

Cara Gabriella,

Lo dirò di nuovo

Carissima sorella, non si può dimenticare che i preti sono umane come io e te e quindi, soggetti a sbagliare come tutti gli altri; le persone dimenticano questo particolare.
Non dico qui che con questi preti non possono or anche non devono fare qualcosa; non é questo il ponto.

Credo che il sistema che é ancora utilizzato per la selezione dei futuri sacerdoti, lascia ancora molto a desiderare e per questo, che mi pare che Il Santo Padre ha chiesto nel corso dei seminari per loro fare una scelta ed una preparazione, più rigorosa.

Non pensate che sono d’accordo con i sbagli carina mia, ma bisogniamo notare che questi – sto essendo ripetitivo, ma lo fa nescessario – sono umani e quindi, rilevante a tutti noi.

A presto,

Alessandro

gianni
domenica, 29 maggio 2011 - 16:47

Cara Gabriella
scusami, ma mi sa che qui c’è un difetto di percezione. Mi spiego: quello che hai scritto nel tuo post ultimo lo sottoscriverei in toto, aggiungendo, però, che il cristiano è anche chiamato al perdono, un perdono che consite nell’”odiare quello che fanno”, e insieme nel cercare, e in questo ha ragione Alessandro, di accompagnare i peccatori verso una vera guarigione (umana e spirituale). Ecco quello che non capisco è quando dici che “mi difendo”: veramente non penso di essermi messo nella condizione di “difesa” di nessuno, ma, forse, solo di quei poveri fanciulli. Conosco persone che hanno subito situazioni terribili di questo genere, proprio da persone di cui potevano fidarsi (parenti stretti, talvolta i genitori…): i colpevoli sono stati puniti malamente, e, a quel che sembra, hanno capito poco, ma soprattutto ho sempre davanti le vittime, ed è a loro che penso, perché vedo quanto è difficile ricostruire e raggiungere la vera serenità e normalità in queste questioni. Fondamentale è vedere come coloro che ti hanno fatto del male, riconoscono la loro colpa e pagano per questo: ma, ecco dove volevo arrivare, non serve a ricostruire la vita delle persone. Dici, forse giustamente, che il passato della Chiesa ti inorridisce (inquisizione, crociate, ecc.): ecco, allora non ci fermiamo al loro errore. Essi pensavano che fosse necessario eliminare fisicamente il male per essere protetti da esso, noi ormai dovremmo sapere che non è vero, che è infinitamente più efficace e più giusto, oltre a punire i colpevoli in modo che possano avere la possibilità di riscattarsi, ricostruire quanto è stato distrutto con la forza dell’amore che ci viene dallo Spirito Santo. Ecco perchè nella mail parlavo di altri casi (quello del pianista russo mi ha particolarmente colpito perché, essendo appassionato di musica classica lo conoscevo e apprezzavo), per cercare tutti di passare dall’indignazione pur sacrosanta, ad un atteggiamento di attenzione verso l’infanzia.
Mc 10,13-16: “Gli presentavano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: “Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso”. E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro.”
I discepoli ragionano secondo la mentalità del loro tempo, i fanciulli sono uomini a metà, non ancora maturi, non vale la pena perdere tempo per loro: Gesù, invece, pensa che non ci sono persone che meritano rispetto ed altri che non lo meritano, tutti sono sotto lo sguardo amorevole di Dio, ma soprattutto i piccoli e gli ultimi. Rimprovera i discepoli, ma quello che gli interessa è accogliere gli ultimi e mostrare loro la sua tenerezza.
Ricordo ancora i tempi di don Di Noto, il primo e l’unico insieme con il telefono azzurro (ma quest’ultimo in maniera diversa) che si occupasse di queste cose: lo cito non tanto perché prete (anche se la cosa mi fa persare che non tutto nella Chiesa è da buttare), ma perché la cosa mi aveva colpito proprio in tempi non sospetti, quando non ne parlava ancora nessuno, ma io, ancora molto giovane, mi ero imbattuto in persone adulte che portavano questa ferita nel cuore, ed ero rimasto colpito dal fatto che ci fosse qualcuno che si era messo a disposizione per aiutare queste situazioni. Vedo tanta indignazione intorno, forse anche giusta, ma pochissimo impegno per cambiare le cose.
Spero di essere stato più chiaro. Che il Signore vi benedica!!!
Don Gianni

P.S. Confesso che da parte tua non mi aspettavo una giustificazione alle intemperanze dei post passati del genere “non ho cominciato io”: mi sarei aspettato un atteggiamento sulla linea di Mt 18,21-22.

alessandro moreira
domenica, 29 maggio 2011 - 19:56

Cara Gabriella!

Pace e Bene!

Quante volte bisogniamo sentire il danno ed ancora perdonare? In quel tempo i Rabbini dicevano che il giusto sarebbe tre volte; invece, che cosa ha detto Gesù? Che non si può mettere limite al perdono! Il perdono è una delle cose più costose che un cristiano può dare. È costato di Gesù la sua vita. Tuttavia, il perdono non toglie niente da noi. Al contrario, porta solo benedizione. Pace interiore, la riconciliazione e la liberazione dal peccato.
Ma forse la più grande benedizione che il perdono porta, è solo il ricordo che anche noi siamo in debito con Cristo per il perdono che ci ha dato – che questo indulto, era stato limitato, ci lascia tutti a perdizione. Grazie a Dio che il “settanta volte sette”di Gesù non è letterale, ma solo un modo per dire “no limit “.

Alessandro

gabriella
domenica, 29 maggio 2011 - 23:19

Ho letto Tito1,1-7…………lì c’è tutto quello che Dio ha detto riguardo al comportamento dei preti e vescovi, tra l’altro dice anche che questi possono essere sposati e avere figli, cosa che solo in un secondo tempo si è vietato di fare, vedi 1 timoteo 4,1-3….
Siete passati, secondo me, dalla crudeltà al permissivismo, creando tanta confusione.
I versi che ho tanto faticato a trovarli online ed ho scritto nel mio post del 29 Maggio non vi dicono niente? Non è ancora chiaro la differenza tra peccare per la natura imperfetta ed essere recidivi su fatti gravi perpetrati poi, non da gente normale ( ) ma da coloro che devono dare l’esempio e insegnare la verità? Tutto questo amore che dice Moreira non concorda con quello che dice Dio in Ebrei 10:26,27
I peccatori devono essere accompagnati alla guarigione? Allora perchè li coprite per decenni senza provvedere alla loro rimozione. Un figlio di un mio amico che serviva la messa è stato spostato in un’altra parrocchia di un paesino, mentendoci il parroco ha detto che l’avevano mandato in una comunità, mentre i genitori dei figli violentati ancora soffrono. Questi non sono provvedimenti amorevoli come dice il tanto convinto Moreira.
Scusatemi ma ho il cuore dolente per delle buoni ragioni ecco perchè mi sfogo così. Io soffro perchè amo Dio e le cose giuste e non sopporto i raggiri di parole e troppo buonismo. Non sono per la violenza ma per la disciplina come dice S. Paolo in 2timoteo 3.16 e piuttosto che far del male a qualcuno preferisco morire io.
Gabriella

gianni
venerdì, 3 giugno 2011 - 22:43

Cara Gabriella
scusa il ritardo. Dall’ultimo post comprendo meglio la tua situazione, che, purtroppo, non è la sola: non posso che riconoscere il pessimo servizio a Dio che noi sacerdoti facciamo quando le nostre incoerenze e il nostro peccato distruggono anche il bene che facciamo. Solo, non ti meravigliare della reazione di Alessandro, forse a te sembrerà strano, ma veramente tante persone trovano ancora nella Chiesa una vera madre e non solo una matrigna… (E questo dovrebbe servirti a non chiudere del tutto la porta, per il futuro…).
Sul celibato, ricordo che si tratta di una legge ecclesiastica, quindi non assoluta e che ci sono preti cattolici sposati (quelli di rito orientale): ma, ti posso assicurare (vedendo i problemi, diversi ma non meno difficili, che hanno i sacerdoti sposati), non è quello il problema.
Un saluto e a presto!!!
Don Gianni

alessandro moreira
domenica, 5 giugno 2011 - 00:02

Caro Don Gianni!

Pace e Bene!

Vorrei sapere di Lei sul una cosa.Come voi fattiti con il problema della crescita dei neo-pentescotali in Italia? Or vuoi ragazzi non avete questa situazione?
Qua in Brasile, ci sono un pacco di cattolici che hanno uscito della Chiesa per entrare in questi movimenti che almenno al mio parere, non puo essere una cosa seria e questi che sono i leaders, non sono veri cristiani. Che ne pensi Lei?

Che Dio vi benedita ogni giorno della tua vita.

Alessandro

gianni
martedì, 14 giugno 2011 - 13:51

Caro Alessandro
la situazione italiana è decisamente diversa: da una parte vi è un forte movimento carismatico di tipo cattolico, anzi abbastanza tradizionalista in riferimento alla dottrina; dall’altra gli italiani non vedono molto bene in generale un tipo di fede un po’ sopra le righe nelle sue manifestazioni esteriori (così come si presentano i pentecostali più fanatici).
Non sei la prima persona che mi parla della situazione problematica in Brasile: l’unica possibilità di superare questa crisi è quella di continuare a dare la propria testimonianza con semplicità e gioia. A lungo andare la differenza si vede…
Buon lavoro e che il Signore benedica anche te!!!
Don Gianni

paolo elia
venerdì, 24 giugno 2011 - 17:02

Alessandro
ho letto con interesse i tuoi vari interventi sul discorso sulla pedofilia.
E mentre sono d’accordo con te che è anche giusto fare un certo discorso di aiuto e di perdono per i preti peccatori, tuttavia non credo sia quello il punto centrale del discorso: credo che chi è offeso e sfregiato, ha la priorità assoluta.
E invece credo che nel passato, con le motivazioni più varie, si è cercato soprattutto di non intaccare il buon nome della chiesa, si è cercato di nascondere altrove il suddetto prete, si è cercato di dilazionare i discorsi, direi: di parlare d’altro… ecc ecc ma delle vittime si è arrivati molto tardi a parlarne e soprattutto a farne il centro dell’aiuto e dell’attenzione.
Quindi credo che noi come cristiani giustamente a volte ci sentiamo chiamati a non trascurare di difendere la Chiesa da attacchi anche insensati e non sempre giusti.
Ma credo che ancora di più, in questo momento più fortemente che in altri periodi, siamo chiamati a vigilare, a dare un altro esempio di coerenza, ad essere discepoli migliori di Gesù …..poi forse potremo anche parlare, fare discorsi, compilare documentoni.
Sei d’accordo?
ciao
paolo e.
paoloe40@libero.it

paolo elia
venerdì, 24 giugno 2011 - 17:15

Gabriella
desiderei fare una aggiunta, probabilmente trascurabile, alle cose che tu hai detto sul celibato dei preti. Che è un discorso assai complicato e millenario.
Io non ne sono pratico, comunque mi pare che la disciplina del celibato non è che una legge ecclesiatica, che è in uso nel rito latino e non invece in altri riti, sempre cattolici.
Ora poi ci sono stati ordinati decine e decine di preti provenienti dall’anglicanesimo con mogli e figli. Anzi ci sono anche alcuni vescovi cattolici sposati.
Ma io volevo solo farti notare per esempio che Gesù, san Paolo, san Giovanni e altri discepoli erano celibi.
Inoltre io credo che la questione potrebbe essere vista in maniera diversa.
Infatti non si proibisce il matrimonio ai sacerdoti, ma al contrario vengono scelti i sacerdoti fra i celibi, ossia fra coloro che scelgono volontariamente il celibato, che non gli viene quindi per nulla imposto. Il che non è la stessa cosa e fa quindi stridore ( a quanto dicono e per qualche risultato … ) che la formazione dei preti su questi punti non è mai stata tanto ben fatta.
Ma qui il discorso è solo iniziato.
Una preghiera anche per me
Ciao
paolo e.
paoloe40@libero.it

alessandro moreira
mercoledì, 10 agosto 2011 - 23:12

Ciao Paolo!

Sei stato bravissimo nel tuo argomento sul celibato dei ptetti. Ci sono alciune persone che vogliono metere in conto che il problema della Chiesa e proprio questo. Figuriamoci tutti!

Alessandro

Gabriella
lunedì, 5 settembre 2011 - 17:39

Ho riletto i vari post, ho notato delle divergenze tra cristiani stessi e mi son venute in mente le parole di S. Paolo in 1 Corinzi 1,[10]” Vi esorto pertanto, fratelli, per il nome del Signore nostro Gesù Cristo, ad essere tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di pensiero e d’intenti. “
L’insegnamento di opinioni dissidenti o divergenti non è compatibile con il vero cristianesimo; Paolo lo spiega anche in Efesini 4: [3]” cercando di conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace. [4] Un solo corpo, un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; [5] un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo.
[6] Un solo Dio Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, agisce per mezzo di tutti ed è presente in tutti. “
Come si spiega tutto questo? Che fiducia possiamo avere in questi pastori spirituali?
Un caro saluto a tutti
Gabriella

gianni
martedì, 6 settembre 2011 - 11:07

Carissima Gabriella,
essere uniti nella stessa fede non significa avere un pensiero uniforme su ogni cosa o dare una spiegazione e un significato perfettamente identici a ogni singolo aspetto della vita cristiana. Il Nuovo Testamento è pieno di interpretazioni diverse degli stessi avvenimenti: Luca interpreta la morte di Gesù soprattutto come esempio di pazienza e perdono donato all’uomo, mentre Matteo e Marco la interpretano come sacrificio e offerta di sé per il perdono dei peccati secondo la logica della sostituzione. Per fare un esempio tratto da Paolo (Romani 14,1-13):
“1Accogliete chi è debole nella fede, senza discuterne le opinioni. 2Uno crede di poter mangiare di tutto; l’altro, che invece è debole, mangia solo legumi. 3Colui che mangia, non disprezzi chi non mangia; colui che non mangia, non giudichi chi mangia: infatti Dio ha accolto anche lui. 4Chi sei tu, che giudichi un servo che non è tuo? Stia in piedi o cada, ciò riguarda il suo padrone. Ma starà in piedi, perché il Signore ha il potere di tenerlo in piedi. 5C’è chi distingue giorno da giorno, chi invece li giudica tutti uguali; ciascuno però sia fermo nella propria convinzione. 6Chi si preoccupa dei giorni, lo fa per il Signore; chi mangia di tutto, mangia per il Signore, dal momento che rende grazie a Dio; chi non mangia di tutto, non mangia per il Signore e rende grazie a Dio. 7Nessuno di noi, infatti, vive per se stesso e nessuno muore per se stesso, 8perché se noi viviamo, viviamo per il Signore, se noi moriamo, moriamo per il Signore. Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo del Signore. 9Per questo infatti Cristo è morto ed è ritornato alla vita: per essere il Signore dei morti e dei vivi. 10Ma tu, perché giudichi il tuo fratello? E tu, perché disprezzi il tuo fratello? Tutti infatti ci presenteremo al tribunale di Dio, 11perché sta scritto: Io vivo, dice il Signore: ogni ginocchio si piegherà davanti a me e ogni lingua renderà gloria a Dio. 12Quindi ciascuno di noi renderà conto di se stesso a Dio. 13D’ora in poi non giudichiamoci più gli uni gli altri; piuttosto fate in modo di non essere causa di inciampo o di scandalo per il fratello.”
La comunità di Roma era divisa tra coloro che vivevano diversamente alcune pratiche religiose (il digiuno o meno in certi giorni della settimana; la possibilità o meno di mangiare certi cibi): così affronta il problema Paolo, rispetto reciproco e unità nella carità. Forse dirai: ma i temi su cui parlavamo noi, erano di tenore ben diverso. E’ vero, ma rimane ugualmente vero che la stessa lettera ai Romani è scritta perché i romani potessero conoscere cosa Paolo predicava (Rom 15,15!!!), segno evidente che egli dava una sua interpretazione agli aspetti fondamentali della fede cristiana e voleva che i cristiani di Roma sapessero in maniera diretta quale fosse questa interpretazione, anche prima che lui arrivasse nella città eterna. Dunque, unità sull’essenziale della fede, ma non uniformità. Che, poi, non sempre sia facile stabilire se una cosa pertiene all’essenziale su cui ci deve essere unità o a ciò su cui è legittima una sana differenza di comprensione, siamo perfettamente daccordo: per questo la comunità cristiana fin dall’inizio (basta leggere il discorso di Paolo agli anziani di Efeso, At 20) ha pensato a uomini che fossero responsabili di mantenere l’unità nella fede all’interno della comunità (da qui il ruolo dei presbiteri prima e della gerarchia, papa, vescovi e sacerdoti poi).
Un saluto cordiale e a presto!!!
Don Gianni Gualtieri

Alessandro
giovedì, 6 ottobre 2011 - 23:13

Carissimo Don Gianni.

Volevo domandarti una cosa sul un’ argomento un po difficile per spiegare per voi chi sono sacerdoti, ma si Lei non vuol non bisogna rispondere. Qua in Brasile, la devozione per la Madonna é in alcuni monmenti, più forte che per Gesú; in suo Paese è la stessa roba?
Vuoi gli italiani hanno questa stessa relazione che per me è assurda, come la magioranza dei braziliani?

Alessandro

Gabriella
venerdì, 7 ottobre 2011 - 00:16

Non mi sembra di aver detto che dobbiamo avere lo stesso pensiero su ogni cosa sarebbe andare contro il libero arbitrio di cui Il Creatore ci ha dotati. Intendevo una perfetta unione di pensiero e di intenti rispetto al modello che abbiamo, cioè quello di Cristo. Mi sono chiesta, su quale base dovrebbero essere uniti i cristiani? molti dicono che l’unità dovrebbe derivare dall’accettazione delle dichiarazioni della gerarchia ecclesiastica. Molte denominazioni protestanti fanno la stessa asserzione, solo che sostituiscono i propri credi, ai credi cattolici, e la propria gerarchia a quella cattolica.
È vero che si può giungere a un’unità basata su dichiarazioni di uomini ma mi chiedo sarà accettata da Dio? È mai possibile che lo sia dal momento che, come precisò Gesù Cristo, Dio desidera essere adorato “con spirito e verità”? -Giovanni 4:23, 24- I farisei del primo secolo erano uniti nei loro credi, ma Gesù disse che la loro adorazione era vana ‘perché insegnavano comandi di uomini come dottrine’. Vangelo di Matteo 15:9.
I cristiani devono avere tutti un credo unificato, ma è anche necessario che quello che credono sia vero. Il prezzo è troppo alto se per conseguire l’unità fra le diverse chiese si deve sacrificare la verità. Dove si trova la verità? Non nei credi delle organizzazioni religiose (tutte comprese) ma nella Parola di Dio, come confermò Gesù in preghiera al Padre suo, dicendo: “La tua parola è verità”. -Giovanni 17,17- L’apostolo Paolo espresse la cosa in questi termini: “Tutta la Scrittura è infatti ispirata da Dio e utile per insegnare, convincere, correggere”. -II Timoteo 3,16- Solo la Parola di Dio, la Bibbia, può essere la norma per stabilire la verità religiosa per i cristiani, non credi?
Con rispetto Gabriella

Gabriella
venerdì, 7 ottobre 2011 - 00:19

Riguardo gli evangelisti Luca Marco e Matteo ho riletto i loro scritti non vedo interpretazioni, semplicemente ognuno diceva quello che vedeva o sentiva dal loro punto di vista, ma erano concordi sullo stesso argomento. Es: se si è testimoni di un incidente e ci chiedono di raccontare ciò che abbiamo visto, ognuno dirà ciò che ha visto dal suo punto di vista, alcuni si soffermano su un particolare e altri su altri dettagli ma alla fine l’incidente è quello. Nell’insieme dei dettagli si ha una visione più completa, questo non ha niente a che fare con l’interpretazione non credi?
(Romani 14,1-13) parla semplicemente di punti di vista diversi che c’erano sull’osservanza di un giorno speciale ogni settimana. Non vedo interpretazioni su aspetti fondamentali della fede cristiana. Qui Paolo sostiene che fare scelte diverse non costituisce necessariamente una minaccia per l’unità, finché non c’è una palese violazione dei princìpi cristiani. Quindi ai cristiani che hanno la coscienza debole Paolo chiede: “Perché giudichi il tuo fratello?” E ai forti (forse quelli a cui la coscienza permetteva di mangiare certi cibi vietati sotto la Legge o di lavorare il sabato) chiede: “Anche tu, perché disprezzi il tuo fratello?” (Romani 14,10) Secondo Paolo, i cristiani che hanno la coscienza debole non devono condannare i fratelli di vedute più larghe. Nello stesso tempo i cristiani che sono forti non devono disprezzare quelli la cui coscienza in certi campi è ancora debole. Tutti dovrebbero rispettare i giusti motivi degli altri e “non pensare di sé più di quanto sia necessario pensare”. — Romani 12:3, 18.
Sempre pronta ad un confronto e con rispetto Gabriella

Gabriella
lunedì, 10 ottobre 2011 - 11:19

Scusatemi, i 2 suscritti post del 7 Ottobre 2011 erano indirizzati a Don Gianni, ho dimenticato di specificarlo, era in risposta alla suo post di martedì 6 Settembre.

gianni
mercoledì, 12 ottobre 2011 - 13:58

Caro Alessandro
purtroppo anche in Italia talvolta la devozione mariana sconfina un pò, anche se soprattutto a livello personale più che comunitario: era frequente, nella mia vecchia parrocchia, vedere persone che entravano in chiesa per fermarsi a pregare davanti all’immagine della Madonna senza nemmeno fare un saluto alla presenza eucaristica. Certamente ci sarebbe bisogno di sacerdoti e animatori della pastorale che si impegnassero con più attenzione a far crescere il popolo di Dio verso una forma di devozione a Maria più biblica e più integrata con la vita ordinaria della fede: normalmente quando si parla di questo la gente risponde con grande attenzione. Immagino che da voi in Brasile si debba fare tutto ciò con ancora maggio impegno. Io stesso avevo preparato, su suggerimento del vescovo, un sussidio per la predicazione e la lectio divina sulla figura di Maria nel Nuovo Testamento, per aiutare il popolo di Dio a crescere su questo fronte!
Spero di esserti stato di aiuto!!!
Don Gianni Gualtieri

gianni
mercoledì, 12 ottobre 2011 - 14:07

Cara Grabriella
ti rispondo solo per annunciarti che ho letto con attenzione le tue mail sempre interessanti e che al più presto ti risponderò con più calma. Solo un anticipo: rifletti sempre sul fatto che la Scrittura come noi la conosciamo non è giunta dal cielo direttamente da Dio (come il Corano secondo i nostri fratelli musulmani), ma è stato scritto e poi individuato come Parola di Dio proprio dall’azione della Chiesa, dalla decisione e dalla scelta di uomini che, alla guida della comunità cristiana, hanno ascoltato la voce dello Spirito, riflettuto sulla loro esperienza di fede e poi hanno individuato in quei testi, e non in altri (che pure esistevano), la presenza dell’ispirazione divina (2Pt 1,20).
A presto!!!
Don Gianni Gualtieri

Gabriella
lunedì, 17 ottobre 2011 - 15:38

Scusami Gianni, ma questa volta non ho capito cosa intendi dire, nel senso non ho capito se credi che la Parola di Dio sia o no la Parola di Dio o no.
In attesa Gabriella

gianni
mercoledì, 19 ottobre 2011 - 17:50

Cara Gabriella
tu parlavi della sostanziale unità negli aspetti essenziali della fede come si manifesta nella Scrittura, e la contrapponevi alla ricerca di unità tra i credenti che viene fondata, secondo il tuo pensiero, non sulle affermazioni della Scrittura stessa, che sarebbero abbastanza chiare, ma sulle definizioni date dalle varie autorità che reggono le diverse chiese. Con la mia ultima mail volevo solo ricordarti che un ragionamento come il tuo ribalta la giusta comprensione del rapporto tra Chiesa e Scrittura: la Scrittura presenta una sostanziale unità nella fede che propone proprio perché la Chiesa delle origini ha ritenuto di dover scegliere, sotto l’azione dello Spirito Santo, quei testi e solo quei testi che riflettevano la fede così come essa la viveva. Nella Scrittura non è entrato, ad esempio, il Vangelo di Tommaso perché era percepito come troppo influenzato dallo gnosticismo che era considerato come una degenerazione della vera fede. Dunque, non ci sarebbe una unità della Scrittura contraddetta dalle definizioni delle chiese, ma la Chiesa delle origini ha riflettuto e pregato e scelto i testi che riflettevano l’unità della sua fede: dunque, dall’unica fede della Chiesa, l’unità della Scrittura
Successivamente, però, leggendo e rileggendo il testo sacro, vari credenti di epoche e situazioni culturali e spirituali diverse hanno sottolineato ciò che più interessava e taciuto su altro che piaceva meno; così, facendo leva proprio su queste differenze, fino ad estremizzarle, hanno prodotto una lacerazione dell’unità della chiesa. Ecco, in maniera ultrasintetica e spero non troppo scorretta, come si sono prodotte le varie divisioni intraecclesiali.
Riguardo, poi, alla tua ultima domanda: certo, la Scrittura è assolutamente Parola di Dio, scritta in parole di uomini; il fatto che sia stata la Chiesa ad individuarla non ne riduce il valore sacro, ma la mette solo al riparo da ogni estremizzazione simile a quelle dell’ebraismo e dell’islam più radicali.
Carissima, spero di non essere stato troppo sintetico: se c’è ancora qualcosa che non ti torna, o che è espresso in maniera troppo concentrata, fammi sapere!
Un saluto e a presto!!!
Don Gianni Gualtieri

Gabriella
giovedì, 20 ottobre 2011 - 01:44

scusami Gianni, ma sei stato troppo prolisso e non sintetico, hai fatto un giro di parole allucinanti , alla luce del mio post del 28 ottobre 2010. Invece di chiarire e aiutare alle persone a capire ciò che Dio richiede da noi, non si fa altro che complicare la semplicità del Vangelo. Non dimentichiamoci che un padre non lascia la sua Parola scritta per noi per la ns salvezza rendendola così complicata da dover ognuno di noi leggerla in maniera diversa. A volte la logica è meglio dell’eccessiva conoscenza. Dio desidera che comprendiamo la sua Parola, possiamo riuscirci se chiediamo aiuto a Lui che è l’autore. Gli apostoli di Gesù erano considerati “illetterati e comuni” perché non avevano ricevuto un’istruzione religiosa nelle scuole rabbiniche. Ciò nonostante, Gesù assicurò che capire la Parola di Dio era alla loro portata. Dio ci darà generosamente il suo spirito santo a coloro che glielo chiedono con sincerità Giacomo 1:5,6. Inoltre lo spirito di Dio può darci la sapienza necessaria per vivere in armonia con ciò che Lui ci chiede.
Un saluto e a presto —Gabriella

gianni
giovedì, 20 ottobre 2011 - 17:28

Cara Gabriella
mi rendo conto che spesso uso un linguaggio troppo astratto, che può risultare di difficile comprensione, e di questo mi scuso (anche se devo dire che una espressione come questa non mi sembrava troppo difficile: “non ci sarebbe una unità della Scrittura contraddetta dalle definizioni delle chiese, ma la Chiesa delle origini ha riflettuto e pregato e scelto i testi che riflettevano l’unità della sua fede: dunque, dall’unica fede della Chiesa, l’unità della Scrittura”). Mi permetto di chiederti, però, che cosa vuoi dire con “semplicità del Vangelo”? Sicuramente non ti riferirai ad un approccio spontaneo o intuitivo: non c’è niente di più infido e contraddittorio dell’intuito (quante volte avrai dovuto lottare davanti a qualcuno che era convinto di un qualcosa di sbagliato, ma era irremovibile perché il suo intuito e il suo approccio spontaneo gli avevano fatto capire tutto e subito…). E poi Gesù non sembra ritenere che il suo insegnamento sia così facile, dal momento che rivela il senso delle parabole solo agli apostoli (i quali di suo non sembrano averci capito molto…) e dice esplicitamente che parla così proprio per non essere capito… (Mc 4,10-12: Quando poi furono da soli, quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici lo interrogavano sulle parabole. Ed egli diceva loro: “A voi è stato dato il mistero del regno di Dio; per quelli che sono fuori invece tutto avviene in parabole, affinché guardino, sì, ma non vedano, ascoltino, sì, ma non comprendano, perché non si convertano e venga loro perdonato”). Terminando, che cosa intendi per “semplicità del Vangelo”?
Un saluto e a presto!
Don Gianni Gualtieri

Gabriella
giovedì, 20 ottobre 2011 - 21:34

Come dici tu “Gesù non sembra ritenere che il suo insegnamento sia così facile, dal momento che rivela il senso delle parabole solo agli apostoli (i quali di suo non sembrano averci capito molto…) e dice esplicitamente che parla così proprio per non essere capito… (Mc 4,10-12: Quando poi furono da soli, quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici lo interrogavano sulle parabole. Ed egli diceva loro: “A voi è stato dato il mistero del regno di Dio; per quelli che sono fuori invece tutto avviene in parabole, affinché guardino, sì, ma non vedano, ascoltino, sì, ma non comprendano, perché non si convertano e venga loro perdonato”).
Sono perfettamente daccordo con te, ma c’è da aggiungere che non c’erano solo i 12 apostoli ma tutti coloro che accettarono Gesù senza aver capito molto, ma abbastanza per non abbandonarlo. E’ logico che agli altri non avrebbe spiegato nulla. Non a quelli che lo bestemmiavano lo insultavano e non lo riconoscevano come il mezzo per il quale potevano essere salvati, infatti viene anche detto da S. Paolo in Corinzi II cap.4,[4] ” Ai quali il dio di questo mondo ha accecato la mente incredula, perché non vedano lo splendore del glorioso vangelo di Cristo che è immagine di Dio”. Molti non sono increduli ne bestemmiatori e credono in Cristo, quindi il Vangelo per loro non dovrebbe essere complicato a capirlo, basta mettere in pratica ciò che viene detto. E’ anche vero che la Bibbia va spiegata e non la si può leggere e capire da soli come ci è dato l’esempio dell’Eunuco Etiope, ma questo che c’entra con……… “Non ci sarebbe una unità della Scrittura contraddetta dalle definizioni delle chiese, ma la Chiesa delle origini ha riflettuto e pregato e scelto i testi che riflettevano l’unità della sua fede: dunque, dall’unica fede della Chiesa, l’unità della Scrittura”). Scusami, ma ho tanto desiderio di capire, non credo che Dio mi punirà per questo.
Un affettuoso saluto Gabriella

gianni
mercoledì, 26 ottobre 2011 - 12:11

Cara Gabriella
non penso proprio che Dio ti punirà per non aver capito quello che ho scritto io…. Avrei molto da dire sulla prima parte della tua ultima mail, ma, come potrai vedere dal tempo che ci ho messo a risponderti (e di questo mi scuso), sono abbastanza stretto nei tempi e quindi vorrei arrivare al sodo del nostro scambio di idee di questo ultimo mese. Tutto è partito dal fatto che tu dicevi che le sintesi della fede proposte dalle varie confessioni cristiane sono, più o meno, un tradimento del Vangelo, che invece ha una sua unità di fondo che si presenta abbastanza semplice a coloro che vogliono accoglierla. Io ti volevo solo far capire che le cose non stanno proprio così: l’unità di fondo che tu trovi nella Scrittura nasce, si potrebbe dire semplificando, proprio dalla confessione di fede della chiesa primitiva. A partire dalla loro fede, i cristiani hanno individuato i testi che erano divinamente ispirati proprio perché corrispondevano a quella fede. Quindi, prima viene la fede della chiesa nella persona di Gesù e nel messaggio trasmesso dagli apostoli, poi la chiesa stessa ha individuato in alcuni testi la Parola che Dio le ha lasciato per mantenere questa fede integra fino al ritorno del Signore. Dunque, non ci può essere una contrapposizione tra fede semplice del Vangelo e fede “traditrice” (passami il termine) della chiesa: la fede del Vangelo è la fede della chiesa. Che poi la chiesa si sia divisa, perché varie parti di essa, sottolineando nella stessa Scrittura più una cosa piuttosto che un’altra, hanno dato un’interpretazione particolare di alcuni aspetti della stessa fede, è un’altra faccenda. Ma, al fondo, la fede che la Scrittura ci porta è la fede che la chiesa proclama.
Spero di essere stato più chiaro stavolta.
A presto!!!
Don Gianni Gualtieri
P.S. Sulla prima parte del tua ultima mail dico solo questo: nel Vangelo di Marco non c’è scritto che la parabole non sono comprese da coloro che non sono discepoli perché costoro sono contro Gesù. Si dice solo che ai discepoli è svelato il loro senso, agli altri no: la tua è una spiegazione intelligente, ma non è scritta da nessuna parte nel testo. Si tratta di uno splendido tentativo che cerca di ovviare a un punto critico del testo inserendo il problema nel contesto più ampio del comportamento di Gesù verso gli uomini testimoniato dallo stesso Vangelo. Ma si tratta pur sempre di “una” spiegazione, interessante, ma non unica (e per quanto riguarda me, nemmeno condivisibile, ma questo è un altro paio di maniche…). Come vedi il testo non è sempre così semplice, perché spesso da adito a più di una interpretazione (e un testo che può essere spiegato in più di un modo è per definizione non semplice!!!). SCUSAMI SE SONO STATO LUNGO, SPERO PERO’ DI ESSERE STATO PIU’ SEMPLICE RISPETTO ALLE ALTRE VOLTE!

Gabriella
venerdì, 4 novembre 2011 - 15:14

Tu dici ….. ” L’unità di fondo che tu trovi nella Scrittura nasce, proprio dalla confessione di fede della chiesa primitiva. A partire dalla loro fede, i cristiani hanno individuato i testi che erano divinamente ispirati proprio perché corrispondevano a quella fede. Quindi, prima viene la fede della chiesa nella persona di Gesù e nel messaggio trasmesso dagli apostoli ( fin quì è chiaro e comprensibile) poi tu dici che la chiesa stessa ha individuato in alcuni testi la Parola che Dio le ha lasciato per mantenere questa fede integra fino al ritorno del Signore. …….Ma chi ha contestato questo fatto?
Con rispetto Gabriella

Gabriella
venerdì, 4 novembre 2011 - 16:28

Caro Gianni io non ho le armi per contestare chi pensa di avere la fede giusta o meno, ripeto ancora una volta, non mi interessano le varie fedi religiose, ma visto che la tua fede si basa su l’unico testo Sacro che è la Bibbia la Parola di Dio e che la Stessa dichiara in:
2 Timoteo 3:[15] ” Fin dall’infanzia conosci le sacre Scritture: queste possono istruirti per la salvezza, che si ottiene per mezzo della fede in Cristo Gesù.
[16] Tutta la Scrittura infatti è ispirata da Dio e utile per insegnare, convincere, correggere e formare alla giustizia, perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.”
Ecco, vorrei anche io essere preparata per ogni opera buona e quindi per la salvezza. Nel Vangelo di Giovanni al cap.17:[3] dice “Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo”.
Voglio conoscere tutto ciò che è necessario per avere la vita eterna. Intanto mi piacerebbe sapere che fine si farà dopo la morte. Se me lo spieghi ti ringrazio moltissimo, perchè ho notato che c’è molta confusione al riguardo, non tra atei ma tra credenti praticanti, questo mi crea confusione.
Con rispetto Gabriella

gianni
venerdì, 11 novembre 2011 - 12:24

Cara Gabriella
come al solito ti rispondo con un po’ di ritardo, e mi scuso. Capisco che tu possa avere difficoltà ad accettare la vita delle varie comunità cristiane, soprattutto, quando si vedono in esse principalmente i limiti e le infedeltà: però, rimane vero che la fede ha sempre una dimensione comunitaria (era questo il senso delle mie maldestre risposte: la Scrittura è necessariamente sempre legata alla vita di una comunità di credenti). La Scrittura stessa mette in guardia da un uso solo personalistico e soggettivo del testo: “nessuna scrittura profetica va soggetta a privata spiegazione” (2Pt 1,20). Dunque, se mi posso permettere, continua la tua ricerca, ma senza esclusioni, soprattutto di cose così importanti e necessarie.
Per quanto riguarda il nostro destino dopo la morte, puoi rileggerti Mt 25,31-46 (saremo giudicati su quanto la nostra fede avrà guidato la nostra capacità di amare gli altri: dalla nostra libera scelta deriverà il nostro essere con Dio o lontani da lui) e 1Cor 15 (alla fine della storia tutto il nostro essere, anima e corpo, sarà trasfigurato e parteciperà alla vita di Dio). Il chiaro presupposto a tutto questo è che la morte non è la fine di tutto, ma solo il passaggio alla vita definitiva: il corpo è abbandonato in attesa della resurrezione, mentre il principio spirituale, l’anima, rimane e riceve il destino che si è scelta, pro o contro Dio: basta rileggere Mt 22,23-32. Spero questa volta di essere stato chiaro. Un saluto e a presto!!!
Don Gianni Gualtieri

gabriella
lunedì, 21 novembre 2011 - 20:10

Ti ringrazio per la pazienza, ho capito ciò che vuoi dire, però mi sembra saggio indagare e saggiare prima di associarmi ad un gruppo, altrimenti dimostrerei di essere facilmente influenzabile e rischierei di aggregarmi al primo che me lo propone, non credi? Ecco perché insisto nell’avere risposte scritturali, e se le contesto o non le capisco qualche volta è solo perché trovo delle discordanze con altri versi della Bibbia stessa, non contesto dal mio punto di vista.
Per es: Salmi 37:[9] poiché i malvagi saranno sterminati,
ma chi spera nel Signore possederà la terra.
[10] Ancora un poco e l’empio scompare,
cerchi il suo posto e più non lo trovi.
[11] I miti invece possederanno la terra
e godranno di una grande pace.

Se i malvagi non ci saranno più e i miti possederanno la terra, a chi e a cosa si riferisce?
Io accetto la tua interpretazione, ma deve essere in armonia col pensiero di Dio e non con il nostro.
Inoltre leggo con grande gioia il verso [29] che dice: “I giusti possederanno la terra
e la abiteranno per sempre”. Cosa vuol dire?

gabriella
lunedì, 28 novembre 2011 - 00:37

Ora mi viene in mente che anche la preghiera del Padre Nostro dice: venga il tuo Regno come in cielo così in terra. Quindi in terra potremo essere liberi dai cattivi e malvagi e potremo vivere per sempre? Mentre in cielo ci sono i Santi con Gesù gli angeli e Dio? Spiegami
Con rispetto Gabriella

gianni
giovedì, 1 dicembre 2011 - 18:55

Cara Gabriella
ti invio questo breve post per farti sapere che non sono sparito, ma mi trovo in questi giorni costretto da alcune scadenze impellenti e quindi senza tempo da dedicare a te: non ti scoraggiare, se ti interessa ancora sapere la mia opinione ti chiedo solo di attendere ancora per poco.
Scusa ancora e a presto!!!
Don Gianni Gualtieri

gabriella
venerdì, 2 dicembre 2011 - 01:24

sei sempre molto gentile, certo che aspetto….non avere ansia …..ti aspetto tranquillamente
con affetto Gabriella

gabriella
giovedì, 8 dicembre 2011 - 14:22

Carissimo Gianni, in attesa che tu trova il tempo per rispondermi, ti propongo un’altro quesito. Questa mattina 8-12-11 su RAI 1 si è parlato tanto della Madonna di Medjugorje, non ho sentito una cosa giusta in tutta l’intervista paragonandola con ciò che Dio stesso dice nella sua Parola Scritta. Prima perchè hanno detto e confermato da religiosi che questa adorazione è necessaria per ottenere la salvezza e che le preghiere e i rosari ripetuti in questi raduni servono sempre per la salvezza. La mia perplessità sta in questi versi:…. Nel Vangelo di Matteo 6:[5] dice: ” Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa.
[6] Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
[7] Pregando poi, non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole.
[8] Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate”.
Come vedi Gesù nel verso 7 parlando delle preghiere dice chiaramente che non dobbiamo pensare di essere ascoltati a forza di parole. Inoltre è la nascita di Gesù che ci porta alla salvezza. Solo così poteva essere provveduto un riscatto adeguato, in grado di liberarci dal peccato e dalla morte come dice S. Paolo in 1 Tim. 2: [5]“Uno solo, infatti, è Dio e uno solo il mediatore fra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù, [6] che ha dato se stesso in riscatto per tutti”. Cosa devo dedurre? Una cosa ho pensato, quella di venirti a trovare a Prato, perchè la’ abitano un fratello di prime nozze e 3 di seconde nozze di mio padre. Ed è tanto che non li vedo se non tramite Skipe. Che ne pensi? Così non ti do più noia…….ahahah
Con affetto Gabriella

gianni
martedì, 13 dicembre 2011 - 10:13

Cara Gabriella
prima le cose importanti: se vieni a Prato mi farebbe un grande piacere. Per me però sarebbe meglio dalla seconda parte di gennaio in poi, perché prima sono messo un po’ male con i tempi, come hai potuto già constatare… Allora ti aspetto, fammi sapere: dal vivo è sempre meglio che per via mediatica…
Ed ora a noi. Una premessa: non riporterò il testo biblico, ma ti darò solo le citazioni, altrimenti più che un post diviene un’enciclopedia…
Riguardo al tema della vita dei giusti sulla terra, mi rifaccio da lontano. Come si può vedere da molti testi (uno per tutti Is 38,10-20, il cantico di Ezechia) fino all’inizio del III secolo a.C. il popolo ebraico non credeva nella vita piena oltre la morte: una volta terminata la vita del corpo, rimaneva una esistenza infima e senza valore nello Sheol, il principio spirituale (o anima) non era immortale. Solo con la rivolta dei maccabei (di cui si parla in 1 Mac e 2 Mac) questa credenza, presente tra i popoli vicini, venne accolta anche dalla fede del popolo di Dio (2 esempi: Dan 12,2, scritto proprio in quell’epoca; Mt 22,23-33, Mc 12,18-27 e Lc 20,27-40 dove Gesù contrasta la fede tradizionalista dei sadducei che non avevano accolto la credenza nella vita oltre la morte). Dunque i testi che hai citato tu non vogliono indicare che oltre la morte potremo vivere su questa terra in una specie di paradiso terrestre, ma che l’autore sacro spera in Dio perché possa farlo vivere prima della morte in un mondo finalmente giusto e pieno della sua pace. La credenza di cui parli tu non è presente nella Scrittura: nella tradizione cristiana talvolta essa si è presentata (creando sempre nella storia un sacco di danni…) come interpretazione di uno dei testi più difficili di tutta la Bibbia: Ap 20,2, ovvero il testo che parla dei “mille anni” precedenti alla sconfitta definitiva di Satana. A cosa si riferiva l’autore dell’Apocalisse? Per essere sinceramente brutali, nessuno lo sa, perché, dal momento che l’autore usa, un linguaggio altamente simbolico è molto difficile dare una spiegazione. Ma rimane vero che non si può costruire una credenza così impegnativa come quella del paradiso da vivere su questa terra alla fine dei tempi su un unico testo, scritto in linguaggio simbolico e di difficile interpretazione.
Riguardo al tema della devozione a Maria. Qui il tema si fa più complesso: prima di tutto, se il frate (o chi per lui) ha detto le cose che hai riportato proprio in quel senso, allora il frate è un eretico contrario alla fede cristiana cattolica. Nella riflessione cattolica (e anche ortodossa) il culto dei santi (e quello di Maria in particolare) ha sempre un significato subordinato: i santi non si adorano, si venerano (ovvero si ha per loro un atteggiamento interiore diverso rispetto a quello che si ha per Dio: li si riconosce come tramite verso di lui, ma mai come suoi sostituti). Qualcosa di analogo si ha anche nell’ebraismo verso le grandi figure della storia sacra: basta vedere Siracide 44-50, dove vi è l’elogio degli antenati illustri. Certo in quel caso non si tratta di preghiera rivolta a quelle figure, ma l’autore del Siracide non credeva ancora alla vita oltre la morte… Nel Nuovo Testamento c’è un indizio di questo nel Magnificat: Lc 1,48 “D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata”. Il culto dei santi poi si è sviluppato nell’epoca immediatamente successiva a quella degli apostoli: in essa si è compreso che pregare Dio attraverso l’intercessione di santi non è contrario alla fede. Come Mosè intercedeva per il popolo quando era in vita (Es 32,7-14: dopo l’intercessione di Mosè egli si pente del male che aveva minacciato di fare), può farlo anche dopo la morte!!! Certo, troppo spesso la devozione a Maria e ai santi è stata fraintesa e ha degenerato: ma questo non inficia il principio buono che vi sta sotto.
Mi dispiace, è venuto fuori un romanzo, ma spero che ti possa servire. Se qualcosa è risultato troppo sintetico e poco chiaro fammi sapere.
A presto!!! Don Gianni Gualtieri

gabriella
martedì, 20 dicembre 2011 - 11:49

Caro Gianni,
E’ vero la tua lettera è lunga ed è stata complicata per me, vedrò di risponderti in base alle mie ricerche online che tu mi aiuterai a capire. Prima di rispondere alla tua lettera devo fare una premessa.
Tu trovi difficile spiegare i simbolismi, ma la lettura regolare e profonda della Parola di Dio non dovrebbe aiutarci a comprendere anche i simbolismi? Visto che la Parola di Dio stessa dice che serve per essere preparati per la salvezza e pronti a fare ogni opera buona. Anche S. Paolo lodò i Bereani in Atti 17: [11]” Questi erano di sentimenti più nobili di quelli di Tessalonica ed accolsero la parola con grande entusiasmo, esaminando ogni giorno le Scritture per vedere se le cose stavano davvero così.” Sembra che controllando le scritture potevano capire meglio e non solo ascoltando i discepoli.
Per es: leggendo Apocalisse 17: [1] dove dice: “Vieni, ti farò vedere la condanna della grande prostituta che siede presso le grandi acque.” e confrontandolo col versetto [15] “Le acque che hai viste, presso le quali siede la prostituta, simboleggiano popoli, moltitudini, genti e lingue” come vedi è la bibbia stessa a spiegare che le grandi acque sono moltitudini di gente. Così è per gli altri simbolismi.
Anche il libro di Daniele, parla di bestie di corna ecc, ma alla fine ne spiega chi rappresentano, ed è un aiuto anche per capire Apocalisse. E’ vero che non tutti avrebbero capito, Gesù fu esplicito quando disse “ Hanno occhi ma non vedono e orecchi ma non sentono, ma disse anche qual’era il motivo. Non era la difficoltà di capire la Bibbia, visto che l’aveva data anche a persone illetterate e comuni, come gli apostoli.
Per quanto riguarda i Maccabei sai che sono libri apocrifi vedi http://camcris.altervista.org/apocrifi.html
Riguardo a Maria, adorare o venerare, non è la stessa cosa? Soprattutto dagli atteggiamenti dei fedeli. In quanto all’intercedere non sono più valide le parole di S. Paolo ? in 1 Timoteo 2: :[5]” Uno solo, infatti, è Dio e uno solo il mediatore fra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù.

gianni
giovedì, 22 dicembre 2011 - 12:01

Cara Gabriella
tu citi Ap 17,1 e poi 17,15 nel quale si spiega il simbolismo delle grandi acque, ma non quello della prostituta: non tutti i simboli sono spiegati (è chiaro che la prostituta non è la città di Babilonia, quella storica, ma è un simbolo che rimanda ad un’altra città, ma quale? Roma, Gerusalemme, o cos’altro?). Nessun testo è così autosufficiente da non avere bisogno, per essere compreso, anche di conoscere qualcosa da altri testi e, insieme, anche della riflessione del lettore sui dati che il testo fornisce.
Sono d’accordo su quanto dici a partire da At 17,11: la fede cristiana nasce dalla reciproca interazione della Parola ascoltata dalla proclamazione viva e di quella letta e scrutata nel testo (vedi anche Lc 10,26: al dottore della legge che gli chiede cosa deve fare per ereditare la vita eterna Gesù pone davanti proprio la Scrittura con il suo testo: Cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?).
Riguardo il sito che mi hai fatto vedere sui libri dei Maccabei, mi dispiace, non sono d’accordo: sarebbe lungo da confutare, ma è pieno di realtà del tutto sbagliate spacciate per conclusioni pseduoscientifiche.
Scusa se sono brutale, ma non ti fidare!!! Faccio solo due brevi considerazioni:
1) i libri di Tobia e Giuditta non sarebbero storici e questa sarebbe la prova che non sono ispirati? E allora? Il libro di Giona è storico? Eppure è ispirato! E il libro di Ester? Perché dovrebbe essere ispirato visto che è dello stesso genere letterario di Tobia e Giuditta, e non vi è niente di storico nemmeno in quello? Non sono solo le aggiunte che creano apparente contraddizione con il resto: e poi, se fosse così, il Pentateuco sarebbe da buttare, viste le infinite apparenti contraddizioni che vi sono!!!
2) nella lettera di Giuda (vv. 14-15) si cita come ispirato il libro di Enoc, da tutti ritenuto apocrifo tranne che dalla chiesa etiope: la Scrittura non sa nemmeno quello che è ispirato e quello che non lo è? Ma non si deve leggere la Scrittura così, noi non abbiamo verso il testo il tipo di comprensione che i nostri fratelli musulmani hanno verso il Corano: il testo non è mai da leggere isolato, ma sempre nella comprensione viva che ne ha la comunità dei credenti, la chiesa. Quindi, il fatto che gli autori del Nuovo Testamento non citano esplicitamente nessun testo deutero-canonico non significa nulla sul loro valore di testo ispirato!!!
Scusami se su questo sono stato un po’ duro, ma sono diventato sempre più intollerante verso questo modo apparentemente scientifico, ma in realtà ideologico di parlare.
Quando verrai a Prato ne parleremo a voce con più precisione!!!
Riguardo il culto a Maria: adorare e venerare non sono la stessa cosa!
Venerare è un verbo che parla di un atteggiamento che l’uomo può legittimamente avere verso altri uomini, viste le loro straordinarie capacità e qualità: San Francesco, Dante, ecc.
Adorare è il verbo che vuole esprimere l’atteggiamento dell’uomo verso Dio in quanto Dio: ed è solo per lui, altrimenti diventa idolatria!
Con la venerazione non è in nulla scalfita l’unicità della mediazione di Gesù: io venero come santi quelle persone che, attraverso la loro vita, mi rimandano sempre e solo a Gesù, perché mi aiutano a comprendere come anch’io posso vivere il Vangelo come hanno fatto loro.
Scusa, è venuto per l’ennesima volta un post chilometrico: spero che ti possa essere comunque di aiuto!!
A presto e buon Natale!!!
Don Gianni Gualtieri

gianni
giovedì, 22 dicembre 2011 - 16:08

Cara Gabriella, vorrei aggiungere una cosa di chiarimento: il sito che mi hai segnalato e’ un sito degnissimo, ma ricorda che e’ importante fare in modo che le opinioni teologiche siano distinte dalle considerazioni storiche ed esegetiche. Ti faccio un esempio: il culto dei santi non e’ contrario a quanto proposto dalla Scrittura, ma non si trova sic et sempliciter in essa. Così molte delle cose che si trovano in quella pagina di internet sono considerazioni teologiche che forzano i dati della storia e della lettura dei testi per avallare il proprio modo di leggere i testi. Spero che questo possa esserti di aiuto nella tua ricerca! A presto e ancora buon Natale! Don Gianni Gualtieri

gabriella
venerdì, 23 dicembre 2011 - 11:11

Caro Gianni, anche io vorrei dei chiarimenti, perchè mi sembra di andare indietro piuttosto che avanti. Certo che ce la metti tutta per confondermi. Non capisco più quanti intercessori ci sono per arrivare a Dio, la gente venera la Madonna e non sa la differenza tra venerare e adorare, visto che i riti sono gli stessi, non vedo la differenza. Ora piuttosto che fare ricerche preferisco fare domande. Non so se chiederti secondo te o secondo Dio, ma dimmi con chiarezza “È giusto venerare i “santi” come intercessori presso Dio, e magari servirsi di immagini dei santi come sussidio per il culto?

gianni
martedì, 27 dicembre 2011 - 18:51

Cara Gabriella
hai ragione quando dici che spesso la gente non distingue tra “adorare Dio” e “venerare Maria e i santi” e di questo certo la maggior colpa la porta proprio la mia categoria: troppo spesso noi preti abbiamo “paura” di aiutare la nostra gente a comprendere la differenza essenziale tra questi 2 aspetti, perché temiamo la loro reazione. Ma la situazione è talvolta meno tragica di quello che sembra: per la mia esperienza normalmente chi non sa distinguere (in maniera istintiva certo, non riflessa) è perché ha una immagine di Dio molto lontana da quella del Dio rivelato da Cristo e molto più simile a quella delle religioni naturali (un vago essere supremo che ci dobbiamo ingraziare perché ha un grande potere e può sempre essere utile averlo dalla propria parte), e, quindi, avrebbe bisogno di un cammino di comprensione e avvicinamento serio generale alla fede e alla Scrittura, e non solo riguardo il culto dei santi. E qui ritorna la debolezza della nostra categoria: per la mia esperienza, troppa burocrazia ecclesiastica ci limita nell’essere veri testimoni della Parola che salva.
Comunque, tu mi chiedi il parere sul culto dei santi: e io ti rispondo. Sì, per me è giusto venerare i santi come intercessori, come era giusto per Stefano pregare Dio a favore dei suoi persecutori (At 7,60) e per Paolo chiedere ai romani preghiere a Dio per la sua missione (Rom 15,30): ciò che essi facevano quando erano vivi, certamente possono farlo entrati nel regno di Dio.
Riguardo alle immagini, ti citerò solo il testo che la Chiesa orientale utilizzò per difendersi contro gli iconoclasti (coloro che non volevano la venerazione delle immagini). 1Gv 1,1-3: “Quello che era da principio, quello che noi abbiamo udito, quello che abbiamo veduto con i nostri occhi, quello che contemplammo e che le nostre mani toccarono del Verbo della vita – la vita infatti si manifestò, noi l’abbiamo veduta e di ciò diamo testimonianza e vi annunciamo la vita eterna, che era presso il Padre e che si manifestò a noi -, quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. E la nostra comunione è con il Padre e con il Figlio suo, Gesù Cristo.” Se Dio si è fatto visibile in Gesù, allora è possibile rappresentare la sua immagine umana e presentarla come tramite all’invisibile e irrapresentabile Dio, così come attraverso i gesti e la parole di Gesù si poteva incontrare Dio (in ragione del mistero dell’incarnazione) mentre egli passava per le strade della Palestina.
Un saluto e a presto!!!
Don Gianni Gualtieri

gabriella
martedì, 24 gennaio 2012 - 11:01

Caro Gianni, sapessi quanto mi hai fatto studiare per capire qualcosa!!! Ho anche ringraziato Dio per la tecnologia di oggi, perché leggendo online la Bibbia, mi ha agevolato tanto questa ricerca. E’ per questo che ho aspettato tanto per risponderti.
Quindi parto subito dicendoti: Se l’hai constatato anche tu che la maggioranza delle persone non distingue tra “adorare Dio” e “venerare Maria e i santi”, mi chiedo: in 2000 anni come è potuto accadere questo? Perché temere la reazione della gente? E’ come temere di educare un figlio per paura della sua reazione, prima o poi se ne pagano le conseguenze. Si, perché, non le religioni, ma il Creatore stesso dice al riguardo in Esodo 20: [2] “Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla condizione di schiavitù, [3] non avrai altri dei di fronte a me. [4] Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. [5] Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso”.
In questo momento mi sento come S. Paolo quando entrando ad Atene provò questi sentimenti:
Atti 17: [16] “Mentre Paolo li attendeva ad Atene, fremeva,( cioè era molto agitato) nel suo spirito al vedere la città piena di idoli.”
Il fatto che dici, che è giusto venerare i santi come intercessori prendendo in es. Stefano, mi torna strano, perché lì vedo semplicemente chiedere a Dio di perdonare ciò che stavano facendo a lui, non dice di intercedere per loro. Infatti come cattolici si chiede a Dio di intercedere per noi e mai per i nostri nemici. In quanto a Romani 15:30 mi sembra che S. Paolo chiedeva di essere menzionato nelle preghiere perché era in difficoltà , come io prego per figli, genitori e amici ecc. quando sono in difficoltà, e pregando mi rivolgo sempre a Dio solo tramite l’unico mediatore Gesù Cristo. Come S.Paolo stesso dice in:
1 Tim. 2:5 “Vi è un solo Dio, e un solo mediatore fra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù”.
Mi sono stati di aiuto anche questi altri versi:
Ebrei7.21-25— 22 Gesù è anche divenuto garante di un patto migliore. 23 Inoltre, molti dovettero divenire sacerdoti [in successione] perché la morte impediva loro di rimanere tali, 24 ma egli, siccome rimane vivente per sempre, ha il proprio sacerdozio senza successori. 25 Di conseguenza egli può anche salvare completamente quelli che si accostano a Dio per mezzo suo, perché è sempre vivente per intercedere a loro favore.
Rom. 8:34 “Cristo Gesù è colui che morì, sì, anzi colui che fu destato dai morti, che è alla destra di Dio, il quale anche intercede per noi”.

1 Giov. 2:1 “Figliuoletti miei, vi scrivo queste cose affinché non commettiate peccato. Eppure, se qualcuno commette peccato, abbiamo un soccorritore presso il Padre, Gesù Cristo, il giusto”.
Giovanni 14:6
Gesù gli disse: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.
Con il dovuto rispetto, Gabriella

gianni
lunedì, 30 gennaio 2012 - 19:14

Cara Gabriella
come sempre le tue risposte sono stimolanti. Prima di tutto, complimenti perché hai scelto dei passi veramente significativi e importanti e che sono fondamento della fede per ogni cristiano. Questo però non esclude quello che ti dicevo: la preghiera ai santi è una preghiera di intercessione, li si prega perché affianchino e sostengano la nostra preghiera a Dio, non è mai una preghiera che ha il suo termine nella figura stessa del santo. E questo, scusami, è proprio il caso di Paolo (e in parte anche di Stefano): c’è qualcuno che prega Dio a favore di qualcun altro. Paolo chiede ai romani di pregare Dio a suo favore; Stefano prega Dio a favore dei nemici (e anche molti cattolici lo fanno, anche chiedendo l’intercessione dei santi, come Giovanni Gualberto che perdonò l’uccisore del fratello pur avendolo scovato e avendolo davanti a se inerme): è la stessa logica dell’intercessione dei santi. Il credente prega perché il santo sia suo intercessore presso Dio. Talvolta, vi può essere una percezione sbagliata in qualcuno: è vero, ma questo non rende sbagliato il principio, deve solo stimolarci ad aiutare questa persona ad avere una fede veramente cristiana (e non ci siamo riusciti sempre…).
Riguardo poi all’uso delle immagini, confesso che a me talvolta aiutano a pregare (non certamente ogni tipo di immagine religiosa…, ve ne sono di terribili perché troppo superficiali o troppo intellettuali, o semplicemente troppo brutte…): a Firenze in questi giorni nel Battistero (con i suoi meravigliosi mosaici che hanno ispirato anche Dante nella stesura della Commedia) erano esposte alla venerazione sia estetica che religiosa tre icone russe tra cui una del grande Andrej Rublev. Confesso che la bellezza dell’immagine che interpretava e attualizzava il testo della Scrittura (era il tema dell’ascensione, At 1,1-11) mi ha aiutato a pregare e a comprendere qualcosa del mistero di Dio svelato dalla Parola.
Un saluto e a presto!!!
Don Gianni Gualtieri

P.S. Questa volta mi scuserai, ti rimando ad un solo testo:
Es 32,7-14:
7 Allora il Signore disse a Mosè: “Va’, scendi, perché il tuo popolo, che hai fatto uscire dalla terra d’Egitto, si è pervertito. 8 Non hanno tardato ad allontanarsi dalla via che io avevo loro indicato! Si sono fatti un vitello di metallo fuso, poi gli si sono prostrati dinanzi, gli hanno offerto sacrifici e hanno detto: “Ecco il tuo Dio, Israele, colui che ti ha fatto uscire dalla terra d’Egitto”". 9 Il Signore disse inoltre a Mosè: “Ho osservato questo popolo: ecco, è un popolo dalla dura cervice. 10 Ora lascia che la mia ira si accenda contro di loro e li divori. Di te invece farò una grande nazione”.
11 Mosè allora supplicò il Signore, suo Dio, e disse: “Perché, Signore, si accenderà la tua ira contro il tuo popolo, che hai fatto uscire dalla terra d’Egitto con grande forza e con mano potente? 12 Perché dovranno dire gli Egiziani: “Con malizia li ha fatti uscire, per farli perire tra le montagne e farli sparire dalla terra”? Desisti dall’ardore della tua ira e abbandona il proposito di fare del male al tuo popolo. 13 Ricòrdati di Abramo, di Isacco, di Israele, tuoi servi, ai quali hai giurato per te stesso e hai detto: “Renderò la vostra posterità numerosa come le stelle del cielo, e tutta questa terra, di cui ho parlato, la darò ai tuoi discendenti e la possederanno per sempre”".
14 Il Signore si pentì del male che aveva minacciato di fare al suo popolo.

Il testo parla di una intercessione fatta da Mosè a favore di Israele: Dio accetta questa intercessione. Il caso è analogo, anche se non identico: ricordati che all’epoca in Israele non si credeva ancora nella vita oltre la morte e, quindi, gli unici che potevano intercedere erano i vivi.

gabriella
venerdì, 3 febbraio 2012 - 12:35

Caro Gianni,
Riguardo S. Paolo, era lui che chiedeva ai fratelli di fede di pregare per lui che era in difficoltà, non pregava ai Santi, e quelle persone non erano morte o beatificate. Riguardo Stefano lui stesso pregava Dio e non a qualche santo . Inoltre lo ripeto ancora in 1 Timoteo 2: :[5]” Uno solo, infatti, è Dio e uno solo il mediatore fra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù”. Vogliamo interpretare le parole così chiare, come in questo verso, dove dice che (uno solo, uno solo, uno solo) E’IL MEDIATORE. Devo pensare che Dio sia così contorto da scrivere UNO SOLO per intendere migliaia di intercessori? Scusami, non ci posso credere che DIO sia così complesso nello scrivere una lettera ad ognuno di noi suoi figli, per aiutarci a fare la sua volontà.

gabriella
venerdì, 3 febbraio 2012 - 12:54

Scusami, ma ho ripensato , letto e riletto questi versi e non potevo fare a meno di rendertene partecipe, non perché tu non li conosci, ma affinché me ne spieghi la ragione.
Isaia 42: 8 ” Io sono il Signore: questo è il mio nome; non cederò la mia gloria ad altri,
né il mio onore agli idoli. “
Isaia prosegue indicando che chi fa un’immagine dipende interamente da materiali e processi naturali creati da Dio e sinceramente tutti i Santi vengono rappresentati e riprodotti da ogni tipo di materiale inanimato e in Isaia 44: [14] dice: “ Egli si taglia cedri, prende un cipresso o una quercia che lascia crescere robusta nella selva; pianta un frassino che la pioggia farà crescere. [15] Tutto ciò diventa per l’uomo legna da bruciare; ne prende una parte e si riscalda o anche accende il forno per cuocervi il pane o ne fa persino un idolo e lo adora, ne forma una statua e la venera. [16] Una metà la brucia al fuoco, sulla brace arrostisce la carne, poi mangia l’arrosto e si sazia. Ugualmente si scalda e dice: “Mi riscaldo; mi godo il fuoco”. [17] Con il resto fa un dio, il suo idolo; lo venera, lo adora e lo prega: “Salvami, perché sei il mio dio!”. [18] Non sanno né comprendono; una patina impedisce agli occhi loro di vedere e al loro cuore di capire. [19] Essi non riflettono, non hanno scienza e intelligenza per dire: “Ho bruciato nel fuoco una parte, sulle sue braci ho cotto perfino il pane e arrostito la carne che ho mangiato; col residuo farò un idolo abominevole? Mi prostrerò dinanzi ad un pezzo di legno?”. [20] Si pasce di cenere, ha un cuore illuso che lo travia; egli non sa liberarsene e dire: “Ciò che tengo in mano non è forse falso?”.
Gianni secondo te può un pezzo di legno liberare qualcuno? No di certo. Solo Dio può farlo. Com’è possibile idolatrare cose inanimate? Isaia spiega che il vero problema sta nel cuore. Questo non è il mio pensiero o insegnamenti di uomini, ma è Dio stesso che parla ad Isaia.
Amo Dio e spero che si percepisca. Gabriella

gianni
venerdì, 10 febbraio 2012 - 11:26

Cara Gabriella
innanzitutto un ringraziamento per la tua pazienza nell’attendere i miei tempi di risposta!
Poi entro subito nel vivo: per ogni cristiano non c’è che un solo mediatore presso il Padre, Gesù Cristo (vedi 1Tim 2,5). Per cui sono del tutto d’accordo con te quando ripeti UNO SOLO, UNO SOLO, UNO SOLO… E questo era vero anche per Paolo: il quale, però, quando si trattava di chiedere l’aiuto a Dio si affidava anche all’intercessione dei suoi amici. Quindi, anche per Paolo, richiedere l’aiuto di amici credenti che fossero di tramite a Dio non era contrario all’unicità della mediazione di Cristo. Sul fatto che gli amici di Paolo presso la comunità di Roma fossero vivi e che i santi canonizzati sono morti e sepolti, è qualcosa che depone a vantaggio della mia argomentazione: i santi sono per definizione già nel Regno di Dio e, quindi, a maggior ragione possono essere degli amici che pregano Dio per me. Essi sono ormai oltre la possibilità di peccare e, quindi, la loro preghiera è più pura. Ripeto: SONO DEGLI AMICI VICINI A DIO CHE PREGANO CRISTO PER ME.
Riguardo ancora alle immagini: nessuno adora l’immagine, o ritiene che essa abbia un valore divino. Si tratta anche qui di mediazioni che rimandano alla realtà rappresentata.
Durante la lotta per le immagini che dilaniò l’oriente cristiano (VIII e IX secolo) raccontano dell’imperatore di Bisanzio che, dopo aver arrestato un monaco che non aveva distrutto le immagini, prese una icona e ci camminò sopra, dicendo: “Sto solo calpestando un’immagine che è proibita dalla Scrittura”. Al che il monaco prese una moneta con l’effigie dell’imperatore e ci sputò sopra e disse: “Sto solo mettendo un pò di saliva su una immagine!”. Le fonti narrano che l’imperatore non ci rimase molto bene
Si tratta solo di una storiella, ma che può far capire quale sia il valore della immagini: si tratta di un rimando alla visibilità dell’umanità di Gesù. Certo, nell’Antico Testamento vi é la proibizione delle immagini: ma nell’Antico Testamento vi sono molte leggi che sono state superate da Cristo e dalla sua opera; il sabato (trasferito solo in parte alla domenica), le leggi legate al culto, le leggi civili e sociali (per le quali da sempre vige il principio di interpretazione, noi cristiani non abbiamo la lettura integrale e letteralista dei nostri fratelli musulmani in fatto di questioni di legge civile), le leggi sulla purità, ecc. Fin dall’epoca immediatamente subapostolica i credenti hanno ritenuto che fosse possibile rappresentare Dio perché Egli si era fatto carne, e, quindi, visibile, in Gesù (ricorda sempre 1Gv 1,1-3: Dio si è fatto VISIBILE. CIO’ CHE E’ VISIBILE PUO’ ESSERE RAPPRESENTATO).
Comprendo il tuo grido di fede in Dio e il tuo desiderio di essergli fedele, e ti ringrazio per questo perché è anche per me un esempio e uno stimolo: penso, però, che una sana e semplice preghiera di intercessione ai santi e una sobria venerazione delle immagini non solo non contraddice la Scrittura ma ne è una giusta conseguenza.
Un saluto e a presto!!!
Don Gianni Gualtieri

gabriella
lunedì, 13 febbraio 2012 - 12:33

Caro Gianni,
Di pazienza ne hai tanta anche tu, quindi non preoccuparti che io ti comprendo. Venendo al tuo post però, devo dire, che mai come ora sono sicura come dice S. Paolo in 1 Corinzi 14: [33]” Dio non è un Dio di disordine, ma di pace”. Quindi al di là delle nostre ricerche a me basta rivolgermi a Gesù per pregare e chiedere aiuto. Sono sicura che Dio ne è felice se ci rivolgiamo a Lui tramite suo figlio, dal momento che solo Gesù ha mandato qui sulla terra per dare la sua vita per noi. Inoltre non mi risulta che ognuno possa scegliere il suo mediatore.
Tu dici :(Riguardo ancora alle immagini: nessuno adora l’immagine, o ritiene che essa abbia un valore divino. Si tratta anche qui di mediazioni che rimandano alla realtà rappresentata.)
Se penso quello che si fanno davanti ai vari santuari, mi chiedo come hai potuto dire una cosa simile!!. Siccome non amo le polemiche e le polemiche non edificano, ma i raffronti si. Chiudo il discorso.
Dio, tramite S. Paolo, disse ai Romani 13:[1] ” Ciascuno stia sottomesso alle autorità costituite; poiché non c’è autorità se non da Dio e quelle che esistono sono stabilite da Dio.
[2] Quindi chi si oppone all’autorità, si oppone all’ordine stabilito da Dio. E quelli che si oppongono si attireranno addosso la condanna. 3] I governanti infatti non sono da temere quando si fa il bene, ma quando si fa il male. Vuoi non aver da temere l’autorità? Fà il bene e ne avrai lode, [4] poiché essa è al servizio di Dio per il tuo bene. Ma se fai il male, allora temi, perché non invano essa porta la spada; è infatti al servizio di Dio per la giusta condanna di chi opera il male.”

Sai perché ho messo questi versi? Perché come hai scritto tu, coloro che a causa della lotta contro le immagini,HANNO DILANIATO L’ORIENTE, evidentemente erano persone che non conoscevano il volere di Dio. Come hai notato dai versi, Dio vuole che ubbidiamo ai governanti e ne siamo sottomessi e non provocatori. Solo non dobbiamo fare compromessi qualora al cristiano gli viene chiesto cose contro la Sua volontà. Tutto ciò, deve comunque essere fatto, in maniera pacifica, ubbidendo a Dio senza rivoltarsi, ribellarsi contro nessuno. Anche oggi succedono e succederanno cose da pazzi solo perché si ignora il pensiero di Dio, infatti Gesù predisse anche questo in Giovanni 16:2 “Verrà l’ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio.” I pazzi ci sono e ci saranno . Le Crociate ci sono state, le inquisizioni pure ecc ecc. L’uomo ha sempre avuto la tendenza di fare di testa propria, ecco perché mi aggrappo sempre più a Dio tramite la sua Parola.

gabriella
domenica, 26 febbraio 2012 - 22:59

Ciao Gianni, che ti è successo? Spero tu stia bene, è da tanto che non ti sento. Non avrai avuto anche tu l’influenza!!! Con la speranza che tutto vada ok, ti auguro ogni bene e un buon rientro. Mi mancano le nostre conversazioni, mi aiutavano a leggere e fare ricerche sulla Bibbia e mi sentivo più vicina a Dio.

gabriella
domenica, 26 febbraio 2012 - 23:01

Il commento è subito volato via e non ho fatto in tempo a salutarti. Quindi ti saluto con affetto fraterno Gabriella

gianni
mercoledì, 29 febbraio 2012 - 15:39

Cara Gabriella
grazie dell’interessamento, segno di un legame che, alimentato dalla Parola di Dio, si manifesta come amicizia nel Signore.
In questo mese di febbraio sono stato bloccato da varie disavventure: una breve influenza, qualche problema di connessione (la mia nuova sistemazione logistica ha lasciato qualche strascico anche sull’accesso a internet), uno scampato pericolo da un incidente grave con la macchina (io sto benissimo, la macchina no…) che ha portato con se un sacco di problemi burocratici e insieme la necessità di comprare un nuovo mezzo…
Per questo mi scuso non solo con te, ma anche con tutti coloro che magari attendono qualche nuova indicazione bibliografica delle pubblicazioni recenti: in questo mese non me ne sono potuto occupare. Comunque, domani comincia il mese di marzo e spero di poter ricominciare con regolarità non solo a rispondere a te, cara Gabriella, ma anche a riprendere la recensione delle novità editoriali più interessanti.
Riguardo alla tua ultima mail: io ho esperienze contrastanti in riferimento ai santuari che ho visitato. In alcuni ho davvero respirato la semplicità e la radicalità del Vangelo (basta pensare alla relazione che si crea tra malati e sani a Lourdes: in nessun altro posto al mondo ho sperimentato una comunione così profonda e e davvero evangelica); in altri sono rimasto deluso davanti alla superficialità e talvolta anche alla venalità della gestione di questi luoghi. Come vedi, un po’ come tutte le cose della vita, aspetti positivi e aspetti negativi. Certamente ho imparato a non giudicare chi si avvicina al Signore in cerca di una guarigione anche materiale, o per trovare sollievo fuori dalla ordinarietà della vita di tutti i giorni. A questo proposito basta guardare all’atteggiamento di Gesù: egli accoglie coloro che lo cercano anche per motivi pratici (Mc 2,1-12: il paralitico calato dal soffitto. Gesù lo perdona vedendo la fede di coloro che lo avevano calato davanti a lui), senza nascondere loro che devono purificare le loro intenzioni (Gv 6,26: “voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato dei pani e vi siete saziati”; a questo episodio segue la lunga catechesi sul pane di vita che arriva fino alla fine del capitolo 6). Questo cerco di fare con coloro che sono affascinati dai luoghi o dalle figure legate all’attività di guarigione: non giudicare, ma aiutare a capire che il Signore spesso ci fa comprendere che quello che può fare è molto di più di una semplice guarigione, può donarci la sua presenza che ci aiuta a camminare con il fardello della nostra sofferenza.
Un saluto e a presto!!!
Don Gianni Gualtieri

gabriella
sabato, 3 marzo 2012 - 12:24

Caro Gianni,

Mi dispiace delle vicissitudini che hai dovuto affrontare, vedrai che il buon Dio ti aiuterà sicuramente. Dal tuo post mi sembra di aver capito che sei anche un CRITICO LETTERARIO, quindi immagino il tuo bel da fare.
Ritornando all’idolatria ti ho già citato Esodo 20:1-5 Non dirmi che è scritto nel Vecchio Testamento, perché questo principio lo ritroviamo ripetutamente anche nel Nuovo Testamento, come vedi in Atti 10:25, 26 dice: “Mentre Pietro stava per entrare, Cornelio andandogli incontro si gettò ai suoi piedi per adorarlo. Ma Pietro lo rialzò, dicendo: “Alzati, anch’io sono un uomo!” (Dal momento che Pietro non approvò tale adorazione quando era presente di persona, ci incoraggerebbe ad inchinarci davanti a una sua immagine? Vedi anche Apocalisse 19:10, dove anche Giovanni quando si prostrò davanti l’angelo, questi lo implorò di non farlo, dicendo che solo a Dio si deve adorare).
Con tutto il rispetto dovuto, le tue emozioni o esperienza personale che hai davanti alle immagini, non mi chiariscono le idee, mia madre da buona cattolica si scorticava le ginocchia salendo le scale davanti ai vari santuari e non ti dico la gioia che provava. Altri davanti ai vari santuari fanno cose pazze dettate dalle loro emozioni che non ne voglio parlare perché è palese a tutti.
Quando tu dici: “Come vedi, un po’ come tutte le cose della vita, aspetti positivi e aspetti negativi ecc” Questo pressapochismo non insegna, nel momento in cui cerchi un principio o una legge, visto che la legge al riguardo o potuto notare che Dio ce l’ha data. Le proprie emozioni non stabiliscono una legge.
Tu dici di voler imitare Gesù: quando dici che egli accolse coloro che lo cercavano anche per motivi egoistici e citi (Mc 2,1-12) riferendoti al paralitico, e questo ti fa solo onore, ma Gesù (in questo caso) non ha stabilito un modello da seguire, lo si comprende dal fatto che Gesù dà modo alla folla, compresi i suoi oppositori, di assistere a una straordinaria dimostrazione che egli ha l’autorità di perdonare i peccati sulla terra e non semplicemente di fare miracoli visto che non ha condonato o accettato la loro condotta come vedi in Giovanni 6: [26]” Gesù rispose: “In verità, in verità vi dico, voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. [27] Procuratevi non il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita eterna, e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo”. Qui colse l’occasione per rimproverarli e insegnare che non era quello il giusto atteggiamento per adorare Dio. Questo è uno dei motivi per cui Gesù è venuto sulla terra, e lo fece tramite esempi pratici e insegnamento. L’altro scopo è quello di glorificare Dio come Lui stesso disse spesse volte.
Sebbene Gesù desse principalmente risalto alle verità che proclamava, mostrò nondimeno che le sue opere potenti avevano un’importanza relativa, basta dire che spesso non voleva si sapesse che aveva fatto miracoli, facendo sempre notare che esse servivano ad autenticare la sua missione e il suo messaggio. La loro importanza stava soprattutto nel fatto che adempivano le profezie.
Molti volevano trarre vantaggi personali dalla potenza di Dio, ma non avevano sinceramente fame di verità e di giustizia. Il loro cuore non era toccato dalla compassione e dalla benignità che motivavano tante opere potenti di Gesù e le scritture che lo confermano ce ne sono davvero tante.
Con tanto affetto e l’augurio di un presto ristabilimento in toto, ti saluto Gabriella

gianni
giovedì, 8 marzo 2012 - 12:38

Cara Gabriella
credo proprio che la fede di tua madre fosse tutto sommato una grande fede (anche se non teologicamente riflessa e argomentata)!!! Sul fatto delle immagini, mi sa che rimaniamo distanti nelle nostre riflessioni: tu sei più letteralista, io seguo la riflessione dei credenti cristiani dei primi secoli, i quali hanno ritenuto che l’incarnazione di Gesù giustificasse la possibilità di creare immagini che aiutassero nella meditazione e nella preghiera (se Dio si è fatto visibile in Gesù, 1Gv 1,1-3, allora si è fatto anche rappresentabile). Per questo il precetto della legge di Mosè sulle immagini è stato considerato “superato” nella sua letteralità come sono stati considerati “superati” i precetti che riguardano il culto (in riferimento al sacrificio degli animali o alle leggi sulla purità). NON SI ADORA L’IMMAGINE MA QUELLO CHE L’IMMAGINE RAPPRESENTA: mentre nel caso di Cornelio (At 10,25-26) il centurione intende adorare la persona stessa di Pietro (fa il gesto della PROSKYNHSIS che si faceva all’imperatore, in quanto divino, e agli dei…).
Per quanto riguarda il tuo lungo e bel discorso sul perché Gesù sia venuto in mezzo a noi, penso che sia condivisibile, anche se io ci aggiungerei che la sua presenza è stata soprattutto la manifestazione dell’interesse di Dio per l’uomo: la buona notizia del Vangelo è proprio questa (vedi ad esempio Rom 8,28-39, soprattutto i vv. 31b-34), Dio ha mandato il Figlio Gesù per salvare l’uomo, così che noi abbiamo Dio ben disposto verso di noi perché a essere dalla nostra parte c’è sempre Gesù che prende le nostre difese e ci dona la sua misericordia. E questo è possibile perché Gesù stesso è Dio (vedi Gv 1,1): l’inimicizia iniziata al sorgere della storia con il peccato dell’uomo è definitivamente dissolta. Ora il credente non sa solo ciò che Dio vuole da lui, ma possiede anche lo Spirito donato dal Cristo per poterlo realizzare (vedi ad esempio Rom 7,18-25 e 8,9-15).
Scusami se non ho riportato direttamente i passi nel testo, ma penso che sarebbe venuto giù troppo lungo!
Un saluto e a presto!!!
Don Gianni Gualtieri

P. S. E’ ancora valido l’invito per Prato, ora che sta cominciando la bella stagione!

gabriella
domenica, 11 marzo 2012 - 17:49

Caro Gianni,
Sono felice che grazie a decenni di lettura della Sacra Bibbia possa permettere di poter parlare con persone che amano Dio.
Quando tu dici che io sono letteralista, in effetti hai indovinato, è vero, io quando un padre mi dice di andare a prendere una cosa che gli serve, non ci giro intorno trovando ogni scusa perché non ho voglia di farla, ma vado e la faccio, perché credo fermamente che mio padre non si diverta a prendermi in giro. Quindi, quando mi dice di non commettere adulterio, NON LO COMMETTO, quando mi dice di amare il prossimo, NON MI GIUSTIFICO, ma lo amo indistintamente da razza nazionalità e cultura e se mi dice che vuole esclusiva devozione vedi Esodo 20:1.5, io penso di dovergli ubbidire. Se adoro Dio e non le immagini, in che modo posso sbagliato? Qual è il mio grande peccato? 1 Giov. 5:21 dice :“Figlioletti, guardatevi dagli idoli, o dai falsi dei” questo è cio che ho trovato su tutte le Bibbie online.
Tu dici che segui la riflessione dei credenti dei primi secoli e dici anche che nell’Antico Testamento vi sono molte leggi che sono state superate da Cristo e dalla sua opera, vedi il sabato ecc ecc. ma è nel Nuovo Testamento che ho trovato queste scritture in relazione alle immagini e parlano chiaro, vedi in:
Giov. 4:23, 24 “I veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità”. (Chi si serve delle immagini come ausilio per l’adorazione non sta adorando Dio “in spirito”, perché ha bisogno di qualcosa che si veda con gli occhi fisici).
2 Cor. 5:7 “Camminiamo infatti al lume della fede e non della visione”.
Atti 17:29 “Essendo noi dunque stirpe di Dio, non dobbiamo pensare che la divinità sia simile all’oro, all’argento e alla pietra, che porti l’impronta dell’arte e dell’immaginazione umana”.
Atti 10:25, 26 “Mentre Pietro stava per entrare, Cornelio andandogli incontro si gettò ai suoi piedi per adorarlo. Ma Pietro lo rialzò, dicendo: ‘Alzati: anch’io sono un uomo!’” (Dal momento che Pietro non approvò tale adorazione quando era presente di persona, ci incoraggerebbe ad inchinarci davanti a una sua immagine? Vedi anche Rivelazione 19:10). Alcune ho fatto un copia incolla di quelle scritte nei post precedenti.
Giov. 14:6, 14: “Gesù gli disse: ‘Io sono la via e la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se voi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò’”. (Qui Gesù dice chiaramente che solo tramite lui possiamo accostarci al Padre e che le nostre richieste vanno fatte nel nome di Gesù).
1 Tim. 2:5 “Uno solo, infatti, è Dio e uno solo il mediatore fra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù”. (Qui non viene lasciato alcuno spazio ad altri perché servano in qualità di mediatori per i membri della congregazione di Cristo).
Efes 6:18,19 “ Pregate inoltre incessantemente con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito, vigilando a questo scopo con ogni perseveranza e pregando per tutti i santi,
[19] e anche per me, perché quando apro la bocca mi sia data una parola franca, per far conoscere il mistero del vangelo “. (Qui vien dato l’incoraggiamento di pregare per i santi, non di pregare i santi o tramite loro. Un Dizionario Ecclesiastico riconosce: “Di fatto, tutte le preghiere liturgiche della Chiesa sono sempre rivolte al Padre in nome di Gesù. . . . A rigor di dottrina, Dio solo dev’essere pregato, perché Dio solo ci può esaudire”).
Rom. 15:30 “Vi esorto perciò, fratelli, per il Signore nostro Gesù Cristo e l’amore dello Spirito, a lottare con me nelle preghiere che rivolgete per me a Dio”. (L’apostolo Paolo, egli stesso un santo, chiedeva ai conservi cristiani, essi pure santi, di pregare per lui. Si noti però che Paolo non rivolse la sua preghiera a quegli altri santi, né le loro preghiere a suo favore sostituivano l’intima relazione che Paolo stesso aveva personalmente col Padre mediante la preghiera. Confronta Efesini 3:11, 12, 14).
Un’enciclopedia cattolica ammette: “E’ inutile cercare nel Vecchio Testamento una giustificazione del culto delle reliquie; né si presta molta attenzione alle reliquie nel Nuovo Testamento. . . pare considerasse questa usanza un segno pagano di rispetto verso un oggetto materiale”.
Pensa, queste scritture sono poche riguardo a quelle che ho trovato. Davvero credi che tutte si devono interpretare diversamente? Gabriella

gianni
mercoledì, 14 marzo 2012 - 12:05

Cara Gabriella
mi sa che rimaniamo molto distanti su alcune cose, meno su altre.
Prima di tutto, anch’io penso, come dovrebbe fare ogni credente, che il primo passo della fede è mettere in pratica quello che ci viene chiesto da Dio; ma subito dopo mi rendo conto che talvolta non è proprio così semplice comprendere bene cosa la Legge del Vangelo mi chiede (cosa significa concretamente “porgi l’altra guancia”, Mt 5,38-42?). Qui, e solo qui, nasce il mio bisogno di interpretazione: non è un modo per annacquare le esigenze di Dio, ma un modo per capire come concretamente viverle: “la lettera uccide, lo Spirito, invece, da’ vita” (2Cor 3,6). Anche la mia intelligenza e la mia capacità di comprendere sono un dono di Dio e certamente il Signore mi chiede di metterle a disposizione di una fedeltà a lui sempre più concreta e precisa, meno istintiva e più consapevole.
Per quanto riguarda gli altri temi che tu affronti, prima di tutto bisogna distinguere bene: sono cose molto diverse, il culto delle immagini, il culto dei santi e quello delle reliquie.
In riferimento al culto dei santi. Riprendo Rom 15,30 che tu hai citato. Il piccolo commento che hai riportato è perfetto: Paolo prega i cristiani di Roma perché preghino Dio per lui. Questo è il culto dei santi: non sostituisce e non deve sostituire il rapporto diretto con Dio, ma lo accompagna, così come era per Paolo. Egli chiedeva l’aiuto di coloro che sapeva essere amici di Dio: così è per coloro che pregano i santi, chiedere l’aiuto della loro preghiera per ottenere da Dio attraverso Gesù sostegno e forza. Durante la celebrazione della Messa dei santi non si pregano mai i santi stessi, ma si prega sempre Dio perché accolga l’intercessione del santo a nostro favore (e questo vale anche per Maria, naturalmente).
In riferimento al culto delle immagini. Penso tu possa citare anche più testi di quelli che hai riportato, ma rimane vero che quei testi non si riferiscono alle immagini in sé ma al culto degli idoli, ovvero al culto degli dei pagani. Posso capire che qualcuno possa assimilarli, ma non sono la stessa cosa: IL CULTO CRISTIANO DELLE IMMAGINI NON VA MAI ALLE IMMAGINI MA A COLORO CHE SONO RAPPRESENTATI NELLE IMMAGINI.
Termino con una citazione importante, che penso possa aiutarmi a farti comprendere che quello che dico non è campato in aria e non è frutto di un possibile “pervertimento” della Scrittura operato dalla Chiesa lungo i secoli, ma è ben fondato nella comprensione che la Scrittura ha di se stessa:
“Sappiate questo: nessuna scrittura profetica va soggetta a privata spiegazione, perché non da volontà umana è mai venuta una profezia, ma mossi da Spirito Santo parlarono alcuni uomini da parte di Dio” (2Pt 1,20-21).
Questo passo fa comprendere chiaramente che la Scrittura ha talvolta bisogno di un’interpretazione e che un’interpretazione autentica e non arbitraria non è il frutto delle capacità del singolo ma del carisma dello Spirito che opera in ogni credente, guidato e indirizzato dal carisma di coloro che hanno il compito della guida nella comunità (i ministri della Parola, per noi cattolici i vescovi, tra cui il primo di essi, il papa).
Per questo “avete il Novo e ‘l Vecchio Testamento / e ‘l pastor de la Chiesa che vi guida: / questo vi basti a vostro salvamento” (Dante, Paradiso V), con sintesi perfetta: qualcuno che ti aiuta a interpretare nella maniera giusta è necessario e, devo dire la verità, preferisco decisamente i pastori della Chiesa a qualcuno spuntato non si sa da dove e per quale motivo, anche perché l’interpretazione dei pastori è quasi sempre ben fondata sulla riflessione di studiosi di vaglia e di grande fede.
Da qui nasce la mia difesa del culto dei santi. Innanzitutto esso non solo non contraddice la Scrittura, ma mi sembra del tutto compatibile con essa anche ad una analisi attenta e del tutto spassionata (vedi ancora Rom 15,30). Ma in parallelo a questo vi è qualcos’altro, altrettanto importante: un’interpretazione diversa della stessa Scrittura (qualora anche non impossibile in assoluto) non è sufficiente a invalidare questa tradizione perché essa è stata da sempre considerata e giudicata conforme alla Rivelazione operata da Gesù da coloro che hanno il carisma della guida della comunità, i pastori.
Scusa per la lunghezza, ma ho voluto chiarire alcune cose abbastanza importanti!!!
Un saluto e a presto!!!
Don Gianni Gualtieri

gabriella
sabato, 17 marzo 2012 - 10:13

Caro Gianni, quanto mi fai studiare!!!

L’idolo è un’immagine, una rappresentazione o un simbolo di qualche cosa, reale o immaginaria, che è oggetto di fervida devozione. Generalmente parlando, idolatria è la venerazione, l’amore, il culto o l’adorazione di un idolo. Tale devozione di solito è rivolta a un’entità superiore, vera o presunta, sia che le venga attribuita un’esistenza propria (come un essere umano, un animale o un’organizzazione) o che sia inanimata (come una forza naturale o un oggetto senza vita). L’idolatria in genere è accompagnata da qualche cerimonia o rito.
I termini ebraici usati per indicare gli idoli ne sottolineano spesso l’origine e l’intrinseca futilità o esprimono disprezzo e ripugnanza per essi. Fra questi ci sono i termini resi “immagine scolpita” (lett., qualcosa di scolpito); “statua, immagine o idolo di metallo fuso” (lett., qualcosa di fuso o versato); “orribile idolo”; “idolo vano” (lett., vanità); “idolo di letame”. Il termine greco èidolon è solitamente tradotto “idolo”.
Non tutte le immagini sono idoli. La legge di Dio di non farsi immagini (Eso 20:4, 5) non vietava di fare qualsiasi rappresentazione o statua. Lo dimostra il successivo comando di Geova di fare due cherubini d’oro per il coperchio dell’Arca e di ricamare figure di cherubini sui dieci teli che costituivano la copertura interna della tenda del tabernacolo e sulla cortina che separava il Santo dal Santissimo. (Eso 25:18; 26:1, 31, 33) Anche l’interno del tempio di Salomone, i cui piani architettonici furono dati a Davide per ispirazione divina (1Cr 28:11, 12), era mirabilmente adorno di sculture di cherubini e di rappresentazioni di palme e fiori. Nel Santissimo di quel tempio c’erano due cherubini di legno d’albero oleifero ricoperti d’oro. (1Re 6:23, 28, 29) Il mare di metallo fuso poggiava su dodici tori di rame, e le fiancate dei carrelli di rame che si usavano nel tempio erano decorate da figure di leoni, tori e cherubini. (1Re 7:25, 28, 29) Dodici leoni erano allineati sui gradini che portavano al trono di Salomone. — 2Cr 9:17-19.
Queste rappresentazioni tuttavia non erano idoli da adorare. Solo i sacerdoti officianti vedevano le figure all’interno del tabernacolo e, in seguito, del tempio. Nessuno, tranne il sommo sacerdote, entrava nel Santissimo, e questi vi entrava solo nel giorno di espiazione. (Eb 9:7) Quindi non c’era alcun pericolo che gli israeliti cadessero nel laccio di idolatrare i cherubini d’oro del santuario. Tali rappresentazioni servivano principalmente per raffigurare i cherubini celesti. (Cfr. Eb 9:24, 25). Che non fossero da venerare è evidente dal fatto che non si dovevano adorare neanche gli angeli stessi. — Col 2:18; Ri 19:10; 22:8, 9.
Naturalmente a volte capitava che immagini che in origine non dovevano essere oggetto di adorazione diventavano idoli. Il serpente di rame che Mosè aveva fatto nel deserto finì per essere adorato e perciò il fedele re Ezechia lo fece a pezzi. (Nu 21:9; 2Re 18:1, 4) L’efod fatto dal giudice Gedeone diventò un “laccio” per lui e per la sua famiglia. — Gdc 8:27.
Mentre leggi, cerca di pensare a ciò che fanno i fedeli e soprattutto interrogane qualcuno al riguardo.
A risentirci a presto

gabriella
mercoledì, 28 marzo 2012 - 22:53

Mi è arrivata e l’ho trovata interessante, faccio un copia incolla, trovo che in questo periodo sia opportuno riflettere in merito.

RIFLESSIONE E GRATITUDINE
E’ il pomeriggio di un venerdì e stai guidando fino alla tua casa.
Sintonizzi la radio. Il notiziario racconta una evento di poca importanza:
in un paese lontano sono morte 3 persone di una qualche influenza che mai prima si era vista. Non presti molta attenzione a questa notizia…
IL lunedì quando ti svegli, senti che non sono più 3 le persone morte ma 30.000 persone sono morte tra le colline remote dell’India.
Persone del controllo della sanità degli Stati Uniti, sono andate a investigare.
Il Martedì diventa la notizia più importante della prima pagina del giornale, perchè ormai non è solo l’India ma anche il Pakistan, Irán e Afganistán e velocemente la notizia esce in tutti i notiziari. La stanno chiamando “L’influenza misteriosa” e tutti si domandano: Come la controlleremo?
C’è panico in Europa e si chiudono le frontiere. Senti al telegiornale la traduzione di una donna che racconta di un uomo trovato morto nell’ospedale a causa dell’influenza misteriosa.
I telegiornali dicono, che quando hai il virus, per una settimana non ti rendi conto di averla. Dopo hai 4 giorni di dolori terribili e alla fine muori.
L’Inghilterra anche chiude le frontiere, però è tardi. L’indomani il presidente degli Stati Uniti, chiude le frontiere, per evitare il contagio nel paese, fino a quando non avranno trovato la cura…
Il giorno seguente la gente si riunisce nelle chiese per pregare per una cura, ad un tratto entra qualcuno dicendo “Prendete la radio e ascoltate la notizia!!”:
2 Donne sono morte a New York. Ormai sembra che l’influenza abbia contagiato il mondo.
Gli scienziati continuano cercando l’antidoto, però niente sembra funzionare. Presto arriva la notizia tanto aspettata: Si è decifrato il codice del DNA del virus. Si può elaborare l’antidoto.
C’è bisogno del sangue di qualcuno che non sia stato infettato e subito si espande la notizia che tutti devono correre all’ospedale più vicino per fare degli esami del sangue.
Vai di tua volontà e porti la tua famiglia, insieme ai tuoi vicini, domandandoti: che succederà? Sarà così che finirà il mondo?…
All’ospedale, dopo gli esami, esce un dottore gridando un nome. Il più piccolo dei tuoi figli è vicino a te, ti afferra per la giacchetta e dice: Papà? è il mio nome. Prima che tu possa reagire ti tolgono tuo figlio e tu gridi: ASPETTA!… E loro rispondono: tutto andrà bene, il suo sangue è pulito, il suo sangue è puro.
Dopo 5 minuti i dottori escono gridando e ridendo. E’ la prima volta che vedi ridere qualcuno dopo una settimana. Il dottore più anziano si avvicina a te e dice: Grazie, signore!, il sangue di suo figlio è puro, si può fare l’antidoto…
La notizia si espande dappertutto, la gente piange e grida di felicità.
Allora il dottore si avvicina a te e a tua moglie e dice: Potremmo parlarvi per un momento? Il punto è che non sapevamo che il donatore è un bambino e abbiamo bisogno che firmiate queste carte per dare il sangue. Mentre leggi il foglio ti rendi conto che non è specificata la quantità di sangue e chiedi: Quanto sangue?…
Il sorriso del dottore sparisce e risponde: Non pensavamo che sarebbe stato un bambino. Non eravamo preparati. Lo dobbiamo usare tutto!…
Non ci credi e cerchi di reclamare:
“Però, Però…”. Il dottore continua insistendo, “Non capisci, stiamo parlando della cura che può salvare tutto il mondo. Per favore firmi, abbiamo bisogno di tutto il sangue . Tu chiedi: però non potete fare una trasfusione? E la risposta è: se troveremo sangue puro lo faremo…firmerai?. Per favore?…Firma!!….
In silenzio e senza sentire più le dita della mano che stringevano la penna, FIRMI. Ti domandano “Vuoi vedere a tuo figlio?”
Cammini fino alla sala di emergenza dove sta tuo figlio seduto dicendo: Papà!, Mamma! che succede? Prendi la sua mano e gli dici: Figlio, Tua madre e io ti amiamo tantissimo, ti amiamo e mai permetteremo che ti avvenga qualcosa che non sia necessario, capisci questo? E quando il dottore ritorna e dice: “Mi dispiace ma dobbiamo incominciare, persone in tutto il mondo stanno morendo”…
Tu te ne saresti andato? Avresti potuto voltare le spalle e lasciare tuo figlio lì?… Mentre lui ti dice Papà?, Mamma? Perché mi abbandonate?..
La settimana dopo, mentre stai facendo una cerimonia per onorare tuo figlio, c’è qualcuno che dorme a casa sua, altri non sono venuti perché preferivano andare a passeggiare o vedere una partita di calcio e altri vengono alla cerimonia, con un sorriso falso facendo finta di importargli.
Vorresti fermare tutto e gridare: Mio figlio è morto per voi!!!! Per caso non vi importa?…
A volte è questo quello che Dio ci vuole dire: “Mio figlio è morto per voi, e non riuscite a capire quanto vi amò?
E’ curioso vedere come è semplice per le persone rifiutare Dio, e dopo chiedersi perché il mondo va di male in peggio.
E’ curioso vedere come crediamo a quello che è scritto sul giornale, però contestiamo quello che è scritto sulla Bibbia.
E’ curioso come ci sforziamo giorno dopo giorno accumulando beni terreni e non ci dedichiamo neanche un minuto a fare tesoro delle cose spirituali.
E’ curioso come qualcuno dice: “Io credo in Dio”, però con le sue azioni dimostra che segue altri scopi.
E’ curioso come inviamo migliaia di “scherzi” attraverso una e-mail, le stesse che si spandono come un fuoco…, però quando inviamo messaggi che riguardano Dio, la gente ci pensa prima di condividerli con altri!.
E’ curioso come la lussuria, cruda, volgare e oscena passa liberamente attraverso lo Ciber-Spazio, Però la discussione su Gesù è soffocata nelle scuole e nei posti di lavoro.
E’ CURIOSO, VERO??
Più curioso è vedere un cristiano così fervente la domenica, però essere un cristiano invisibile il resto della settimana.
E’ curioso che quando finisci di leggere questo messaggio, non senti la necessità di inviarlo a molti di quelli che stanno nella lista d’e-mail; semplicemente perché non sei sicuro(a) di quello che loro credono o andranno a pensare di te?
E’ curioso che noi ci preoccupiamo di quello che la gente pensi, piuttosto di quello che DIO pensi di noi.

gianni
giovedì, 29 marzo 2012 - 23:56

Carissima Gabriella
ti rispondo come al solito in ritardo: questa volta 3 giorni di influenza e una settimana senza energia elettrica (stanno finendo i lavori nella mia nuova sede…).
Il tuo ultimo messaggio lo conoscevo già e anche le altre volte che lo avevo letto lo avevo trovato interessante perché sicuramente fa riflettere in modo non banale, anche se un filo “teatrale”…
Riguardo al tuo penultimo post: mi sa che rimarremo abbastanza distanti, perché quello che hai riportato non mi convince per niente. Innanzitutto, le immagini c’erano anche nell’antica alleanza e dire che erano destinate solo al sommo sacerdote non significa proprio nulla: c’erano e avevano un senso, magari ridotto, ma ce l’avevano. Il fatto che non tutti potessero vederle non diminuisce l’importanza della loro presenza.
Ma non voglio soffermarmi qui; vorrei andare un poco oltre e cercare di capire il senso del divieto delle immagini. Le immagini vietate erano quelle che nei culti pagani servivano a indicare la presenza dei diversi dei: in Israele erano proibite perché il popolo di Dio ricordasse sempre che Dio è spirito e che non manifesta la sua presenza attraverso le opere della creazione (animali), ma si rivela attraverso la presenza potente della sua Parola (basta vedere Gb 38,1). Ora tutto questo non accade nel caso del culto delle immagini per noi cristiani: SE DIO SI E’ FATTO CARNE IN GESU’ SI E’ RESO VISIBILE E QUINDI COME GLI APOSTOLI ADORAVANO LA PRESENZA DI DIO NELLA CARNE DI CRISTO (Mt 28,17), COSI’ NOI POSSIAMO VENERARE LE IMMAGINI CHE CI RIMANDANO A LUI. CON LE IMMAGINI NON SI CERCA DI RAPPRESENTARE DIO, MA DI RIPRESENTARE VISIBILMENTE LA PRESENZA DI DIO IN GESU’.
Analogamente per il culto dei santi: le immagini ci ricordano le fattezze di coloro che sono stati i veri discepoli di Gesù e che noi preghiamo perché preghino Dio per noi e con noi.
Se poi nella storia questo modo di fare ha generato degli abusi, questo non è un buon motivo per gettare con l’acqua sporca anche il bambino…
Ma mi sa che rimarremo di idee diverse…!!!
Un saluto e a presto!!!
Don Gianni Gualtieri

gabriella
sabato, 7 aprile 2012 - 11:03

Caro Gianni,

la Scrittura dice a riguardo:

Siccome non vedeste nessuna figura il giorno che il SIGNORE vi parlò in Oreb dal fuoco, badate bene a voi stessi, affinché non vi corrompiate e non vi facciate qualche scultura, la rappresentazione di qualche idolo, la figura di un uomo o di una donna … e anche affinché tu non ti senta attratto a prostrarti davanti a quelle cose e a offrire loro un culto (Deuteronomio 4:15-16, 19).

Oltre al secondo comandamento sulle immagini che troviamo in Esodo 20:4-5
Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il SIGNORE, il tuo Dio, sono un Dio geloso; punisco l’iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso bontà, fino alla millesima generazione, verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.

Dio comanda sempre di pregare solo ed eslusivamente lui, a nessun idolo:

Io sono il Signore; questo è il mio nome; IO NON DARO’ LA MIA GLORIA A NESSUN ALTRO, NE’ LA LODE CHE MI SPETTA AGLI IDOLI (Isaia 42:8)
Ora dimmi tu, come faccio a non andare in confusione? Come faccio a pensare che Dio sia così contorto?
Gabriella

gianni
sabato, 7 aprile 2012 - 15:10

Carissima Gabriella
non c’è nessuna contorsione
Per noi credenti cristiani Gesù è Dio: questo significa che tutta la legge dell’Antico Testamento deve essere riletta a partire dal mistero di Cristo. Ora, noi usiamo le immagini nel nostro culto perché esse ci permettono di visualizzare l’umanità di Gesù. Questo è il senso del culto delle immagini: se Dio si è fatto carne (Gv 1,14), si è reso visibile e, per questo noi ci avvaliamo anche delle immagini. Il comandamento della non rappresentabilità di Dio è superato per noi dal fatto che, rendendosi visibile nella sua umanità (1Gv 1,1-4), noi possiamo usare le immagini per manifestare il mistero dell’incarnazione: ogni immagine di Gesù è come una “fotografia” della sua umanità, la stessa che gli apostoli hanno contemplato e adorato. E come sarebbe sciocco chi pensa che la fotografia “è” la persona, così sarebbe altrettanto sciocco chi ritenesse che le immagini sono venerate in se stesse e non come rimando a coloro che vi sono rappresentati. Una fotografia può essere anche molto preziosa, affettivamente, ma solo perché rimanda ad avvenimenti e persone che sono cari in se stessi: essa è solo un richiamo e un riferimento prezioso a qualcos’altro da sé, perché si manifesta come indizio che reindirizza alla persona e/o alla realtà amata. Dunque, è dal mistero dell’incarnazione che deriva la possibilità della venerazione delle immagini.
Buona Pasqua e a presto!!!
Don Gianni Gualtieri

gabriella
domenica, 8 aprile 2012 - 01:20

Certo che la Parola di Dio è molto più semplice delle tante elucubrazioni che vengono fatte per eludere semplici e chiari comandamenti. Certo che noi fedeli siamo alla mercè dell’uomo, poveri noi!!!! Scusami ma sono molto molto confusa. Mi piacerebbe sapere cosa cambia se adoro solo Dio il Creatore e suo figlio Gesù. Che peccato faccio in tutto questo? Quali sono i versi che vanno in contrasto con questo?. Mentre sono miriadi i versi che vanno in contrasto con il tuo pensiero. Mi spiace, ma……..non mi convinci affatto, e la nostra non deve essere una competizione personale, ma un voler sinceramente sapere cosa richiede Dio da noi. E’ a Lui che dobbiamo rendere conto e non agli uomini.

Gabriella

gabriella
martedì, 10 aprile 2012 - 11:51

Caro Gianni,
Innanzi tutto vorrei sapere come stai. L’influenza non è una cosa grave, ma non è da sottovalutare, spero tu ne sia uscito egregiamente e io te lo auguro di cuore. Come vanno i lavori alla tua nuova sede? Immagino il trambusto!!!
Vorrei precisare, in quanto ad essere cristiana, lo sono pure io Gianni. Facessero tutti coloro che si definiscono cristiani le ricerche che faccio io per essere approvata dal mio Creatore e da suo figlio Cristo.
Riguardo al Vecchio Testamento, deve essere riletto o riscritto? Scusami la battuta…………..
Tu dici : “Ora, noi usiamo le immagini nel nostro culto perché esse ci permettono di visualizzare l’umanità di Gesù.”……Vorrei averne le prove di quello che hai detto”. Gesù disse in 1 Pietro 2: [21]” A questo infatti siete stati chiamati, poiché anche Cristo patì per voi, lasciandovi un esempio, perché ne seguiate le orme”. Gesù ci ha lasciato il suo esempio, non basta leggere tutte le sue gesta nel Vangelo per visualizzare la sua umanità? Non mi risulta che quando andava ad insegnare nei Templi, nelle Sinagoghe e alle folle congregate, usasse o insegnasse agli astanti di adorare o usare immagini, infatti non c’è traccia nel suo esempio di vita umana.
Spiegami perché Dio disse in Deut 4:15,16 15]” Poiché dunque non vedeste alcuna figura, quando il Signore vi parlò sull’Oreb dal fuoco, state bene in guardia per la vostra vita,
[16] perché non vi corrompiate e non vi facciate l’immagine scolpita di qualche idolo, la figura di maschio o femmina”
Come vedi non si tratta solo di animali. Il divieto è per tutte le immagini, uomo o donna che portano a Dio e come dice in esodo, già il chinarsi davanti a queste immagini è detestabile a Lui perché PREVARICANO il mezzo che Dio ha stabilito per accedere a Lui, quale unico mediatore, che è suo figlio Cristo Gesù.
Pensi che è proprio necessario aggiungere ciò che Dio desidera in questo campo?
Riguardo alla mia venuta a Prato, penso sia imminente, visto che mio fratello mi reclama. Devo solo finire di sistemarmi fisicamente, perché la mia salute è precaria. Dimmi dove posso trovarti e quale sono le ore che non disturbo. A proposito non vedo più i post di Moreira, spero stia bene!!!
Gabriella

gianni
giovedì, 12 aprile 2012 - 18:07

Cara Gabriella
la mia salute si è rimessa del tutto, ma vedo che ora sei tu in difficoltà: prego il Signore che ti possa aiutare e sostenere in questo momento di difficoltà perché tu possa continuare a dedicarti alla ricerca di lui con tutta te stessa!
Sono d’accordo anch’io, non si tratta di convincere nessuno: però, non credo che usare le immagini nel culto sia una prevaricazione. Esse NON HANNO VALORE IN SE MA RIMANDANO ALL’UNICO MEDIATORE GESU’. Quando Gesù andava predicando e sanando coloro che incontrava non usava immagini, perché era lui stesso l’immagine: quegli uomini e quelle donne non ascoltavano solo la sua Parola, ma vedevano la sua umanità compiere queste opere. Noi non possiamo più vederlo direttamente, ma ci possiamo figurare quanto accaduto: raffigurandolo, la nostra venerazione è rimandata SEMPRE a colui che è rappresentato. Non si tratta di qualcosa di NECESSARIO, ma può essere estremamente utile. Tu aggiungi il fatto che ci sono molti testi che parlano della proibizione delle immagini: hai ragione. Ma prima di tutto essi devono essere letti per quello che intendono: PROIBIRE L’IDOLATRIA (l’immagine è proibita perché collegata al culto degli idoli, non in se stessa: anche tu hai citato esempi di immagini bibliche, dal serpente di bronzo, Nm 21,4-9, ai cherubini dell’arca, Es 25,18-20. Non si tratta di eccezioni, perché nel comandamento di Dio non ci sono eccezioni: questi esempi testimoniano che l’intento del divieto non è l’immagine in se stessa, ma quello che essa può significare in riferimento agli idoli). Non ti meravigliare di questo: la tradizione apostolica ha spesso riletto e interpretato in maniera nuova la legge antica (vedi il passaggio dal sabato alla domenica come giorno da celebrare…).
Mi farebbe piacere riuscire a vederti: io sono disponibile a liberarmi spostando il lavoro da fare più o meno ogni mattina della settimana, tranne il sabato (se vieni di domenica, possiamo fare la domenica pomeriggio).
Fammi sapere e a presto!!!
Don Gianni Gualtieri


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