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16 May 2008 | Dottorati | 0 Comments

The continuation of Jesus’ mission according to the Gospel of Mark

by Bibbiablog Team

Difesa dottorale di

IWUAMADI LAWRENCE OSCAR IHEANYICHUKWU
He called unto him the twelve, and began to send them forth: The continuation of Jesus’ mission according to the Gospel of Mark.
STOCK KLEMENS
25/06/2008
16:00 C012


16 May 2008 | Dottorati | 0 Comments

La eficacia liberadora de la palabra de Jesús

by Bibbiablog Team

Difesa dottorale di

ROMERO SANCHEZ LUIS MANUEL
La eficacia liberadora de la palabra de Jesús. La intención pragmática de Mc 5,1-20 en su contexto lingüístico y situacional.
GRILLI MASSIMO
20/06/2008
16:00 C012


16 May 2008 | Dottorati | 0 Comments

Called from the Jews and from the Gentiles

by Bibbiablog Team

Difesa dottorale di

GADENZ PABLO TURRA
Called from the Jews and from the Gentiles: Pauline Ecclesiology in Romans 9-11.
ALETTI JEAN-NOËL
18/06/2008
16:00  C012


16 May 2008 | Dottorati | 0 Comments

The Motif of Shalom in the Psalms of Ascents

by Bibbiablog Team

Difesa dottorale di

MAYYATTIL JOSHY JOHN
The Motif of Shalom in the Psalms of Ascents.
BARBIERO GIANNI
03/06/2008
16:00 C012


16 May 2008 | Dottorati | 0 Comments

…..SANTO POR EL SEÑOR SERÁ LLMADO

by Bibbiablog Team

difesa dottorale di

NEF ULLOA BORIS AGUST¡N
“…..SANTO POR EL SEÑOR SERÁ LLMADO” Estudio exegético-teológico de Lc 2,22-39
VALENTINI ALBERTO
30/05/2008
16:00 F104


16 May 2008 | Dottorati | 0 Comments

Existência corporal cristã segundo Paulo

by Bibbiablog Team

Difesa dottorale di

MARTINEZ DE OLIVEIRA FLAVIO
Existência corporal cristã segundo Paulo. Um estudo teológico-bíblico em 1 Cor 6,12-20
VANNI UGO
30/05/2008
16:00 L210


16 May 2008 | Dottorati | 0 Comments

Il Dio dei profeti nella Storia Deuteronomista

by Bibbiablog Team

difesa dottorale di

PICCIONI  ANDREA
Il Dio dei profeti nella Storia Deuteronomista.
BRETON SANTIAGO
29/05/2008
16.00 L210


16 May 2008 | Dottorati | 0 Comments

No vine a llamar justos, sino pecadores

by Bibbiablog Team

Difesa dottorale di

BRAVO ALVAREZ  GONZALO ARTURO”No vine a llamar justos, sino pecadores” (MC 2,17).

La relación de Jesús con los pecadores en el evangelio de San Marcos. Estudio exegético-teológico de Mc 2,1-17.STOCK KLEMENS23/05/200816:00 C012


16 May 2008 | Dottorati | 0 Comments

Riches: a source of blessing or condemnation

by Bibbiablog Team

difesa dottorale di

GORANTLA JAWAHARLAL NEHRU
Riches: a source of blessing or condemnation. An Exegetical and Theological Study of Jesus’ Teaching on Wealth in Luke’s Gospel
KILGALLEN JOHN
26/05/2008
16:00 C012


16 May 2008 | Dottorati | 0 Comments

I Salmi 146-150 come conclusione del Salterio

by Bibbiablog Team

Martedì, 27 maggio 2008 - h. 17.30 Difesa della dissertazione dottorale della  R.Sr. Silvia So Kun AHN, O.P.:

I Salmi 146-150 come conclusione del Salterio
(Mod.: Prof. Gianni BARBIERO)

Il lavoro vuol mettere in evidenza l’unità del salterio, proponendo una lettura coerente dell’intero libro alla luce della sua conclusione. L’esegesi dei singoli salmi (parte I) è fatta allo scopo di avere un orientamento per una lettura unitaria del libro (parte II).
     Nell’approccio canonico al salterio il tema della regalità gioca un ruolo fondamentale. Nei Salmi 146-150 il regno di Dio si manifesta anzitutto nell’attenzione per i poveri, ponendosi in continuità con la creazione: il Dio creatore, che domina l’ordine cosmico, è anche il garante dell’ordine sociale. Nella salvezza dei poveri si manifesta la regalità di Dio, che tutti i viventi sono chiamati a riconoscere. Il momento decisivo di tale riconoscimento viene descritto come un giudizio escatologico. Così, la meditazione sapienziale sul mondo creato sfocia nell’annunzio del regno di Dio, che salva i poveri mentre giudica i grandi della terra.
     Nella composizione del libro V del salterio, salmi davidici e salmi alleluiatici si alternano. L’ultimo gruppo di salmi alleluiatici, i Salmi 146-150, appare essere opera dei redattori, che hanno lasciato la loro impronta nell’uso ricorrente di hllw-yh. I salmi davidici, invece, riprendono la figura di Davide dai libri I-III. Cioè, i redattori del libro V hanno accolto nella loro composizione, che si concludeva con i salmi alleluiatici, questa figura tradizionale. D’altro canto, la presenza di salmi reali nel libro V (Salmi 110; 132; 144) è significativa. In questi salmi si coglie infatti una dimensione escatologica e messianica, che li rende compatibili con la regalità di Dio proclamata nel libro IV. Questa dimensione si riscontra anche nei salmi reali dei libri I-III.  
L’interpretazione messianica dei salmi reali nei libri I-II (Salmi 2; 72) e una nuova interpretazione del Sal 89 (alla fine del libro III) conducono a una lettura più coerente del salterio. In realtà, negli studi più recenti sul salterio frequentemente si contrappongono due parti maggiori, con due temi distinti: i libri I-III, caratterizzati da una prospettiva messianica, e i libri IV-V, caratterizzati da una prospettiva teocratica. Il libro V mostra invece che i due aspetti sono messi l’uno accanto all’altro. E, dal momento che la composizione di questo libro riflette l’intenzione della redazione finale, è logico ritrovare questa stessa caratteristica in altre parti del salterio. In conclusione, contrariamente a una diffusa opinione, il salterio si rivela essere non il testimone del fallimento della dinastia davidica e di una speranza nel regno di Dio che esclude il ruolo del messia, ma l’espressione della speranza in un regno «di Dio e del suo messia», in cui si condensa l’attesa dei poveri.


 
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