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	<title>BIBBIABLOG &#187; Marco</title>
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	<description>BIBLE PRESS REVIEW</description>
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		<title>Commentario a Marco 3</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 11:26:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marco]]></category>

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		<description><![CDATA[Benoît Standaert MARCO: VANGELO DI UNA NOTTE VANGELO PER LA VITA Commentario. Terza parte. Marco 11,1–16,20 Edizioni Dehoniane, Bologna 978-88-10-20661-4 € 38.00 &#160; Descrizione dell&#8217;opera «Comprendiamo a che cosa serviva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bibbiablog.com/2011/12/15/commentario-a-marco-3/marco3/" rel="attachment wp-att-14054"><img class="aligncenter size-full wp-image-14054" src="http://www.bibbiablog.com/wp-content/uploads/marco3.jpg" alt="" width="353" height="500" /></a></p>
<p><strong>Benoît Standaert</strong></p>
<p><strong><em>MARCO: VANGELO DI UNA NOTTE VANGELO PER LA VITA</em></strong></p>
<p><strong><em>Commentario. Terza parte. Marco 11,1–16,20</em></strong></p>
<p><strong>Edizioni Dehoniane, Bologna</strong></p>
<p>978-88-10-20661-4</p>
<p>€ 38.00</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Descrizione dell&#8217;opera</em></p>
<p><em>«Comprendiamo a che cosa serviva questo testo nella comunità o nelle comunità che l&#8217;hanno visto nascere? Possiamo determinare il modo in cui questo testo giocava esattamente e funzionava nei riguardi dei primi ascoltatori?»</em> (dalla <em>Prefazione</em>). Sono queste le grandi domande che p. Standaert pone sul Vangelo di Marco, in un commentario che è frutto di quindici anni di lavoro.</p>
<p>A suo modo di vedere, sul piano letterario il testo contiene tutti i segni distintivi che ne fanno un discorso convenzionale e un&#8217;azione drammatica, che richiede di essere proclamata in una sola volta, d&#8217;un fiato. L&#8217;ipotesi guida della sua lettura è la seguente: Marco veniva letto durante la notte pasquale cristiana, nella veglia fra il sabato e la domenica. I suoi destinatari erano una comunità mista, a maggioranza di gentili. Per alcuni nuovi membri della comunità tale notte era il punto d&#8217;approdo della propria iniziazione: al termine della lettura integrale del racconto evangelico venivano battezzati e partecipavano per la prima volta al banchetto eucaristico.</p>
<p>Nella terza parte del commentario Standaert tratta la sezione che va dal capitolo 11 fino alla fine del Vangelo: dall&#8217;entrata in Gerusalemme, l&#8217;ultima settimana di Gesù.</p>
<p><em>Sommario</em></p>
<p><em>LA SOLUZIONE: L&#8217;ULTIMA SETTIMANA: MARCO 11-16. Marco 11-12. Cinque controversie nel Tempio. Marco 13: Il discorso escatologico. Marco 14-15. Il racconto della passione. Marco 16. L&#8217;Epilogo. Perché aggiungere altro? Le altre finali di Marco. Postfazione: Marco, l&#8217;artista e il pensatore. Indici.</em></p>
<p><em>Note sull&#8217;autore</em></p>
<p>BENOÎT STANDAERT osb, monaco benedettino di St. André di Bruges, è attualmente uno dei massimi esegeti del Nuovo Testamento. Unisce grande acume spirituale a una profonda conoscenza delle lingue e degli ambienti biblici.</p>
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		<title>Marco</title>
		<link>http://www.bibbiablog.com/2011/11/18/marco/</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 11:52:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marco]]></category>

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		<description><![CDATA[Marco Introduzione, traduzione e commento a cura di Giacomo Perego Nuova Versione della Bibbia dai Testi Antichi, Nuovo Testamento 2 Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo (MI) &#160; &#160; Descrizione Introduzione, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bibbiablog.com/2011/11/18/marco/nvbtantmarco/" rel="attachment wp-att-13856"><img class="aligncenter size-full wp-image-13856" src="http://www.bibbiablog.com/wp-content/uploads/NVBTANTMarco.jpg" alt="" width="135" height="200" /></a></p>
<p><strong>Marco</strong></p>
<p><strong>Introduzione, traduzione e commento a cura di Giacomo Perego</strong></p>
<p>Nuova Versione della Bibbia dai Testi Antichi, Nuovo Testamento 2</p>
<p><strong>Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo (MI)</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Descrizione</p>
<p>Introduzione, traduzione e commento al Vangelo secondo Marco di cui si presenta il testo antico e una possibile versione italiana attenta a quest’ultimo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Le annotazioni e il commento al Vangelo secondo Marco sono scanditi secondo due livelli: </strong></p>
<p>Il primo, filologico-testuale-lessicografico, offre puntualizzazioni legate alla critica testuale (riprendendo le varianti testuali più significative), approfondisce il significato di alcuni termini, tenendo conto dell’influsso del contesto su di essi.</p>
<p>Il secondo, esegetico-teologico, tiene presenti le unità letterarie del testo biblico. Fornisce la struttura delle parti, per poi procedere al commento delle sezioni che le compongono e dei brani in cui queste ultime sono articolate. Il testo viene commentato evidenziandone gli aspetti teologici e mettendo in evidenza, là dove lo si ritiene opportuno, il nesso tra Antico e Nuovo Testamento, rispettandone però la reciprocità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dall&#8217;<em>Introduzione</em> dell&#8217;autore:</p>
<p><strong>Titolo del libro e posizione nel canone</strong></p>
<p>Dopo essere stato a lungo trascurato e considerato un «valletto e compendiatore di Matteo» (Agostino, <em>De consensu evangelistarum</em> 1,2,4), il racconto di Marco agli inizi del XIX secolo comincia a occupare una posizione di primo piano, grazie alla spinta dell’esegesi liberale che ritiene di poter ricostruire, grazie a Marco, la vita di Gesù. J. Gnilka parla, in merito, di una «rivoluzione copernicana nella considerazione del vangelo di Marco», influenzata anche dalla formulazione della teoria delle due fonti da parte del filologo K. Lachmann e del pastore protestante C.G. Wilke. Da allora il secondo vangelo ha assunto un ruolo chiave, divenendo una sorta di ponte imprescindibile tra le tradizioni orali su Gesù – trasmesse nelle prime comunità cristiane attraverso la predicazione, la catechesi e la liturgia – e le prime narrazioni scritte che, pur nascendo prima e contestualmente al racconto di Marco, trovano espressione soprattutto nei vangeli di Matteo, Luca, Giovanni e nella variegata tradizione apocrifa.</p>
<p>Storico e teologo della prima ora, Marco si impone come il primo autore che sa coniugare la testimonianza di fede alla narrazione della storia di Gesù, dal battesimo al Giordano fino a quel primo giorno dopo il sabato custode del kerygma pasquale.</p>
<p>Si verifica così un paradosso: da un lato abbiamo il vangelo di Marco, fonte essenziale alla redazione degli altri vangeli, testo che ci permette di risalire alla sorgente nella storia delle prime comunità cristiane, dall’altro ci dobbiamo confrontare con il disinteresse dei primi secoli nei suoi confronti, fino al punto di dover attendere il V secolo per avere un commento integrale al suo racconto ad opera di Vittore di Antiochia, seguito da un secondo commento del VII secolo, e da un terzo a firma di Beda il Venerabile nell’VIII secolo. Nulla rispetto alla ricca disponibilità di commenti che caratterizzano gli altri vangeli.</p>
<p>La stessa posizione nel canone è significativa: nelle liste in nostro possesso, il vangelo di Marco non è mai collocato al primo posto; anzi, in alcune liste, viene addirittura situato all’ultimo, dopo il vangelo di Giovanni5. La sua posizione di “secondo” potrebbe essere condizionata sia dall’infelice definizione di Agostino menzionata in apertura, sia dal fatto che, diversamente da Matteo che apre la narrazione con la genealogia e i racconti dell’infanzia, Marco apre il sipario sul battesimo amministrato al Giordano da Giovanni Battista.</p>
<p>[…] Marco può essere considerato come l’inventore del genere letterario «vangelo»: con questo sostantivo non si intende una biografia nel senso stretto del termine, in quanto il racconto non si limita a presentare il concatenarsi di fatti o eventi, né si presenta come un’aretalogia, cioè una sorta di elogio che insiste sui miracoli e sui prodigi compiuti da Gesù. Al contrario, il «vangelo», concentrandosi sulla persona e sull’annuncio, fa di Gesù la chiave di volta della storia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Giacomo Perego, </strong>sacerdote della Società San Paolo, ha conseguito il dottorato in Scienze Bibliche presso l’Ecole Biblique et Archéologique Française di Gerusalemme. Dopo essere stato docente di Nuovo Testamento presso l’Istituto di vita consacrata (Claretianum) della Pontificia Università Lateranense di Roma e presso il CICS della Pontificia Università Gregoriana, è attualmente condirettore editoriale delle Edizioni San Paolo dove, tra altre opere, ha pubblicato: <em>La nudità necessaria. Il ruolo del giovane di Mc 14,51-52 nel racconto marciano della passione-morte-risurrezione di Gesù</em> (2000), <em>Nuovo Testamento e Vita consacrata</em> (2008) e <em>Nuovo atlante biblico interdisciplinare. Scrittura, storia, geografia, archeologia e teologia a confronto</em> (2011). Ha diretto opere di rilievo come la <em>Bibbia Via, Verità e Vita</em> (2009) e il <em>Dizionario Temi teologici della Bibbia</em> (2010).</p>
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		<title>Commento a Marco 1 e 2</title>
		<link>http://www.bibbiablog.com/2011/11/02/commento-a-marco-1-e-2/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 12:01:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marco]]></category>

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		<description><![CDATA[Benoît Standaert MARCO: VANGELO DI UNA NOTTE VANGELO PER LA VITA Commentario. Prima parte. Marco 1,1–6,13 Edizioni Dehoniane, Bologna 978-88-10-20659-1 € 34.00 &#160; Descrizione dell&#8217;opera «Comprendiamo a che cosa serviva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bibbiablog.com/2011/11/02/commento-a-marco-1-e-2/marco1/" rel="attachment wp-att-13676"><img class="aligncenter size-full wp-image-13676" src="http://www.bibbiablog.com/wp-content/uploads/marco11.jpg" alt="" width="200" height="282" /></a></p>
<p><strong>Benoît Standaert</strong></p>
<p><strong><em>MARCO: VANGELO DI UNA NOTTE VANGELO PER LA VITA</em></strong></p>
<p><strong><em>Commentario. Prima parte. Marco 1,1–6,13</em></strong></p>
<p><strong>Edizioni Dehoniane, Bologna</strong></p>
<p>978-88-10-20659-1</p>
<p>€ 34.00</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Descrizione dell&#8217;opera</em></p>
<p>«Comprendiamo a che cosa serviva questo testo nella comunità o nelle comunità che l&#8217;hanno visto nascere? Possiamo determinare il modo in cui questo testo giocava esattamente e funzionava nei riguardi dei primi ascoltatori?» (dalla Prefazione). Sono queste le grandi domande che p. Standaert pone a proposito del Vangelo di Marco, in un commentario che è frutto di quindici anni di lavoro.</p>
<p>A suo modo di vedere, sul piano letterario il testo contiene tutti i segni distintivi che ne fanno un discorso convenzionale e un&#8217;azione drammatica, la quale richiede di essere proclamata in una sola volta, d&#8217;un fiato. L&#8217;ipotesi guida della sua lettura è la seguente: Marco veniva letto durante la notte pasquale cristiana, nella veglia fra il sabato e la domenica. I suoi destinatari erano una comunità mista, a maggioranza di gentili. Per alcuni nuovi membri della comunità tale notte era il punto d&#8217;approdo della propria iniziazione: al termine della lettura integrale del racconto evangelico venivano battezzati e partecipavano per la prima volta al banchetto eucaristico.</p>
<p>La prima parte del commentario affronta la sezione che va dall&#8217;inizio fino a 6,13, in cui Marco propone una specie di dossier su Gesù.</p>
<p><em>Sommario</em></p>
<p>Prefazione. Introduzione. Alcuni presupposti per la lettura. Il Prologo. Marco 1,1-13. LA NARRATIO: MC 1,14-6,13. Primo dittico: Mc 1,14-15.16-20. La prima grande sezione della narratio: Marco 1,21-3,6. Cinque controversie. Marco 2,1-3,6. Secondo dittico. Gesù e l&#8217;istituzione dei Dodici. Mc 3,7-12.13-19. La seconda grande sezione della narratio: Marco 3,20-5,43. Il discorso parabolico: Marco 4,1-34. Fine della seconda sezione della narratio. Marco 5,1-43. Terzo dittico e conclusione della narratio: Mc 6,1-13.</p>
<p><a href="http://www.bibbiablog.com/2011/11/02/commento-a-marco-1-e-2/marco2/" rel="attachment wp-att-13677"><img class="aligncenter size-full wp-image-13677" src="http://www.bibbiablog.com/wp-content/uploads/marco2.jpg" alt="" width="200" height="282" /></a></p>
<p><strong>Benoît Standaert</strong></p>
<p><strong><em>MARCO: VANGELO DI UNA NOTTE VANGELO PER LA VITA</em></strong></p>
<p><strong><em>Commentario. Seconda parte. Marco 6,14–10,52</em></strong></p>
<p><strong>Edizioni Dehoniane, Bologna</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>978-88-10-20660-7</p>
<p>€ 24.50</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Descrizione dell&#8217;opera</em></p>
<p>Nella seconda parte del commentario, Standaert tratta la sezione che va da 6,14 fino alla fine del capitolo 10, in cui Marco introduce il suo lettore alla vera comprensione di chi è Gesù e alle conseguenze pratiche derivanti da tale corretta comprensione dell&#8217;identità riconosciuta.</p>
<p><em>Sommario</em></p>
<p>L&#8217;ARGOMENTAZIONE: MARCO 6,14-10,52. Marco 6,30-8,21: la «sezione dei pani». Marco 8,27-9,13: la sezione centrale. Marco 9,30-10,45: la «sezione del cammino».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Note sull&#8217;autore</em></p>
<p>BENOÎT STANDAERT osb, monaco benedettino di St. André di Bruges, è attualmente uno dei massimi esegeti del Nuovo Testamento. Unisce grande acume spirituale a una profonda conoscenza delle lingue e degli ambienti biblici.</p>
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		<title>Perché avete paura? Una lettura del Vangelo di Marco</title>
		<link>http://www.bibbiablog.com/2011/10/26/perche-avete-paura-una-lettura-del-vangelo-di-marco/</link>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 09:40:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marco]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Enzo Bianchi Perché avete paura? Una lettura del Vangelo di Marco Edizioni Mondadori, Milano  € 16.00 &#160; Quale figura di cristiano può emergere senza la conoscenza di Gesù Cristo e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><strong><a href="http://www.bibbiablog.com/2011/10/26/perche-avete-paura-una-lettura-del-vangelo-di-marco/bianchimarco/" rel="attachment wp-att-13590"><img class="aligncenter size-full wp-image-13590" src="http://www.bibbiablog.com/wp-content/uploads/bianchimarco.jpg" alt="" width="200" height="310" /></a>Enzo Bianchi</strong></p>
<p><strong><em>Perché avete paura? Una lettura del Vangelo di Marco</em></strong></p>
<p><strong>Edizioni Mondadori, Milano </strong></p>
<p>€ 16.00</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quale figura di cristiano può emergere senza la conoscenza di Gesù Cristo e della sua umanità esemplare? Come può il cristianesimo, senza la spinta vitale del Vangelo, non ridursi a un fatto rituale e culturale o addirittura folkloristico? Enzo Bianchi ha intrapreso un percorso di fede e di vita personale e insieme comunitario per il quale è essenziale la lettura e la comprensione del Vangelo, il testo che il Concilio Vaticano II ha ridato in mano ai cattolici e attraverso il quale il cristiano può nutrire la sua fede e la sua capacità di testimoniarla. Il Vangelo di Marco è quello che più si interroga sulla figura di Gesù: si può definire per molti versi un racconto teologico, un testo attraversato da tensioni narrative, contrasti, chiaroscuri in cui, invece che le parole di Gesù, parlano i fatti, gli eventi, la storia. Il priore di Bose ci accompagna attraverso queste pagine, e ci svela, sgombrando il campo da pericolosi equivoci, cosa vuol dire davvero &#8220;prendere la croce&#8221;: non certo accettare la sofferenza incondizionatamente né vivere nella paura, ma smettere di ritenersi misura di ogni cosa e abbandonarsi con fiducia alla fede e alla vita.</p>
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		<item>
		<title>Marco, Vangelo di una notte</title>
		<link>http://www.bibbiablog.com/2011/09/08/marco-vangelo-di-una-notte/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Sep 2011 07:07:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sergio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marco]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra i recenti commentari sul vangelo di Marco, segnaliamo Fresco di stampa (settembre 2011) quello di BENOÎT STANDAERT osb, monaco benedettino di St. André di Bruges (Marco, vangelo di una notte vangelo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bibbiablog.com/2011/09/08/marco-vangelo-di-una-notte/st-mark/" rel="attachment wp-att-13187"><img class="alignright size-full wp-image-13187" title="St Mark" src="http://www.bibbiablog.com/wp-content/uploads/St-Mark.jpg" alt="" width="238" height="300" /></a>Tra i recenti commentari sul vangelo di Marco, segnaliamo Fresco di stampa (settembre 2011) quello di BENOÎT STANDAERT osb, monaco benedettino di St. André di Bruges (<a href="http://www.dehoniane.it/edb/cat_dettaglio.php/Marco-Vangelo-di-una-notte-vangelo-per-la-vita/?ISBN=20659" target="_blank"><strong>Marco, vangelo di una notte vangelo per la vita.</strong> Commentario. Prima parte. Marco 1,1–6,13; EDB, Bologna 2011, pp. 348</a>)</p>
<p>La particolarità di questa nuova pubblicazione sta nell&#8217;ipotesi di lavoro che l&#8217;autore esplicita così: «Ecco l&#8217;ipotesi di lavoro: Marco è stato letto integralmente, in una sola volta, in occasione di una veglia notturna. Questa veglia ha luogo nella notte fra il sabato e la domenica. Il contesto verosimile è piuttosto una festa che una semplice domenica dell&#8217;anno. E la festa ebraica che i primi cristiani hanno certamente celebrato ogni anno è proprio la festa pasquale. Quella notte, nella tradizione, si vegliava perlomeno fino a mezzanotte. Si era elaborato tutto un rito familiare, con un grande racconto drammatizzato, per commemorare le paqua o &#8220;passaggi salvifici&#8221; del Signore&#8230;Secondo noi, Marco sarebbe l&#8217;equivalente cristiano di un tale gioco drammatico, nel quale si ricorda il passato come se si fosse presenti e nel quale si attende il compimento delle promesse messianiche nel corso di questa notte di veglia. In questo caso Marco sarebbe una variante della tradizionale <em>haggadah</em> pasquale ebraica» (p. 7). Una ipotesi di lavoro non nuova, e un invito alla rilettura critica del racconto marciano.</p>
<p>Questo il sommario: <em>Prefazione. Introduzione. Alcuni presupposti per la lettura. Il Prologo. Marco 1,1-13. LA</em> NARRATIO<em>: MC 1,14</em><em>-6,13. Primo dittico: Mc 1,14-15.16-20. La prima grande sezione della</em> narratio<em>: Marco 1,21-3,6. Cinque controversie. Marco 2,1-3,6. Secondo dittico. Gesù e l&#8217;istituzione dei Dodici. Mc 3,7-12.13-19. La seconda grande sezione della</em> narratio<em>: Marco 3,20-5,43. Il discorso parabolico: Marco 4,1-34. Fine della seconda sezione della</em> narratio<em>. Marco 5,1-43. Terzo dittico e conclusione della</em> narratio<em>: Mc 6,1-13.</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Jesus the divine bridegroom in Mark 2:18-22</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Jan 2011 16:02:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marco]]></category>

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		<description><![CDATA[Michael Tait Jesus the divine bridegroom in Mark 2:18-22 Mark&#8217;s Christology Upgraded &#8220;Analecta Biblica&#8221; 185 Gregorian &#38; Biblical Press, Roma 978-88-87653-185-9 €30.00 This book examines the pericope Mark 2:18-22 with [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-11520" href="http://www.bibbiablog.com/2011/01/22/jesus-the-divine-bridegroom-in-mark-218-22/anabib185-3/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-11520" src="http://www.bibbiablog.com/wp-content/uploads/AnaBib1852-214x300.jpg" alt="" width="214" height="300" /></a></p>
<p><span style="font-size: medium"><strong>Michael Tait</strong></span></p>
<p><span style="font-size: medium"><em><strong>Jesus the divine bridegroom in Mark 2:18-22</strong></em></span></p>
<p><span style="font-size: medium"><em><strong>Mark&#8217;s Christology Upgraded<br />
</strong></em></span></p>
<p>&#8220;Analecta Biblica&#8221; 185</p>
<p><strong>Gregorian &amp; Biblical Press, Roma</strong></p>
<p>978-88-87653-185-9</p>
<p>€30.00</p>
<p>This book examines the pericope Mark 2:18-22 with special reference to the Christological implications, in the final form of Mark’s text, of Jesus’ reference to himself as ‘Bridegroom’. After introductory material, the context of the pericope is examined from a literary and theological standpoint, concluding that it occupies a position of both structural significance and theological importance. The background to the nuptial imagery used by Jesus/Mark is looked at in the Old Testament and other Jewish literature, where the figure is seen to be used exclusively of Yahweh, never of the Messiah, usually with a hint of disruption. A survey of the New Testament, apart from Mark, reveals that the Bridegroom image has been transferred to Jesus, not with a suggestion that it is part of his Messianic identity but rather in contexts of the highest Christology. Against all this background, a detailed exegesis of the pericope, concludes that Mark too presents his readers with a divine figure, though one who is destined to be ‘taken away’.</p>
<p>Michael Tait gained his first doctorate at the University of Oxford in 1975 on the history of the Brigittines of Syon Abbey. After a career in schoolteaching, for thirteen years of which he was a headmaster, he completed his SSL in 2005 and his doctorate in biblical studies at the University of Manchester in 2008.</p>
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		<title>Il Vangelo di Marco. Analisi linguistica e commento esegetico III (10,32 – 16,8)</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Oct 2010 16:41:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marco]]></category>

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		<description><![CDATA[J. Mateos &#8211; F. Camacho Il Vangelo di Marco. Analisi linguistica e commento esegetico Vol. III (capp. 10,32 – 16,8) Commenti e studi biblici Cittadella Editrice, Assisi ISBN 978-88-308-1054-9 € [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-10499" href="http://www.bibbiablog.com/2010/10/20/il-vangelo-di-marco-analisi-linguistica-e-commento-esegetico-iii-1032-%e2%80%93-168/matesocamachomarcoiii/"><img class="aligncenter size-full wp-image-10499" src="http://www.bibbiablog.com/wp-content/uploads/MatesoCamachoMarcoIII.jpg" alt="" width="121" height="200" /></a></p>
<p><span style="font-size: medium"><strong>J. Mateos &#8211; F. Camacho</strong></span></p>
<p><span style="font-size: medium"><em><strong>Il Vangelo di Marco. Analisi linguistica e commento esegetico</strong></em></span></p>
<p><em><strong>Vol. III (capp. 10,32 – 16,8)</strong></em></p>
<p>Commenti e studi biblici</p>
<p><strong>Cittadella Editrice, Assisi</strong></p>
<p>ISBN 978-88-308-1054-9</p>
<p>€ 50,00</p>
<p>A fondamento di quest’opera, grande novità nell’esegesi di Marco, sono i metodi più moderni per l’analisi dei testi e lo studio del racconto. Grande rilievo viene dato sia al contesto culturale e sociale di Marco, sia alle allusioni all’AT. Il commento è diretto sia agli studiosi a motivo delle ricchissime note, sia ai lettori ordinari per la presentazione chiara, ragionata e attualizzata del testo. Ogni sezione riporta alla fine un’agile sintesi del messaggio evangelico in un linguaggio moderno.</p>
<p>Juan Mateos, dopo aver studiato medicina, nel 1940 entrò nella Compagnia di Gesù. Teologo, dottore in scienze ecclesiastiche orientali, è stato docente di Liturgia nel Pontifi cio Istituto Orientale e professore invitato al Pontificio Istituto Biblico. Per vari anni ha tenuto corsi all’Università “Lovanium” di Kinshasa (Congo), in varie Università degli Stati Uniti e a Manila. E’ deceduto nel 2003.</p>
<p>Fernando Camacho, teologo, è professore del Nuovo Testamento nel Centro di studi teologici di Siviglia. Ha pubblicato numerosi articoli sul Nuovo Testamento per riviste di pastorale e tiene corsi e conferenze su questo tema.</p>
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		<title>XXIX Convegno biblico “Parole, Spirito e Vita” a Camaldoli</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Sep 2010 05:34:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bibbiablog Team</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marco]]></category>
		<category><![CDATA[Convegno PSV di Camaldoli]]></category>
		<category><![CDATA[Vangelo di Marco]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell’incantevole cornice di Camaldoli si è svolto alla fine di giugno l’annuale convegno biblico della rivista Parola, Spirito e Vita (PSV). Giunta alla 29a edizione, l’iniziativa &#8211; cresciuta grazie anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-10127" src="http://www.bibbiablog.com/wp-content/uploads/sposo1-231x300.jpg" alt="" width="231" height="300" />Nell’incantevole cornice di Camaldoli si è svolto alla fine di giugno l’annuale convegno biblico della rivista<a href="http://www.dehoniane.it/riviste/riv_ew_page.php?CODE=PSV" target="_blank"> Parola, Spirito e Vita (PSV)</a>. Giunta alla 29a edizione, l’iniziativa &#8211; cresciuta grazie anche all’accoglienza della comunità monastica ivi presente &#8211; ambisce a essere strumento di formazione e approfondimento delle Scritture per laici, religiosi e religiose, sacerdoti. Quest’anno il tema di studio ha ripercorso il racconto evangelico di Marco sotto la guida di don Massimo Grilli, docente di Nuovo Testamento presso la Pontificia università gregoriana di Roma.</p>
<h3>La storia di Loli e la potenza di Dio</h3>
<p>Di solito si attribuisce al vangelo di Marco il ruolo di “iniziazione” alla vita cristiana. La sua lettura sarebbe pertanto vivamente consigliata ai catecumeni o a quanti si accostano per la prima volta al messaggio evangelico. Tuttavia non ci pare si debba esaurire la sua prospettiva in quest’unica angolatura. Per esempio, &#8211; ed è quanto si è tentato di fare durante il convegno – ci si potrebbe chiedere quale immagine di Dio traspare in Marco e, di conseguenza, che volto di chiesa trasmettiamo. A questo proposito, vale la pena raccontare una piccola storia, quella di Loli, una religiosa straordinariamente fiduciosa nella forza di Dio: «Loli aveva 26 anni, al secondo anno di professione temporanea in una famiglia religiosa di carisma francese fece questa esperienza. Aveva acquisito attraverso il catechismo fin dalla sua adolescenza un assioma su Dio che continua a ripetere nel Credo ogni domenica: “Credo in Dio Padre onnipotente”. Non le era mai venuto in mente di mettere in discussione questa formulazione fino al giorno di settembre. Quell’anno durante l’estate viene destinata in un piccolo villaggio dell’Algeria. Nel piccolo villaggio non era mai successo nulla di eclatante, fino al giorno in cui i fondamentalisti islamici arrivarono e tagliarono la gola alle tre ragazze più intelligenti del gruppo, davanti a tutte le altre. Tutte erano sotto shock. L’impotenza assorbì perfino la rabbia. In seguito, per alcune settimane, Loli percepiva sempre meglio l’impotenza e la radicale debolezza propria e delle consorelle, ma non capiva come queste trovassero ancora sensato rimanere lì. Al suo ritorno in Spagna, incominciò a provare un’immensa ostilità verso Dio. Dio non è onnipotente come afferma il Credo; Dio è impotente e inutile. Lui, in un momento tanto tremendo, non aveva fatto nulla. Nemmeno lei, che era lì nel nome di Dio, poteva fare nulla».<sup>[1]</sup></p>
<p>Ebbene, è proprio così: Gesù e il suo mistero è comprensibile solo incamminandosi su sentieri di nullità e impotenza.<sup>[2]</sup> Vediamoli più nel dettaglio.</p>
<h3>Cammini spirituali paradossali</h3>
<p>Paradosso nei dizionari di lingua italiana viene definito come una proposizione contraria alla comune opinione ed aspettativa. Perché il vangelo è un paradosso? La risposta la rintracciamo in alcuni episodi che velano e svelano Gesù e stanno a indicarci come anche la vita del credente è attraversata dalla spiritualità del paradosso. Il racconto marciano si apre con il titolo: «Inizio del vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio» (Mc 1,1). Si dischiude la buona notizia di Gesù che possiede l’appellativo di Figlio di Dio. Il cammino del discepolo di ogni tempo è, in fondo, conoscere e riconoscere questa presenza nella sua vita personale. Ora, il termine “Figlio di Dio” lo incontriamo solo in altri due testi. Il primo in 3,11 e sono gli spiriti impuri che al vedere Gesù cadono ai suoi piedi e gridano «Tu sei Figlio di Dio». E verso la fine del vangelo, sotto la croce, è un centurione che stupito nel vedere il modo con cui Gesù muore, esclama: «Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!». Nell’ora del buio e del nascondimento si apre per un pagano la luce del Messia. Nessuno dei discepoli riconosce Gesù come Figlio di Dio, ma solo gli spiriti impuri e un pagano. Non è paradossale tutto questo?</p>
<p>A titolo esemplificativo presentiamo sei episodi “paradossali” del racconto di Marco: il battesimo di Gesù, la proclamazione dell’evangelo, la forza dei prodigi, la fede del padre dell’epilettico, l’abbandono di Dio, la fuga delle donne.</p>
<h3>Un Dio vicino. I discepoli lontani</h3>
<p>I primi due episodi sono strettamente correlati alla testimonianza di Giovanni Battista. Gesù, il messia nascosto approda finalmente alla sua epifania con il battesimo nel Giordano. I cieli si squarciano e da questo momento la voce di Dio ha un solo nome: Gesù, il Figlio amato del Padre (Mc 1,9-11). Ci aspetteremmo ora l’inizio di un cammino pubblico di Gesù che fa udire la sua voce in mezzo alla gente. Al contrario, lo Spirito spinge Gesù nel deserto, luogo della precarietà, del silenzio, luogo del nulla. Perché? La voce di Dio – sembra suggerirci Marco – si ode nel silenzio della prova (Es 23; Os 2,16).</p>
<p>Subito dopo, il racconto prosegue con il ministero di Gesù in Galilea che inaugura la sua predicazione a Cafarnao. Il lettore viene informato della giornata tipica di Gesù. Ma la proclamazione del vangelo prende avvio da un’annotazione di cui conosciamo l’esito tragico: l’arresto di Giovanni Battista. Ed anche qui incontriamo un ulteriore paradosso: la prigione che fa tacere il testimone di Dio non può trattenere la parola libera e liberante del profeta Gesù.</p>
<p>Il ministero di Gesù è contrassegnato da azioni di guarigioni ed esorcismi L’opera messianica di Gesù consiste primariamente nella liberazione dell’uomo dalle alienazioni del corpo e dello spirito. Gesù opera molti prodigi. Ma, attenzione, essi non sono atti di magia o prove della sua santità. E non sono nemmeno destinati alla glorificazione di Gesù. Essi stanno a dimostrare che la parola di Gesù è efficace e che l’uomo viene ricostituito nella sua pienezza umana, in totale armonia con Dio e la società. Ma nonostante questo, Gesù cerca il nascondimento. Marco annota come egli abbandona in segreto Cafarnao e si ritira in un luogo deserto a pregare (Mc 1,35-39), imponendo perfino il silenzio riguardo alla sua identità (Mc 3,12). Gesù rivela il volto di un Dio compassionevole, che si china sulle ferite delle persone e, paradossalmente, le autorità religiose contestano tutto ciò (2,1-12), coloro che dovrebbero capire ed essere vicino a lui non comprendono e si allontanano da lui (cf. l’incomprensione dei discepoli a riguardo della parabola del seminatore e l’episodio della tempesta sedata: Mc 4,13; 4,35-40). I discepoli sono fisicamente vicini a Gesù, ma rivelano poca intelligenza nella comprensione della crescita misteriosa del Regno di Dio. La loro sequela è sempre più contrassegnata dalla distanza spirituale rispetto al loro maestro. Essi falliranno nel loro cammino. Ma qui si mostra la sua paradossalità: è la fedeltà di Gesù che permette ai suoi di divenire quello che sono chiamati ad essere.</p>
<h3>L’impotenza che salva</h3>
<p><strong> </strong></p>
<p>Al termine del racconto della trasfigurazione (Mc 9, 2-12) e prima del secondo annuncio della passione Marco inserisce l’episodio della guarigione dell’epilettico. Dobbiamo leggere questo brano nel contesto del cammino di Gesù verso Gerusalemme (8,31—10) all’interno del quale gli esegeti evidenziano la ripetizione non casuale della parola “via”. I discepoli hanno fallito (9,18), incapaci di ricalcare le orme del loro maestro. L’amarezza di Gesù è grande e si esprime con un duro rimprovero (9, 19). Non è qui il caso di commentare il testo, ma soffermiamoci sulla scena centrale del dialogo di Gesù con il padre del ragazzo epilettico (9,21-24). Il padre rivela a Gesù tutta la sua debolezza e fragilità, il suo credere ma anche il suo bisogno di ripartire e di essere accompagnato nella fede («credo; aiuta la mia incredulità!»), cosa che i discepoli non sono stati in grado di fare. Ed è a motivo della sua debolezza, della sua impotenza di padre e credente che a suo figlio sarà donata la pienezza di vita smarrita. Marco usa qui lo stesso verbo della risurrezione («lo fece alzare» 9,27; cf. 16,6). Come non intravedere qui lo stesso cammino di Gesù: il Figlio di Dio ci salva con la sua impotenza!</p>
<p>Il grido di Gesù sulla croce «Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato» (15,34) è interpretato oggi come un atto di fiducia verso Dio. Gesù sperimenta in quell’ultima ora anche il silenzio di Dio, così come ogni uomo e donna sulla terra. L’abbandono di Dio, diventa per Gesù l’ultimo atto di abbandono in Dio. Il Messia ci ha preceduto in questo cammino abitando la notte del dubbio e dell’abbandono.</p>
<p>Il vangelo di Marco termina con un ultimo paradosso. Nella finale breve (Mc 16,1-8) ritenuta l’autentica, le donne dopo l’annuncio della risurrezione di Gesù, fuggono via piene di paura (16,8). Come è possibile terminare una buona novella con la paura e il silenzio? Non sta forse qui il punto di approdo tra il racconto evangelico e i nostri cammini spirituali personali e comunitari?</p>
<p>Silenzi, dubbi, paure avvolgono le nostre quotidianità. Non di rado quando si parla di “sfide” e del rilancio della vita consacrata vi si proietta un certo senso di frustrazione e depressione. Certo, le motivazioni sono molteplice e ragionevoli: il peso delle strutture, l’invecchiamento del personale, il venire meno di vocazioni, il secolarismo che abita le nostre comunità religiose ecc. Perché non vivere tutto questo secondo una spiritualità paradossale? Una spiritualità del “nonostante”. Nonostante tutto, il Crocifisso Risorto ci precede. A noi, il coraggio di non sentirci troppo perfetti e diversi dai discepoli del racconto di Marco.</p>
<p><small>[1] Cf. M. Navarro, La sfida dell’ideale. La vita religiosa dai 25 ai 40 anni, Bologna 2010, 93-94.<br />
[2] Cf. M. Grilli, L’impotenza che salva, Bologna 2009.</small></p>
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		<title>A Comparative Handbook to the Gospel of Mark</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 09:04:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianni</dc:creator>
				<category><![CDATA[apocrifi NT]]></category>
		<category><![CDATA[Giudaismo antico]]></category>
		<category><![CDATA[Marco]]></category>
		<category><![CDATA[Vangelo di Marco]]></category>

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		<description><![CDATA[A Comparative Handbook to the Gospel of Mark Comparisons with Pseudepigrapha, the Qumran Schrolls, and Rabbinic Literature Bruce Chilton, General Editor; Darrell Bock, Associate Editor; Daniel M. Gurtner, Editor for [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><a rel="attachment wp-att-9276" href="http://www.bibbiablog.com/2010/05/31/a-comparative-handbook-to-the-gospel-of-mark/brill_ntgjc1_omslag/"><img class="aligncenter size-full wp-image-9276" src="http://www.bibbiablog.com/wp-content/uploads/Mark.jpg" alt="" width="120" height="180" /></a></p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong>A Comparative Handbook to the Gospel of Mark</strong></span></p>
<p><em><strong>Comparisons with Pseudepigrapha, the Qumran Schrolls, and Rabbinic Literature</strong></em></p>
<p><em><strong>Bruce Chilton, General Editor; Darrell Bock, Associate Editor; Daniel M. Gurtner, Editor for the Pseudepigrapha, Josephus, and Philo; Jacob Neusner, Editor for Rabbinic Literature; Lawrence H. Schiffman, Editor for the Literature of Qumran, Daniel Oden</strong></em></p>
<p>The New Testament Gospels in their Judaic Contexts, 1</p>
<p><strong>Leiden, Brill</strong></p>
<p>ISBN-13 978 90 04 17973 8</p>
<p>ISBN-10:	90 04 17973 9</p>
<p>€ 167.00 / US$ 247.00</p>
<p>About the author(s)</p>
<p><em>Bruce Chilton</em>, Ph.D. (1976) in Divinity, the University of Cambridge, is Bernard Iddings Bell Professor of Religion at Bard College. He is a scholar of early Christianity and Judaism.</p>
<p><em>Darrell L. Bock</em>, Ph.D. in Divinity (New Testament, The University of Aberdeen) is Research Professor of New Testament Studies at Dallas Theological Seminary. He also has done post-doctorial work as a Humboldt scholar at the University of Tübingen, Germany.</p>
<p><em>Daniel M. Gurtner</em> is Associate Professor of New Testament at Bethel Seminary (St Paul, Minnesota, USA)</p>
<p><em>Jacob Neusner</em> is Professor of Judaic Studies, Bard College</p>
<p><em>Lawrence H. Schiffman</em> is Ethel and Irvin A. Edelman Professor of Hebrew and Judaic Studies, New York University</p>
<p>This comparative handbook is intended to provide scholars of the New Testament with detailed, systematic and accurate resources concerning the Judaic context of the gospel of Mark. It aims to serve as a powerful tool to assist the reader &#8211; and commentator &#8211; in understanding and commenting on the gospel of Mark. Introductions are provided to help with issues of dating and the development of the literatures concerned. Possible interpretations are also presented, where suitable.</p>
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		<title>Did Morton Smith Forge ‘Secret Mark’?</title>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2010 14:04:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bibbiablog Team</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marco]]></category>
		<category><![CDATA[Vangelo segreto di Marco]]></category>

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		<description><![CDATA[Did Columbia University professor Morton Smith forge the famous Clement letter containing two passages from a secret and different copy of the Gospel of Mark? A number of scholars have [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Did Columbia University professor Morton Smith forge the famous Clement letter containing two passages from a secret and different copy of the Gospel of Mark? A number of scholars have concluded, on inadequate grounds in our view, that Smith was a forger.</p>
<p>In a four-part treatment, including contributions by eminent New Testament scholars Helmut Koester and Charles Hedrick, <strong>BAR</strong> concluded that Smith, now dead, was innocent.<a href="http://www.bib-arch.org/e-features/secret-mark-handwriting-analysis.asp#note01"><sup>*</sup></a></p>
<p><div id="attachment_9171" class="wp-caption alignright" style="width: 277px"><img class="size-full wp-image-9171  " src="http://www.bibbiablog.com/wp-content/uploads/handwriting-analysis.jpg" alt="" width="267" height="350" /><p class="wp-caption-text"><em>Photo by Kallistos Dourvas</em><br /> The controversial text that Smith discovered was a Greek manuscript written on the endpages of a 17th-century book. The apparently 18th-century handwriting recorded a copy of a previously unknown letter from Clement of Alexandria to someone named Theodore.</p></div>Oddly enough, despite the scores of articles and books that have been written on the subject, no one has bothered to consult a handwriting expert in the language in which the alleged forged letter is written: Greek. To Smith’s detractors, that was apparently unnecessary. According to critic Bart Ehrman, “With any skill at all, and a little practice,” it would be easy for Smith to learn to fake the 18th-century handwriting in which the Clement letter is written. Yet no one ever followed through by consulting a Greek handwriting expert. <strong><a href="http://www.bib-arch.org/e-features/secret-mark-handwriting-analysis.asp" target="_blank">BAR</a></strong> has now done so.</p>
<p>Venetia Anastasopoulou is a prominent handwriting expert living in Athens who has frequently testified in Greek courts. <strong>BAR</strong> retained her to compare the handwriting in which the Clement letter was written with Greek handwriting known to be Smith’s. She is a member of the National Association of Document Examiners (U.S.A.) and the International Graphology Association (U.K.). She holds a Certificate in Forensic Sciences from the University of Lancashire (U.K.) and a diploma in Handwriting Analysis from the International Graphology Association (U.K.).</p>
<p>Anastasopoulou compares numerous letters, parts of letters and words in the Clement letter with Smith’s Greek handwriting in her 36-page report. We are offering the entire document here for those sufficiently familiar with Greek handwriting to understand and appreciate her examination.</p>
<p><a href="http://www.bib-arch.org/pdf/secret-mark-analysis.pdf">Click here to download Venetia Anastasopoulou’s report.</a></p>
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