Idan Raichel
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Mercoledì 28 marzo è deceduto a Roma Giuseppe Barbaglio, noto e stimato biblista italiano. I funerali sono previsti sabato 31 marzo alle ore 12 presso S. Gregorio al Celio.
Nato nel 1934 a Crema, ha conseguito la laurea in teologia all’Università Gregoriana, la licentia docendi in scienze bibliche all’Istituto Biblico di Roma e la laurea in filosofia all’Università di Urbino. Ha insegnato Sacra Scrittura a Lodi e alla facoltà teologica dell’Italia settentrionale (Milano).
Ha condiretto il Nuovo dizionario di Teologia, Paoline, 81991, e la sua nuova edizione intitolata Teologia, Ed. San Paolo, 2002.
Ha curato la riedizione delle Schede Bibliche Pastorali, 8 voll., Dehoniane, Bologna, 1982-1987.
Dirige per le Edizioni Dehoniane di Bologna due collane di argomento biblico: La Bibbia nella storia e con Romano Penna Scritti delle origini cristiane.
vai al sito: http://www.giuseppebarbaglio.it/
Fra le sue pubblicazioni:
Fede acquisita e fede infusa secondo Duns Scoto, Occam e Biel, Morcelliana, Brescia, 1968;
L’anno della liberazione, Morcelliana, Brescia, 1969;
I Salmi (in collaborazione con L. Commissari e E. Galbiati), Brescia, 1972;
Il vangelo di Matteo (traduzione e commento) in “I vangeli”, Cittadella, Assisi, 81994;
Il regno di Dio e Gesù di Nazareth in “Conoscenza storica di Gesù”, Paideia, Brescia, 1978;
Le lettere di Paolo (traduzione e commento) voll. I-II, Borla, Roma, 21990;
Gesù di Nazareth. Dalla storia alla fede, Arsenale, 1981;
Paolo di Tarso e le origini cristiane, Cittadella, Assisi, 1985, 32002;
La laicità del credente, Cittadella, Assisi, 1987;
La spiritualità del Nuovo Testamento (a cura di), Dehoniane, Bologna 1988;
1-2 Corinzi, Queriniana, Brescia, 1989;
Nuovo Testamento greco e italiano, Dehoniane, Bologna, 1990, 31993;
Dio violento?, Cittadella, Assisi, 1991;
(con Commissari Luigi) Canti d’amore nell’antico Israele, Dehoniane, Bologna, 1992, 22004;
Davanti a Dio. Il cammino spirituale di Mosé, di Elia e di Gesù, Dehoniane, Bologna, 1995, 22001;
La prima lettera ai Corinzi - Introduzione, versione e commento di Giuseppe Barbaglio, Dehoniane, Bologna, 1996, 22005;
Lettere di S. Paolo (a cura di), Rizzoli, Milano 1997;
La Teologia di Paolo. Abbozzi in forma epistolare, Dehoniane, Bologna, 1999, 22001,
Il vangelo di Dio nelle lettere di Paolo, Ed. San Paolo, Cinisello Balsamo, 2002;
Gesù ebreo di Galilea, Dehoniane, Bologna, 2003, 52005;
Il pensare dell’apostolo Paolo, Dehoniane, Bologna, 2004, 22005;
Gesù di Nazaret e Paolo di Tarso. Confronto storico, Dehoniane, Bologna, 2006.
fonte: Wikipedia
TEL AVIV - Se i palestinesi lo vorranno, è possibile raggiungere un accordo generale di pace fra Israele e i suoi nemici in cinque anni: lo afferma il premier israeliano Ehud Olmert in una intervista rilasciata al quotidiano Yediot Ahronot nella imminenza della Pasqua ebraica. Altre interviste ad Olmert compaiono su Maariv e Haaretz. A Yediot Ahronot Olmert dice: “Sono persuaso che esiste una possibilità concreta che entro i prossimi cinque anni Israele raggiunga accordi di pace con i suoi nemici”. “Accadono cose che non accadevano in passato, e stanno maturando. Dobbiamo sfruttare questa occasione - prosegue Olmert - e farne leva, con saggezza e responsabilità “. “Il vertice della Lega araba di Riad e la introduzione di un processo di dialogo fra me e il presidente palestinese Abu Mazen in forma continuata e sistematica - nota il premier - rientrano … in una attività politica intensa che effettivamente dischiude possibilità “.Al tempo stesso Olmert menziona “limiti e difficoltà ” che restano sul terreno. Cita ad esempio la costituzione del governo palestinese di unità nazionale, mentre Hamas continua ad opporsi al riconoscimento dello stato di Israele. “Credo che i palestinesi arriveranno al momento della verità più presto di quanto non si pensi. Essi dovranno decidere. Se noi agiremo con saggezza e responsabilità, se la comunità internazionale continuerà a comportarsi così come fa adesso, alla fine - conclude Olmert - la decisione dei palestinesi sarà nella direzione di un accordo”. |
di Arieh Cohen
La riunione “plenaria” era fissata da tempo. Si doveva lavorare a un “trattato globale” su sicurezza giuridica e fiscale per la Chiesa in Israele. Il faticoso processo era iniziato anni fa, spinto dalla magnanimità e fiducia di Giovanni Paolo II. Delusione e dolore nel mondo ecclesiale.![]()
Tel Aviv (AsiaNews) - La Delegazione dello Stato di Israele, attesa in Vaticano per il 29 marzo, ha deciso di non presentarsi all’appuntamento. Lo avrebbe comunicato solo ora, a pochissimi giorni da quella che sarebbe stata la prima “Plenaria” dei negoziati tra le due Parti dopo un intervallo di cinque anni.La notizia si è subito diffusa tra i giornalisti a Roma, che si occupano del Vaticano, giacché alcuni tra i più influenti erano invitati ad incontrare il Capo della Delegazione israeliane il 29 sera, dopo i negoziati in Vaticano, così che le stesse Autorità israeliane si son viste costrette a informarli della decisione di non inviare la Delegazione.In assenza, finora, di commento ufficiale da parte della Santa Sede, non è ancora possibile valutare quanto grave è la ferita che può essere stata inflitta ai rapporti bilaterali da questa mossa insolita, che segue una lunga serie di altri appuntamenti - sempre nel quadro dei negoziati, ma finora soltanto a livelli “inferiori” - che sono stati poi disdetti o disattesi dalla parte israeliana.L’incontro disdetto da Israele, delle squadre dei negoziatori per la Santa Sede e per lo Stato di Israele, al completo, si sarebbe tenuto in Vaticano, giovedì 29 marzo, per fare ancora un altro tentativo di portare a conclusione le trattative iniziate l’11 marzo 1999. L’ultimo incontro dei negoziatori a questo livello si è tenuto 5 anni or sono. Da allora i negoziati hanno proceduto, seppur sporadicamente, al “livello di lavoro”.Come è ben noto, il fine dei negoziati è la firma di un “trattato globale” su tutte le questioni di tasse e proprietà attualmente pendenti, per dare alla Chiesa in Israele quella sicurezza giuridica e fiscale, di cui ha bisogno. In termini pratici, la Chiesa Cattolica desidera veder riconfermate le storiche esenzioni fiscali, che aveva già acquisito nel 1948, al momento della creazione dello Stato di Israele. Parimenti la Chiesa spera per la restituzione di proprietà ecclesiastiche confiscate - per esempio, la chiesa-santuario di Cesarea, confiscata negli anni ‘50 e successivamente rasa al suolo. In particolare poi, viene ritenuto importante per la sicurezza dei luoghi sacri di proprietà della Chiesa, assicurare che gli eventuali contenziosi che li riguardano siano decisi dalle corti giudiziarie di Israele, secondo il diritto, e non, come potrebbe accadere oggi, dai politici, in maniera puramente discrezionale.Nella Chiesa in Israele c’era molta attesa per l’esito di questo incontro - ora disdetto in modo repentino da Israele - e la previsione della prima sessione “plenaria” dei negoziati dopo cinque anni, aveva suscitato un cauto ottimismo, ora sostituito per l’ennesima volta dalla delusione.Un esito positivo delle trattative avrebbe potuto confermare la fiducia nella saggezza della scelta della Chiesa, nel 1993, di procedere alla firma dell’ “Accordo fondamentale” con lo Stato di Israele, e di allacciare con esso, pochi mesi dopo, i pieni rapporti diplomatici, anche mentre si affidavano a negoziati e accordi successivi materie di importanza decisiva.Il giurista francescano p. David-Maria A. Jaeger, massimo esperto di rapporti Chiesa-Stato in Israele, (prima di essere informato dalla cancellazione unilaterale) aveva spiegato così ad AsiaNews il ragionamento che aveva portato alla scelta del ‘93: “Si credeva meglio procedere comunque, per dimostrare, subito, sin dall’inizio, la buona fede della Chiesa, e la fiducia senza riserve che l’altra Parte avrebbe adempiuto i propri obblighi di diritto internazionale. C’era l’attesa, piena di speranza, che la fiducia e la magnanimità da parte della Chiesa non avrebbero mancato di suscitare magnanimità e fiducia anche dall’altra Parte. Si trattava di una decisione coraggiosa e generosa del Servo di Dio Giovanni Paolo II, e io, da parte mia, continuo a pregare e a sperare che si dimostri che davvero Egli aveva ragione”. Richiesto da AsiaNews di esprimere un opinione sulla cancellazione unilaterale, il p. Jaeger si è limitato ad esprimere “incredulità” e “dolore”, e ha rifiutato di fare altri commenti.
(AGI) - Gerusalemme, 27 mar . - Il primoministro israeliano Ehud Olmert e il presidente dell’Autorita’ Nazionale Palestinese, Mahmoud Abbas alias Abu Mazen, hanno concordato di incontrarsi regolarmente ogni due settimane, per colloqui che in un primo momento si concentreranno essenzialmente sulla sicurezza, ma che nel prosieguio potrebbero ampliarsi fino ad affrontare il tema della creazione di uno Stato palestinese indipendente, “in armonia con la roadmap”: lo ha annunciato il segretario di Stato americano Condoleezza Rice, alla terza missione in Medio Oriente dall’inizio dell’anno. Alla vigilia del vertice della Lega Araba a Riad, il capo della diplomazia Usa ha ivitato i Paesi arabi a tendere la mano a Israele, ma al contempo ha ammonito che non e’ ancora venuto il momento di intavolare veri e propri negoziati sullo “status finale della regione”, in quanto per adesso ci si limitera’ alle “discussioni iniziali, intese”, ha sottolineato, “a creare fiducia tra le parti”. .
(Algeri) È iniziata ieri la Conferenza internazionale su Gerusalemme, che si proterrà fino a mercoledì 28 marzo.
Sono presenti 450 personalità provenienti da tutto il mondo arabo ed islamico.
Tra i relatori di oggi: il presidente dell’associazione internazionale di Gerusalemme, Sheikh Yousef Qaradawi; il capo dell’ufficio politico di Hamas, Khaled Misha’al; il presidente dei Sapienti musulmani in Iraq, Harih Addari; un rappresentante di padre Attallah, arcivescovo di Gerusalemme, a cui le autorità israeliane hanno impedito la partenza; il presidente dell’Associazione Difesa di Gerusalemme in Iran, Ali Akbar Mutashami; Saher Al-Haj, a nome del Segretario Generale della Lega Araba presente alla Conferenza araba in Arabia Saudita; Munir Shafiq scrittore e politico palestinese.
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Hebrew words Portuguese Translation
The Synagogue adjacent to the ancient tomb of the Prophet Samuel, north of Jerusalem, was vandalized and desecrated Friday night. Jewish worshippers blame local Arab residents, while one of the latter claims it was a simple case of burglary.
(Arutz Sheva) Construction of a light rail-system has led to the discovery of a Second Temple-era Jewish town north of ancient Jerusalem. The remains in the 100-acre site include streets, houses, public buildings and ritual baths. full article>>