Giovedi’ Santo nella Basilica del Sepolcro
Il triduo pasquale di Gerusalemme si apre al Santo Sepolcro, Giovedi’, con la messa in Coena Domini, memoria dell’Ultima Cena di Gesu’ con gli Apostoli, in cui offri’ al Padre il suo corpo e il suo sangue sotto le specie del pane e del vino.
Si celebra alle 8 del mattino, secondo le norme dello Statu Quo che regolano gli orari delle celebrazioni nella Basilica del Sepolcro.
Si celebra sul luogo della Resurrezione e a pochi passi da quello della morte, a indicare l’unita’ del mistero pasquale e la relazione tra la mensa del Signore e il sacrificio della Croce di cui si fara’ memoria il giorno dopo.
Un rito lungo che prosegue per tutta la mattinata, presieduto dal Patriarca di Gerusalemme monsignor Fouad Twal. E’ lui a ripetere il gesto della lavanda dei piedi, cosi’ come Gesu’ lavo’ i piedi dei suoi Apostoli, e amici. Un gesto d’amore che e’ modello e dono del comandamento nuovo: “Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi”.
“Il signore oggi ci chiede di imitare il suo esempio – afferma l’omelia di monsignor Twal – al posto dell’orgoglio, di vivere la sua umilta’; al posto del nostro risentimento, di accogliere il suo perdono ed entrare in un amore ancora piu’ grande per lui e per i fratelli”
Durante la messa, si svolge anche la cerimonia della benedizione degli olii sacri, l’olio degli infermi, quello dei catecumeni e il crisma.
Sono molti i cristiani che partecipano a questa messa, ma e’ grande soprattutto il numero dei sacerdoti. Questo e’ anche il loro giorno, quello in cui rinnovano le promesse fatte nel momento dell’ordinazione.
Tutti, infine, camminano seguendo il Santissimo sacramento, portato in processione per tre volte intorno all’edicola della Tomba Vuota e poi posto nel tabernacolo proprio sopra il Sepolcro del Signore, ad indicare che Lui, divenuto cibo, vive sempre con i suoi.
Al termine della celebrazione le porte della Basilica si chiudono per alcune ore. I grandi battenti di legno si riaprono con una cerimonia particolare. Le chiavi del Santo Sepolcro sono da secoli affidate a due famiglie musulmane che si occupano dell’apertura e della chiusura, tramandando questo uso di generazione in generazione. Solo nel giorno di Giovedi’ Santo, ai francescani e’ concesso il privilegio di entrare in possesso della chiave per la prima apertura del pomeriggio. I custodi delle chiavi raggiungono il convento di San Salvatore per consegnarle nelle mani del Vicario Custodiale. Padre Artemio Vitores scende dunque verso il luogo santo accompagnato da alcuni frati. Davanti alla porta della Basilica, la chiave viene consegnata nuovamente a colui che l’ha in custodia perche’ proceda all’apertura. Prosegue cosi’ la lunga giornata del Giovedi’ Santo di Gerusalemme…


















