“Effetto Bibbia” Edizione 2012
Giunto alla sua V edizione, EffettoBibbia propone, come di consueto, un ampio e diversificato ventaglio di iniziative: conferenze, spettacoli teatrali, percorsi artisti, animazioni.
L’edizione 2012 avrà come tema «Ieri era oggi, oggi è già domani»: Bibbia e futuro.
«Il futuro appartiene alle persone che vedono le possibilità prima che diventino ovvie» (Ted Levitt, guru del marketing alla Harvard Business School).
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Il futuro come possibilità
Essere persone spirituali significa porsi questioni di vita e di morte, la questione di come stare al mondo, la questione di ciò che si vuole veramente da questa vita. L’uomo spirituale non rifiuta di porsi domande impegnative; egli ha il coraggio di porsi domande radicali senza sentirle asfissianti o angoscianti, come invece buona parte della cultura del Novecento ci ha fatto credere.
La vita è un magma e non un sasso solidificato; l’essere umano è sempre in divenire, non è mai compiuto; è sempre in costruzione, è «pieno di promessa» (Flannery O’Connor). Allo stesso modo, il mondo è in attesa di compimento, è in corso d’opera, è pieno di promessa, sbilanciato in senso escatologico.
Nella prospettiva biblica, la vita è apertura a una possibilità che non dipende dalle sole forze dell’essere umano, il quale non conosce il proprio destino, ma sa che Dio ne ha la chiave; anche gli eventi più contradditori o negativi hanno una loro comprensibilità, perché la vita è protetta da unapassword divina.
L’uomo biblico sa che ciò che vive è provvisorio, in attesa di compimento: il processo di innovazione non si limita a questo mondo e il suo compimento giungerà come un dono, non come una conquista personale.
La condizione umana nella Bibbia non è né l’abisso dell’angoscia né la pienezza luminosa, ma l’essere sulla soglia, essere in attesa.
Il futuro come salvezza
Oggi più che mai abbiamo bisogno di “salvezza”; come affermava un famoso filosofo, «la salvezza agisce come stimolo e condizione di una ricerca che possa mettere l’uomo in grado di fronteggiare la sua situazione nel mondo vissuta come incerta e instabile» (N. Abbagnano, Il senso della salvezza nella cultura moderna).
A quale necessità dell’uomo risponde la salvezza biblica? La salvezza è una “buona notizia” solo per colui che ne sente il bisogno assoluto e urgente. La salvezza non annulla la finitezza, ma la rende una finitezza guarita, redenta. La salvezza è la solidità del cammino e non il suo termine. La salvezza non è un dopo, una metà, un’al di là, ma un cammino, un attraversamento dell’attesa sostanziato dal desiderio.
























