31° CONVEGNO DI CAMALDOLI (25-29 giugno 2012)
IL VIAGGIO DELLA PAROLA
Gli Atti degli apostoli non sono una biografia di personaggi eminenti della chiesa primitiva, ma è il racconto del viaggio della Parola che copre l’arco tra Gerusalemme (la radice) e Roma (la novità). Un viaggio non tanto e non solo topografico, ma ancor piu teologico.
ASCENSIONE E PENTECOSTE
Il viaggio della parola inizia a Gerusalemme e il libro degli Atti prende avvio con la narrazione di due eventi tra loro indissociabili: l’ascensione e la Pentecoste.
Il testo dell’ascensione che troviamo nel prologo al libro e il ponte tra il primo e il secondo libro ma con una differenza. Se in Lc 24 l’ascensione assume un tono solenne e liturgico, in At 1,1-11 essa è azione di Dio volta a sollecitare i discepoli a divenire testimoni, «martiri» di Cristo (il v. 8 rappresenta il culmine di tutto il prologo).
A livello pragmatico, il prologo ci dice che la storia della chiesa è indissolubilmente legata a Cristo. La crisi della chiesa è, pertanto, la crisi di Cristo. Inoltre, la chiesa non può affermarsi a scapito dell’uomo, ma deve incamminarsi sulle strade dell’altro.
L’evento della Pentecoste (At 2,1-13), con i suoi rimandi e allusioni al Primo Testamento è l’antitesi di Babele. La categoria del compimento presente nel testo lucano non è da intendersi come sostituzione dell’antico con il nuovo. Compiere non è nemmeno perfezionare. «Compiersi» è un evento di Dio che trova realizzazione in un contesto nuovo. Il soffio della Pentecoste unisce tradizione e novità, comunione contro il rischio sempre attuale di ridurre la chiesa ad un sistema burocratico e freddo.
LA COMUNITA CRISTIANA
La comunita cristiana (At 2,43-47) rappresenta un frutto della pentecoste e Lc presenta il modello della comunita ecclesiale a cui ispirarsi. Il primo sommario è un invito alla perseveranza in quattro modi: 1) nell’insegnamento degli apostoli (risurrezione di Gesu e la vita di Gesù come narrato nel primo libro); 2) nella koinonia; 3) nello spezzare il pane; 4) nelle preghiere [al plurale].
A livello pragmatico il testo di Lc mette in evidenza che nella comunita cristiana si costruiscono rapporti nuovi basati sulla fede, dimensione essenziale della condivisione.
DA GERUSALEMME A DAMASCO
Il viaggio della Parola si snoda da Gerusalemme alla Samaria fin sulla via di Damasco. Permettere alla parola di fare la sua corsa significa favorire e sostenere ogni processo di comunicazione delle fede, rendendo centrale il kerygma, costruendo modelli di evangelizzazione fondati sul dialogo, facendo proprio il paradigma controverso di Paolo e la sua elezione nel portare il peso della evangelizzazione.
Nella guarigione dello storpio (At 3,1-26) vie un dialogo fra Pietro e lo storpio caratterizzato da un incrocio di sguardi. Allo storpio che chiede elemosina è Dio stesso che fa elemosina. Lo sguardo trasforma chi lo riceve quanto chi lo dona. Dallo sguardo verso Pietro, verso i testimoni, verso coloro che annunciano la Parola, lo sguardo si sposta al nome d Gesu e guardare il nome significa guardare la salvezza, una salvezza che illumina e trasforma.
L’incontro con l’eunuco (At 8, 26-40) è un modello teologico di evangelizzazione. Come Filippo, l’evangelizzatore deve lasciarsi guidare dallo Spirito, stare sulle vie degli uomini, porre domande appropriate, avere il coraggio dell’annuncio esplicito. Ancora oggi possiamo affermare che ogni persona in ricerca o in situazioni di esclusione e sofferenza come l’eunuco se ha il coraggio di chiedere aiuto (v. 31: «e come potrei capire, se nessuno mi guida?») può incontrare testimoni che trasformano la loro strada in un percorso di salvezza che dalla Parola porta al battesimo.
La Parola a Damasco si trasforma nella voce del Risorto perseguitato che pone Paolo sulla via della croce, sulle orme del Cristo crocifisso. Il testimone si trasforma sulla strada che lo rende martire come il suo Maestro.
UNA PAROLA COMPAGNA DI VIAGGIO
La Parola viaggia non solo sulle strade di Gerusalemme e del mondo, ma anche nel cuore della comunità ecclesiale e delle persone. Antiochia e l’assemblea di Gerusalemme ci informano come ogni problema cruciale e il dibattito stesso è illuminato dalla forza della parola, la quale non solo aiuta il discernimento ma dona coraggio e pace alla comunita.
Infine, la Parola è compagna di viaggio di Paolo che lo rende grazia per tutti, testimone solidale e martire come Gesù. Il viaggio della Parola si conclude con il viaggio di Paolo a Roma, dove l’apostolo delle genti annuncia il regno di Dio e Gesù Cristo «con tutta franchezza e senza impedimento» (At 28,31)
Il viaggio della Parola è, dunque, vivere l’oggi di Dio. Dio si e fatto solidale con tutti e vuole la salvezza per tutti. A noi percorrere questo cammino di fede, nonostante tutte le fragilità personali e della Chiesa, e mossi dala medesima franchezza di Paolo.

























