Bibbia in Festival «Portiamola fuori dalle chiese»

La presentazione del Festival biblico con il vescovo Zenti alla Biblioteca Capitolare, che ospiterà una mostra a ingresso libero FOTO BRENZONI
Evangelico — «Perché avete paura?» (Marco 4,40) — e Wojtyliano: «Non abbiate paura», diceva papa Giovanni Paolo II. È il titolo del Festival biblico, affermata iniziativa della diocesi di Vicenza, che quest’anno si allarga a Verona. Sottotitolo: «La speranza dalle scritture». La manifestazione, promossa da diocesi di Vicenza e Società San Paolo, indaga il rapporto tra paura e speranza secondo la Bibbia, in una serie di proposte culturali che si terranno dal 18 al 27 maggio. A sostenerlo, sono tante realtà cittadine: dalla Fondazione Cariverona al patrocinio di Regione, Provincia e Comune, al contributo di Banca Popolare di Verona, fondazione Cattolica Assicurazioni e Rana.
«La Bibbia è la migliore interprete della persona e del vivere sociale», dice il vescovo Giuseppe Zenti, «un faro, una stella polare, ancor più in un momento come questo di grande crisi». Spiega monsignor Giancarlo Grandis, vicario episcopale per la cultura: «Si vuole far conoscere la Bibbia anche dal versante intellettuale, ricorrendo perciò a una pluralità di linguaggi comunicativi ed espressivi». L’ultima edizione del Festiva biblico, l’ottava, ha contato 35mila presenze. Racconta il presidente del festival, don Ampelio Crema: «C’era un mondo che vedevamo passare lungo la strada, indifferente alla Parola di Dio».
Ecco l’idea di portare fuori dalle chiesa la Bibbia: nelle piazze, nelle strade. Nel 2005 fu una scommessa, oggi è un successo che Vicenza prova a esportare. Il festival a Verona si aprirà con una mostra nella Biblioteca Capitolare, scrigno di rarità, dai manoscritti più rari agli incunaboli. La mostra — «Dai libri al Libro: codici biblici della Biblioteca Capitolare» — è curata da Claudia Adami. Saranno il vescovo Zenti, monsignor Bruno Fasani, prefetto della Capitolare e Roberto Tommasi, presidente del Festival biblico, a inaugurarla venerdì 18 alle 18. L’esposizione, a ingresso libero, resterà aperta fino a domenica 20. Sempre venerdì alle 18, nel chiostro del Capitolo in corte Sant’Elena, al Duomo, si terrà il dialogo «Le ragioni della speranza», tra Giacomo Canobbio, docente di teologia alla facoltà teologica dell’Italia settentrionale a Milano e Wanda Tommasi, docente di storia della filosofia contemporanea dell’Università di Verona. Introdotto dallo stesso monsignor Grandis, l’incontro sarà moderato da Cristina Simonelli, docente di patrologia allo Studio teologico San Zeno di Verona. Anche i giovanissimi avranno il loro spazio privilegiato all’interno del Festival: dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19, alla libreria Paoline di Lungadige Panvinio 9, «La speranza tra libri, video e multimedialità», happy book per ragazzi delle scuole elementari e medie e gruppi di catechismo.
Sabato 19 (ore 9,30-15) e domenica 20 (ore 14), «Verona Minor Hierusalem», itinerario turistico-religioso in sette chiese che in città ricordano i luoghi della Via Crucis, a cura dell’associazione Il deserto fiorirà con Davide Galati, Marta Scandola e Martino Signoretto. L’appuntamento è in piazza Isolo, prenotazione obbligatoria telefonando ain numeri 045.800.0774/803.2379, o per elettera a info@il desertofiorira.org. Sabato 19, a San Fermo Maggiore alle 21, musiche di Bach e Vivaldi, interpretate dai Virtuosi Italiani, diretti da Alberto Martini, canta il soprano Gemma Bertagnoli.
Domenica 20, incontro con l’autore alle 11.30 alla libreria Feltrinelli di via Quattro Spade. Il libro Dopo il miracolo sarà presentato dall’autore Alessandro Zaccuri, giornalista e scrittore, e introdotto da Carlo Bortolozzo, critico letterario. Sempre domenica 20 alle ore 17, a Casa Serena a Settimo di Pescantina, «Narrare la speranza», laboratori per la catechesi rivolti a catechisti e famiglie, assieme a Enzo Biemmi, teologo-catecheta, don Marco Campedelli, narratore e regista, e Andrea Magnani, direttore dell’ufficio catechistico della Diocesi di Verona.





















